NESSUNA NE PARLA !TRIBUNALE PADOVA E REGGIO EMILIA SOSPENDONO L’ASTA PER USURA BANCARIA

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644. Usura

Chiunque, fuori dei casi previsti dall’articolo 643, si fa dare o promettere, sotto qualsiasi forma, per sé o per altri, in corrispettivo di una prestazione di denaro o di altra utilità, interessi o altri vantaggi usurari [c.c. 1448, 1815], è punito con la reclusione da due a dieci anni e con la multa da euro 5.000 a euro 30.000

Inizia cosi la legge,la legge intera la potete leggere qui

http://www.mondodiritto.it/codici/codice-penale/art-644-codice-penale-usura.html

La legge è chiara,nessuno può superare il tasso soglia stabilito dalla legge,neanche le Banche .

ACCADE NEL TRIBUNALE DI REGGIO EMILIA

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Una famiglia si è rivolta all’Associazione DECIBA e dopo un lavoro svolto da tutto lo staff,dall’Avv.Rosa Chiericati ,dalla Società Managementitalia srl il risultato è arrivato,il giudice ordina la sospensione dell’asta per Usura Bancaria .

Il tribunale sospende per Usura Bancaria un’altro Mutuo ,sempre il gruppo DECIBA.IT

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Queste informazioni dovrebbero essere in qualsiasi telegiornale,eppure sembra che le decisioni dei giudici non abbiano valore,anzi ,hanno valore solo quando favoriscono le banche

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-05-09/usura-mutuo-doccia-fredda-chi-vuole-rivalersi-banca-184019.shtml?uuid=ABhgy5GB

Il sole 24 ore mette immediatamente l’accento su un caso e non esprime nessun giudizio su altri casi molto più eclatanti . Sospendere un Asta per Usura Bancaria può scatenare un effetto domino su milioni di persone e aziende oggi in difficoltà,può sospendere pignoramenti,aste,richiesta di denaro illecito da parte della banca,eppure sembra non essere importante per questi giornali di “informazione ”

Questo fa comprendere con dati reali quanto l’informazione sia deviata,quanto giornali,televisioni,radio abbiamo un’influenza da parte delle banche,queste notizie su testate nazionali difficilmente si troveranno .

L’unica forza che ha il popolo è il web,l’unica voce senza compromessi,pensateci ,possibile che queste informazioni non arrivino al grande pubblico ? Solo attraverso il lavoro di tutti noi è possibile fare passare queste notizie,diffondete questi video,qualsisia mezzo voi utilizzate va bene,condividete video,informazioni,fate arrivare a più persone possibili le notizie .

PRIMO VIDEO DIFFUSO SULL’USURA OLTRE 50 MILA VISUALIZZAZIONI

SCOPRI SE IL TUO MUTUO E’ IN USURA

L’AVVOCATO ROSA CHIERICATI RACCONTA COME HA VINTO L’OPPOSIZIONE NEL TRIBUNALE DI PADOVA ESCLUSIVA INTERVISTA

Questi video se diffusi in modo adeguato possono rivoluzionare il sistema economico Italiano,diffondete queste informazioni ,mandate ad amici ,copiate il link nel vostro profilo ,mandate ai giornali queste informazioni,facciamo sentire a tutti la nostra forza .

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AIUTATECI ! DIFFONDETE ! LAURA LA VUOLE FARE FINITA APPELLO

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Abbiamo bisogno di voi,abbiamo lanciato un appello circa un mese fa, siamo a 50 mila firme raccolte e circa 1600 Euro raccolti,ma non basta,invitiamo a dare il vostro contributo,se non avete soldi mettete la firma di petizione,ecco l’appello di Laura .

QUESTO L’APPELLO DI LAURA,DIFFONDETE NON LASCIAMOLA SOLA

PER FARE LA TUA OFFERTA

https://www.indiegogo.com/projects/we-help-laura-sick-of-cancer-give-them-a-future

A:
Alessandro Foti, Amministratore Delegato FINECO Bank
Mi chiamo Laura e ho 40 anni, da quasi due sono malata di cancro al seno, malattia per la quale ho subito l’amputazione e sono in attesa della ricostruzione. Avendo ridotta attività lavorativa anche il mio stipendio si è ridotto e tra rata del mutuo e bollette sopravvivo a malapena, sola con la mia gatta.
Sino al 2008 stavo bene, quell’anno però chiesi un prestito alla banca per poter traslocare, dalla Sicilia, i miei genitori anziani, invalidi e nullatenenti. Il prestito serviva a coprire le spese del trasloco, la caparra per l’immobile da affittare e il cambio dell’auto per poterne averme una, seppur usata, idonea al trasporto di persone con gravi difficoltà motorie.

Nel 2010 mio padre si ammalò gravemente di tumore e in pochi mesi venne a mancare quindi mia madre si trasferì da me e ci ritrovammo a vivere in due nel mio bilocale di 35mq calpestabili. Nel 2011 improvvisamente anche mia madre venne a mancare e oltre al dolore, mi ritrovai a pagare un secondo funerale. Nel 2012 mi diagnosticarono il cancro e mi ritrovai anche a non aver più materialmente i soldi per comprarmi da mangiare, smisi dunque di pagare la Fineco bank. La banca avviò una procedura di riscossione tramite tribunale e al momento la procedura è arrivata all’atto di pignoramento dell’immobile che deve solo diventare esecutivo. Tutto questo per un debito di 12.300 euro maggiorato dagli interessi.

Fineco Bank si è resa disponibile ad trovare un accordo ,il Sig. Pizzarotti responsabile di Reggio Emilia dopo tante parole di conforto sembra essere sparito,successivamente un avvocato di Fineco sembra voler trovare soluzione,solo parole,per oggi nulla si è risolto . Noi andiamo avanti fino a quando non ci sarà una definizione della questione scritta,sicuramente non ci faremo prendere in giro

Firma la petizione

http://www.change.org/p/fineco-bank-non-pignorate-la-casa-a-una-malata-di-cancro

FEDERICO PIZZAORTTI IMPEGNATO A STRINGERE LA MANO A BANCHIERI MPS

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Abbiamo mandato anche comunicazione al sindaco di Parma Federico Pizzarotti ,nessuna risposta

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DIFFONDETE NON LASCIAMOLA SOLA

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1 MILIONE SI PERSONE AL GIORNO GRAZIE A TUTTI VOI

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Dopo la nostra diffusione in rete dell’eclatante sentenza di Reggio Emilia sono arrivati giornalisti e Radio,la nostra forza raggiunge ormai oltre 500 mila persone al giorno ,ci siamo riusciti,abbiamo creato un’organo di informazione autonomo,senza politica,senza capo redattori che dicano questo si e questo no,questa la vera rivoluzione . Vogliamo arrivare ad 1 Milione di persone al giorno,vogliamo la libera informazione,hanno provato a bloccarci,infatti 20 giorni fa hanno bucato i nostri siti e per qualche giorno siamo stati fermi ,risultato ? siamo più forti di prima . Non potranno fermarci tutti,grazie al lavoro di tutti noi riusciamo a diffondere le informazioni ,grazie alla collaborazione di liberi cittadini che ogni giorno ci seguono e pubblicano nel loro profilo le notizie che diffondiamo .

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Grazie a tutti vuoi,dopo la diffusione in rete la notizia è diventata virale

INTERVISTA OGGI MERCOLEDI 27 AGOSTO 2014 AL PRESIDENTE DECIBA GAETANO VILNO

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DECIBA

INTERVISTA COMPLETA AL PRESIDENTE DECIBA GAETANO VILNO ,SI PARLA DI MUTUO IN USURA E DELLA VITTORIA ECLATANTE DI REGGIO EMILIA ,DIFFONDETE L’INTERVISTA !

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http://www.radiobruno.it/redazione/interviste

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Finalmente ne parlano della nostra sentenza ! Diffondete !!

http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2014/08/27/news/a-tasso-d-usura-quel-mutuo-per-la-casa-1.9824454

La vera rivoluzione è iniziata,quando persone semplici come possiamo essere tutti noi raggiungono risultati mediatici così importanti è l’inizio di una nuova epoca.

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UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE VA AL PRESIDENTE DECIBA GAETANO VILNO,ALL’AVVOCATO ROSA CHIERICATI ,AL SEGRETARIO DECIBA ILARIO FABIANO,MA SOPRATUTTO A TUTTI VOI CHE OGNI GIORNO SEGUITE IL NOSTRO BLOG E CI AIUTATE A DIFFONDERE LE INFORMAZIONE .

Noi siamo giornalisti professionisti,non siamo bravi scrittori,ma siamo onesti ,semplici e crediamo nella giustizia,vogliamo ringrazia con tutto il nostro cuore i grandi Giudici che ogni giorno fanno il loro mestiere senza essere compromessi,grazie .

QUESTO L’ARTICOLO TRASMESSO DA NOI IN ESCLUSIVA CHE POI HA RAGGIUNTO L’ITALIA INTERA

http://www.movimentorevolution.it/?p=2238

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SCONVOLGENTE TELEFONATA ! BASTA MINACCE UFFICIO RECUPERO CREDITO !

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Peggio delle Banche usurarie ci sono i parassiti,il parassita ha molte forme,spesso anche quella umanoide .
Quanti di noi ogni giorni viene chiamato telefonicamente da uno pseudo professionista che per conto e per nome di qualche istituto di credito chiede denaro ?

Spesso hanno un’atteggiamento estorsivo,usano parole chiavi tipo : pignoramento,procura,procuratore,debito,credito,asta,atti,azione legale,queste parole le imparano a corsi specifici di comunicazione,servono a spaventare la gente,una sola parola chiave vi consigliamo

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MA VAI AFFANCULO

Se non avete la forza di mandare affanculo queste persone allora vi consigliamo di denunciare persone che senza autorizzazione vi chiedono denaro al telefono .Dall’altra parte potrebbe esserci qualsiasi persona,spesso sono truffe .


DENUNCIATE IL FATTO AL GARANTE INDICANDO LA SOCIETA’ E LA PERSONA CHE VI CHIAMA ,LORO FARANNO LE INDAGINI DEL CASO E SE NECESSARIO LE MULTERANNO

Il Garante per la protezione dei dati personali è un’autorità amministrativa indipendente istituita dalla cosiddetta legge sulla privacy (legge 31 dicembre 1996, n. 675) – che ha attuato nell’ordinamento giuridico italiano la direttiva comunitaria 95/46/CE – e oggi disciplinata dal Codice in materia di protezione dei dati personali (d.lg. 30 giugno 2003 n. 196).

SEDE
Piazza di Monte Citorio n. 121 – 00186 Roma
www.gpdp.it – www.garanteprivacy.it
E-mail:
Fax: (+39) 06.69677.3785
Centralino telefonico: (+39) 06.69677.1

QUESTA ESCLUSIVA TELEFONATA DIMOSTRA LE MINACCE DI UN UFFICIO DI RECUPERO CREDITO

Ci sono anche quelli che esagerano,usano termini tipo : ci sono metodi buoni ma conosciamo anche quelli cattivi,ci sono personaggi che alle 21 bussano alla tua porta ,ci sono persone che fanno vere e proprie minacce,il consiglio è di denunciare presso la vostra caserma dei Carabinieri o Polizia il fatto,poi gli agenti faranno le verifiche del caso,non abbiate paura,questa gente prende forza dalle vostre paure,come tutti i vigliacchi se attaccati si tirano indietro .

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Nessuno ha il diritto di chiamarvi al telefono e chiedere denaro,nessuno ,se vantano del denaro lo devono dimostrare e fare decidere ad un giudice,il resto è tutto ILLEGALE .

Ci sono persone che decidono di fare della propria esistenza il recupero credito,in sintesi,cittadini che non hanno avuto la possibilità di pagare vengono rincorsi a vita da questi personaggi,scusate,fate il lavoro più brutto del mondo !

Queste società comprano il debito da una Banca ad un valore che varia dal 5 % al 15 % dipende quanto è vecchio il debito ,più passa il tempo e meno valore avrà la cessione del credito ,quello che recuperano in più è tutto guadagno per la società,l’operatore solitamente prende una percentuale di quello che recupera.

Ci sono Banche che si affidano a call center stranieri,uno per spendere poco ,due perché in caso di denuncia diventa difficile recuperare questa gente,tenete presente la regola che al telefono nulla è regolare,dall’altra parte ci potrebbe essere qualsiasi persona,chi vi dice che non abbia rubato i vostri dati ?
Richiedete sempre delega scritta e documenti ufficiali,non fatevi intimorire .

Ci hanno segnalato anche persone che contattano via Facebook facendo finta di essere belle donne,attenzione ,fate sempre tutto con documentazione adeguata,le telefonate non servono a nulla .

DIFFONDETE L’INFORMAZIONE BASTA AVER PAURA SI QUESTA GENTE

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CENSURA ! MUTUO IN USURA ECLATANTE SENTENZA A REGGIO EMILIA !DIFFONDI!

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Il gruppo D.E.C.I.B.A continua con i suoi grandi successi,l’associazione D.E.C.IB.A in collaborazione con l’Avv.Rosa Chiericati e la società MANAGEMENTITALIA SRL provocano sentenze uniche in Italia .
Dopo il grande successo del tribunale di Padova dove il Giudice Santinello ha sospeso l’asta per Mutuo in Usura arriva un’altra eclatante ordinanza dal tribunale di Reggio Emilia .

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In esclusiva il nostro sito pubblica l’ordinanza di Reggio Emilia,televisioni,giornali,radio non si permettono di diffondere la notizia,l’unica nostra salvezza è la diffusione web,aiutaci,condividi nel tuo profilo e qualsiasi mezzo tu abbia,l’unione fa la forza.

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QUI L’ORDINANZA

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TRIBUNALE DI REGGIO EMILIA
7 Agosto 2014 – ORDINANZA

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Il Tasso Soglia di Usura è fissato solo per legge ed è unico sia per il tasso corrispettivo, sia per il tasso di mora. Nessuna maggiorazione del tasso soglia è consentita per il confronto con il tasso di mora. Smentita la Banca d’Italia e la sua circolare del 3/7/13
Il provvedimento:
Con un’ordinanza che non consta ancora di precedenti, il Tribunale di Reggio Emilia ha sospeso l’asta della casa di abitazione di due coniugi, promossa dalla Banca che aveva erogato il mutuo. Da un lato, confermando l’indirizzo della Cassazione (sent. 350/13) ed applicando la legge (Legge 108/96 e 24/01), statuisce che anche il tasso di mora soggiace al limite del Tasso Soglia di Usura fissato trimestralmente dalle tabelle ministeriali emanate dalla Banca d’Italia in esecuzione della legge 108/96 e dall’altro lato che il Tasso Soglia di Usura può essere fissato solo per legge e non anche da altri organismi, nella specie la Banca d’Italia.
Il Tribunale di Reggio Emilia, ha pertanto escluso (è la prima pronuncia che si annovera sul problema specifico) che sia ammissibile un Tasso Soglia di Usura per il Tasso di Mora, diverso da quello previsto per la categoria di credito nella Tabella Ministeriale.

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IL CASO
Due coniugi avevano stipulato un mutuo per l’acquisto della casa di abitazione nel marzo del 2006. Ad un certo punto non erano più riusciti a pagare le rate del mutuo e la Banca aveva notificato il precetto e il pignoramento. Dopo tre aste andate deserte, i due coniugi si sono rivolti all’associazione antiusura Deciba (Dipartimento di Controllo degli Illeciti Bancari) i cui periti rilevavano immediatamente che il tasso di mora pattuito in contratto al momento del rogito era superiore al tasso soglia di usura. Ricontabilizzati i pagamenti effettuati sul solo capitale, data la gratuità del mutuo, si scopriva che, non solo la Banca non aveva diritto di mandare all’asta la casa, ma anche che, i due coniugi avevano già pagato le rate fino al 2017. Si ricorreva, pertanto, al Giudice dell’esecuzione il quale affidava ad un ausiliario CTU la verifica del superamento della soglia di usura. L’esito della verifica, tuttavia, era inaspettatamente negativo per i due coniugi poiché il professionista incaricato dal Tribunale, nel proprio elaborato, applicava i principi emanati dalla Banca d’Italia in data 3/7/13 con una circolare nella quale l’Organo di Vigilanza forniva un metodo di calcolo diverso, rispetto alla regola, per la verifica del superamento della soglia con riferimento al tasso di mora. Secondo la Banca d’Italia, infatti, poiché il tasso di mora non entra nelle rilevazioni statistiche trimestrali sulle quali vengono fissati, per decreto, trimestralmente, i tassi medi per le varie categorie di credito che fungono da base di calcolo per i rispettivi Tassi Soglia di Usura, allora sarebbe scorretto confrontare il tasso di mora con il tasso soglia a cui appartiene la categoria di credito, in quanto si tratterebbe di confrontare tra loro dati disomogenei. La Banca d’Italia, nella propria circolare, aggiunge anche che, poiché dal Decreto Ministeriale del 25/3/03 sono iniziate le rilevazioni statistiche delle maggiorazioni di mora, che è sempre stata mediamente di 2,1 punti percentuali in più del tasso corrispettivo, per determinare il Tasso Soglia di Usura per la Mora sarebbe necessario aggiungere la maggiorazione del 2,1 al correlativo tasso corrispettivo e poi moltiplicare tale somma per 1,50 (fino al 2° trim. 2011), così ottenendo un Tasso Soglia diverso e molto maggiore rispetto a quello ricavabile dal calcolo previsto per legge (tegm + 50% fino al 2° trim. 2011).

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Grazie alle conclusioni di questo consulente tecnico d’ufficio il quale, anziché applicare la legge, ha applicato le indicazioni della Banca d’Italia, il Giudice dell’esecuzione aveva rigettato l’istanza di sospensione.
La difesa dei due coniugi tuttavia non si è data per vinta ed ha proposto immediatamente reclamo, affermando che la Banca d’Italia non aveva alcuna delega legislativa per poter emanare un nuovo tasso soglia rispetto a quello indicato per legge e che la legge distingue solo tra categorie di credito, non tra tipi di interesse all’interno della medesima categoria e che il metodo di calcolo per la determinazione del Tasso Soglia di Usura è uno e unico.
I tre giudici riuniti in collegio hanno accolto totalmente il reclamo, sospendendo l’asta, affermando che: “tale tesi (quella della maggiorazione del tasso soglia per la mora di 2,1 punti), sostenuta dal ceto bancario, appare oggettivamente di difficile compatibilità con la norma legislativa, la quale ha individuato un unico criterio di determinazione del tasso soglia, come riconosciuto dalla sentenza della Suprema Corte 9 gennaio 2013 n. 350….”.
Il provvedimento in commento toglie di mezzo qualunque dubbio ingenerato dalla Banca d’Italia con la nota circolare del 3/7/13, a più livelli in dottrina, con conseguente spreco di fiumi di articoli e commenti oltre che migliaia di ore di conferenze in tutto il Paese.

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Esiste una sola ed unica fonte alla quale attingere per sapere quale sia la soglia di usura: LA LEGGE.
Tutto il resto è fantasia.

Presidente Deciba Gaetano Vilnò

Avv. Rosa Chiericati

Questo il video dove spiega perfettamente come visionare il proprio Mutuo

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Questo esclusiva intervista dell’avvocato Rosa Chiericati spiega l’ordinanza di Padova dove sospende il Mutuo per usura bancaria

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DIFFONDENTE AL MASSIMO QUESTE NOTIZIE

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LE BANCHE PERDONO ! DIFFONDETE ! NESSUNO NE PARLA !

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Risultati su risultati del gruppo DECIBA,dopo l’eclatante ordinanza di Padova dove il Giudice Santinello sospende l’asta per Usura sul Mutuo,Il Presidente Gaetano Vilnò annuncia un’altro epocale risultato del Gruppo DECIBA E dell’Avvocato Rosa Chiericati,il 4 luglio 2014 il tribunale di Reggio Emilia ha emesso un’ordinanza che cambierà le regole della giurisprudenza nel campo del diritto bancario ,la prossima settimana per la prima volta in Italia verrà resa pubblica nel nostro sito la decisione del giudice del Tribunale di Reggio Emilia .

Dopo l’attacco feroce ai nostri siti siamo ancora più forti,i nostri utenti,collaboratori,amici hanno dimostrato una forza nel combattere memorabile,da inizio settimana il nostro sito ha registrato visite eccellenti .

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DIFFONDETE QUESTO VIDEO vi spiega perfettamente come visionare il vostro contratto e verificare se ci sono illeciti

IL PRIMO VIDEO IN ITALIA DI QUESTO GENERE

IN ESCLUSIVA LA PRIMA INTERVISTA ALL’AVVOCATO ROSA CHIERICATI CHE INSIEME AL GRUPPO DECIBA HA OTTENUTO L’ORDINANZA DI SOSPENSIONE DEL MUTUO IN USURA .

QUESTE NOTIZIE POSSONO CAMBIARE LE SORTI ECONOMICHE DEL PAESE,GIORNALI,TELEVISIONI,RADIO NON NE’ PARLANO ,ABBIAMO REGISTRATO IN RAI CIRCA UN MESE FA E NON HANNO MANDATO IN ONDA NULLA,SOLO TUTTI NOI POSSIAMO DIFFONDERE IN RETE LA VERA INFORMAZIONE .

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LA PROSSIMA SETTIMANA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI REGGIO EMILIA IN ESCLUSIVA ,DIFFONDI,INSIEME POSSIAMO CAMBIARE LO STATO DELLE COSE .

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DIFFONDI ! LA BANCA TI DEVE RESTITUIRE I SOLDI ! INFORMATI !

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Abbiamo raggiunto 10 mila visite,sono ancora poche,le banche devono restituire milioni di Euro come rimborso per estinzione e rinegoziazione di un prestito o cessione del quinto dello stipendio . Sono molti che hanno fatto i complimenti per la nostra diffusione,poliziotti,carabinieri,finanza,spesso si avvalgono del prestito con cessione del quinto dello stipendio e del rimborso non sanno nulla,riguarda tutti ,guardate bene il video e diffondetelo,sono milioni di Euro che la banca deve restituire,andatevi a prendere i vostri soldi .

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Ora segui attentamente ciò che ha descritto il video e vedrai che il rimborso arriverà,abbiamo centinaia di testimonianze,diffondi questa informazione a chi non ha avuto occasione di leggerla ,difficilmente i media tradizionale daranno tale istruzione .

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ATTENZIONI AI FALSI NOMI DEL WEB TRUFFE IN CORSO

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La rete è un grande mezzo di comunicazione ,dobbiamo sempre stare attenti a dove prendiamo le informazioni e chi abbiamo come interlocutore .

In periodo di crisi è ancora più facile cadere nel tranello,spesso l’esigenza di lavorare non ci fa essere lucidi,il nostro stato d’animo ci fa commettere errori enormi,arrivano molte segnalazioni in questo senso,lo scopo di questo articoli è di allettarvi prima di fidarsi di persone,aziende,siti che si propongono .

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Gli argomenti sono di diverso tipo,da donne in cerca di “amore” che espongono i loro problemi chiedendovi soldi e peggio ancora vi fanno lasciare la famiglia per una falsa illusione,ad aziende fantasma che per lavorare vi propongo di acquistare qualcosa .

I nomi falsi usati nel web sono tantissimi ,spesso sono nomi comuni, tipo MARIO ROSSI per intenderci ,purtroppo per il vero Mario Rossi si ritrova a rispondere a fatti o situazioni che non lo riguardano .

Ci sono nomi Italiani e non ,per una verifica basta incrociare i dati ,per le persone Italiane basta guardare che ci siano più foto dello stesso soggetto,per i nomi stranieri basta andare in google e verificare se il nome esige e se corrisponde a quella determinata persona .

Questo tipo di truffa fa fatturare milioni di Euro,attenzione,non fatevi abbindolare da facili lavori e donne splendite che come per magia si innamorano di voi ,spesso queste persone usano anche chat “normali” .

I metodi usati sono sempre gli stessi,simulano momenti di difficoltà di vario tipo,le più esperte incontrano e dopo qualche giorno le ritrovi in casa tua e ti presentano via skype i genitori ,magari rimangono incinta per “sbaglio” e si fanno regale braccialetti ,anelli ecc ecc ,state attenti,usate sempre la logica delle cose,come fanno con te farebbero anche con altri . Molte  famiglie sono state rovinate con questi metodi .

 

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I nomi segnalati più usati o falsi profili con nome inventati

MARCO BIANCHI,MARIO ROSSI,GIOVANNI VERDI ,MASSIMO LANI,FRANCESCO ,LAURA GENESI ,MARIA STELLA BINI ,MARIA ROSSI,MARIA BIANCHI,FRANCESCA GIALLI,VANESSA NADI,ABDUL MIRC,JOSS MCGRAY,Aolani,Hiwahiwa,MR JONN ,MRS BARNER ,VICTORIA BULL,MARIA BERNI ,MC JHON

Sono veramente a migliaia ,spesso sono profili falsi ,nomi inventati ,spesso per attività non  lecite,ovvio,chi né paga davvero le conseguenze è chi ha davvero quel nome,per quanto riguarda i nomi stranieri solitamente vengono utilizzati nomi semplici da ricordare e orecchiabili.

Questa la descrizione dei metodi di attacco più comune che vi arriva solitamente in email

Metodologia di attacco

Il processo standard delle metodologie di attacco di phishing può riassumersi nelle seguenti fasi:

  1. l’utente malintenzionato (phisher) spedisce al malcapitato e ignaro utente un messaggio email che simula, nella grafica e nel contenuto, quello di una istituzione nota al destinatario (per esempio la sua banca, il suo provider web, un sito di aste online a cui è iscritto).
  2. l’e-mail contiene quasi sempre avvisi di particolari situazioni o problemi verificatesi con il proprio conto corrente/account (ad esempio un addebito enorme, la scadenza dell’account, ecc.) oppure un’offerta di denaro.
  3. l’e-mail invita il destinatario a seguire un link, presente nel messaggio, per evitare l’addebito e/o per regolarizzare la sua posizione con l’ente o la società di cui il messaggio simula la grafica e l’impostazione (Fake login).
  4. il link fornito, tuttavia, non porta in realtà al sito web ufficiale, ma a una copia fittizia apparentemente simile al sito ufficiale, situata su un server controllato dal phisher, allo scopo di richiedere e ottenere dal destinatario dati personali particolari, normalmente con la scusa di una conferma o la necessità di effettuare una autenticazione al sistema; queste informazioni vengono memorizzate dal server gestito dal phisher e quindi finiscono nelle mani del malintenzionato.
  5. il phisher utilizza questi dati per acquistare beni, trasferire somme di denaro o anche solo come “ponte” per ulteriori attacchi.

Talora, l’e-mail contiene l’invito a cogliere una nuova “opportunità di lavoro” (quale operatore finanziario o financial manager), consistente nel fornire le coordinate bancarie del proprio conto online per ricevere l’accredito di somme che vanno poi ri-trasferite all’estero tramite sistemi di money trasfert (Western Union o Money Gram), trattenendo una percentuale dell’importo, che può arrivare a cifre molto alte. In realtà si tratta del denaro rubato con il phishing, per il quale il titolare del conto online beneficiario, spesso in buona fede, commette il reato di riciclaggio di denaro sporco. Quest’attività comporta per il phisher la perdita di una certa percentuale di quanto è riuscito a sottrarre, ma esiste comunque un interesse a disperdere il denaro sottratto in molti conti correnti e a fare ritrasferimenti in differenti Paesi, perché così diviene più difficile risalire alla identità del criminale informatico e ricostruire compiutamente il meccanismo illecito. Peraltro, se i trasferimenti coinvolgono più Paesi, i tempi per la ricostruzione dei movimenti bancari si allungano, poiché spesso serve una rogatoria e l’apertura di un procedimento presso la magistratura locale di ogni Paese interessato.

 

Basta essere un po’ attenti,non fidatevi di chi ha nomi falsi ,non fidatevi di chi solitamente ha solo un’immagine nel proprio profilo,non fidatevi quando ci sono dubbi e il tutto non è chiaro .

 

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in questo ci sono vari esempi di come difendersi http://www.occhioallatruffa.net

DIFFONDETE OGNI GIORNO MOLTE PERSONE VENGONO TRUFFATE

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GAETANO VILNO’ LEGGE ANATOCISMO VERGOGNATI MATTEO RENZI

 

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Con tutte le questioni da risolvere il paladino della giustizia  Renzi  e il suo “governo” hanno proposto l’abolizione dell’Anatocismo ,in poche parole ? la banca ha rubato,i giudici hanno confermato questo furto e il Governo Renzi vuole fare una legge che lo rende legale

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Non stiamo scherzando,è una legge proposta al Parlamento ,magari quando andate a qualche comizio di Renzi chiedetegli spiegazione .

Commento del Presidente Associazione DECIBA Gaetano Vilnò

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Ormai non cè vergogna per nulla,invece di aiutare le persone in difficoltà persona a rendere legale ciò che giuridicamente non è legale,questa è la “nuova politica” La proposta di togliere l’anatocismo e renderlo legale è nauseante,non andrebbe neanche commentata ,l’unica espressione logica e dichiarazione è VERGOGNATI MATTEO RENZI ,nel 1992 avete reso Banca Italia privata ,due mesi fa avete regalato 7,5 miliardi di Euro alle banche ,basta il popolo ha bisogno di persone che tutelino davvero le esigenze di tutti e non solo dei potenti ,vergognati per aver pensato una legge simile .vergognati di tutelare le banche invece della povera gente ,vergognati e fai le tue scuse per aver proposto un crimine simile  . 

 

<iframe width=”560″ height=”315″ src=”//www.youtube.com/embed/MR9KJeC4auM” frameborder=”0″ allowfullscreen></iframe>

 

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fonte : http://www.huffingtonpost.it/2014/07/10/intervista-francesco-boccia-bankitalia_n_5573889.html“

 

Basta ipocrisie. L’anatocismo l’avevamo cancellato con la Finanziaria 2014, governo Letta. Ora viene reintrodotto, seppure in forma annuale e non più trimestrale, con il decreto sulla competitività per le imprese: il che è un ossimoro. Pretendo di sapere chi è il padre di questo emendamento. Escludo che l’abbia fatto il premier. Ma venga fuori l’autore. Soprattutto trovo ingiustificabile e vergognoso che Bankitalia difenda la somma degli interessi sugli interessi, una norma definita illegittima dalla Corte Costituzionale. Sarà inevitabile chiamare in audizione in Parlamento il governatore di Bankitalia Ignazio Visco: venga a spiegare se è d’accordo con il ritorno di una norma che consente alle banche di guadagnare interessi sugli interessi a danno di imprese e famiglie”.

 

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Francesco Boccia è furioso. Il presidente della Commissione Bilancio della Camera assiste incredulo a quanto sta accadendo intorno al decreto n. 91 del governo, in vigore dal 25 giugno scorso, con quel titolo che sembra una “beffa”, dice Boccia: “Disposizioni urgenti per il rilancio e lo sviluppo delle imprese”. Sostanzialmente, il decreto reintroduce l’anatocismo, vale a dire la capitalizzazione degli interessi su un capitale, insomma il calcolo degli interessi sugli interessi. Per giunta, è ancora sconosciuta la paternità della nuova norma, un po’ come è accaduto qualche settimana fa sull’immunità per i senatori nella riforma costituzionale. Senza padre, né madre. Pare che nemmeno a Palazzo Chigi sapessero al momento del blitz. Il ministro allo Sviluppo Federica Guidi ha preso le distanze, c’è chi dice che dietro ci sia il Mef. Ma il punto è che l’autore resta ancora un ‘Mister o Miss X’. Però la norma c’è, esiste e per di più è difesa da Bankitalia, a sentire il direttore del Servizio di stabilità finanziaria della banca centrale Giorgio Gobbi che in audizione in Commissione Attività produttive in Senato ha affermato: “Qualsiasi paese che non abbia una legislazione islamica accetta l’applicazione degli interessi composti, nessuna economia di mercato può funzionare senza questo meccanismo”. Ora, mentre imprese e consumatori sono sul piede di guerra, Boccia, deputato del Pd, padre dell’emendamento che cancellò l’anatocismo con la scorsa Finanziaria, vuole vederci chiaro. Primo atto: convocare Ignazio Visco al più presto in Parlamento. E poi, naturalmente, la mission è cambiare il decreto che ora è all’esame di Palazzo Madama.

 

 

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Onorevole Boccia, cominciamo dall’inizio. L’anatocismo era stato cancellato con la Finanziaria dell’anno scorso. Ora rispunta. Colpa di chi?
Ricostruisco brevemente la storia. Il 4 ottobre 2013, raccogliendo 45 firme, depositammo come Pd una proposta di legge per cancellare l’anatocismo che poi diventò emendamento alla legge di stabilità dell’anno scorso. Tra quelle 45 firme c’erano anche quelle di attuali ministri come Boschi e Madia, nonché di altri esponenti del Pd. Riuscimmo dopo anni di guerre con Tremonti e con le banche che hanno sempre respinto qualsiasi tentativo di cancellare l’anatocismo. L’emendamento è passato contro il volere delle banche. C’è da dire che l’anatocismo è purtroppo ancora in vigore perché il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) non ha ancora regolamentato la norma esistente, ufficialmente perché dicono che non si capisce ma in verità il motivo sta nel fatto che le banche impongono un freno perché dicono che perderebbero soldi.

Ora, però si rischia di tornare indietro. 
E lo si fa in maniera furba. Hanno infilato la norma nel decreto n. 91/14. L’anatocismo viene trasformato da annuale a trimestrale, ma comunque continua a esistere. E non dovrebbe esistere. Significa che se a fine anno se tu hai preso un prestito e i soldi ce li hai sul conto corrente in debito, gli interessi si sommano al capitale. Il punto è che la norma continua a non avere padri: non si sa chi l’abbia presentata. Dall’audizione di Gobbi ieri in Senato però io ho cominciato a pensare che la reintroduzione dell’anatocismo non sia un errore. Perché Gobbi ha fatto delle dichiarazioni fuori luogo, gravissime. Lui dice che solo nei paesi islamici non c’è l’anatocismo. Mi viene da rispondere: allora la Germania è islamica. E poi Gobbi aggiunge anche che l’anatocismo serve a famiglie e imprese per avere prestiti. E’ un’affermazione grave. Sarà inevitabile audire Visco in Parlamento prima della conversione in legge di questo decreto, magari in occasione della presentazione del rendiconto finanziario nel mese di luglio, con le commissioni congiunte di Camera e Senato. Trovo ingiustificabile e vergognoso che la banca centrale difenda la somma degli interessi sugli interessi.

Oggi anche l’Abi l’ha difesa. 
Do atto a Patuelli del buon lavoro di questi ultimi due anni, dopo la gestione Mussari. E apprezzo il suo richiamo all’etica. Ma il presidente dell’Abi ha alzato un po’ troppo il tiro su Stato e tasse, quando i cittadini sono i primi a pagarle. E nella sua arringa pro-banche, ha dimenticato che le banche hanno preso soldi dalla Bce all’1 per cento per reinvestirli al 3 per cento. Le banche non sono fallite, è vero, hanno retto, ma è anche merito di Draghi e della Bce che ora invia anche una tranche più corposa di aiuti, lo stesso Visco la quantifica in 200 miliardi di euro, con il vincolo a destinarli alle imprese. Tutto bene, ma Patuelli non fa autocritica: per fare margini bisogna raccogliere e prestare e non prestare con la pistola alla tempia, guadagnando interessi con meccanismi che non dovrebbero esistere.

All’estero come funziona?
In Germania la capitalizzazione degli interessi è disciplinata dal codice civile e da quello del commercio. Il codice civile prevede che sia nullo un accordo concluso prima della scadenza in base al quale agli interessi scaduti si applichino nuovi interessi. Lo scopo è di evitare un accumulo eccessivo di interessi, soprattutto in caso di ritardi sui pagamenti. Poi c’è il codice tedesco del commercio che stabilisce che se una persona intrattiene un rapporto di affari con imprenditori in base al quale, per obblighi reciproci, vengono imputati interessi sul conto, viene effettuata periodicamente una compensazione. In Gran Bretagna c’è l’autonomia contrattuale in linea con la tradizione della ‘common law’: le due parti devono mettersi d’accordo su che tipo di relazione vogliono avere, l’anatocismo non c’è per legge ed è precluso sulla base di motivazioni etico-religiose in virtù di una norma medievale, la cosiddetta ‘no interest rule’. In Spagna, il codice di commercio dispone che gli interessi scaduti e non pagati non producano interessi e c’è una sentenza pioniera in questo senso del 16 giugno 2014: forse non è arrivata in Bankitalia. Insomma, se non ce la fai a pagare, questa non deve diventare una scusa per sommare gli interessi agli interessi. Le scadenze del credito non devono produrre interessi. E’ un tema molto connesso ai ritardati pagamenti. E’ evidente che il tema deve essere disciplinato in Europa però dobbiamo aiutare imprese, famiglie e risparmiatori: accetto la sfida di Patuelli sull’etica ma le banche non possono far soldi stando ferme.

Quindi qual è la contromossa?
Non voglio ipocrisie. Io sono un difensore delle banche moderne e sane ma non si va avanti a furbate ed emendamenti nascosti. Pretendo di sapere chi è il padre del ritorno dell’anatocismo. Dal governo voglio capire chi ha infilato quella norma nel decreto, siccome escludo che l’abbia fatto il premier. Se fosse all’esame della Camera l’avremmo cancellato: al Senato la cancellino, sono sicuro che tutto il Pd la pensa così ma il dl si porta dietro questa norma. E poi Visco spieghi se è d’accordo con Gobbi. Tra l’altro, le banche perdono quasi tutte le cause sull’anatocismo, eppure continuano a volerlo. Immagino perché gli conviene comunque, visto che non tutti fanno causa. E nemmeno le plusvalenze di Bankitalia decise dallo scorso governo possono essere una giustificazione: mi auguro che nessuno pensi che l’anatocismo possa essere la compensazione, sarebbe un grave errore.

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D.E.C.I.B.A VS FINECO BANK

 

 

 

 

 

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La storia di Laura ha appassionato migliaia di persone,una storia di ordinaria follia,una donna di 40 anni malata di cancro ,una donna che non è riuscita a pagare i propri debiti e ha ricevuto un pignoramento .

Questo il video annuncio di Laura per capire meglio la situazione

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Abbiamo iniziato una petizione nei confronti di Fineco Bank

 

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A:
Alessandro Foti, Amministratore Delegato FINECO Bank
Mi chiamo Laura e ho 40 anni, da quasi due sono malata di cancro al seno, malattia per la quale ho subito l’amputazione e sono in attesa della ricostruzione. Avendo ridotta attività lavorativa anche il mio stipendio si è ridotto e tra rata del mutuo e bollette sopravvivo a malapena, sola con la mia gatta.

Sino al 2008 stavo bene, quell’anno però chiesi un prestito alla banca per poter traslocare, dalla Sicilia, i miei genitori anziani, invalidi e nullatenenti. Il prestito serviva a coprire le spese del trasloco, la caparra per l’immobile da affittare e il cambio dell’auto per poterne averme una, seppur usata, idonea al trasporto di persone con gravi difficoltà motorie.

Nel 2010 mio padre si ammalò gravemente di tumore e in pochi mesi venne a mancare quindi mia madre si trasferì da me e ci ritrovammo a vivere in due nel mio bilocale di 35mq calpestabili. Nel 2011 improvvisamente anche mia madre venne a mancare e oltre al dolore, mi ritrovai a pagare un secondo funerale. Nel 2012 mi diagnosticarono il cancro e mi ritrovai anche a non aver più materialmente i soldi per comprarmi da mangiare, smisi dunque di pagare la Fineco bank. La banca avviò una procedura di riscossione tramite tribunale e al momento la procedura è arrivata all’atto di pignoramento dell’immobile che deve solo diventare esecutivo. Tutto questo per un debito di 12.300 euro maggiorato dagli interessi.

Con l’associazione DECIBA abbiamo inviato una lettera raccomandata alla sede legale della Fineco in cui ci mostravamo disposti ad un incontro per stabilire un pagamento mensile, ma l’unica risposta ricevuta è stata l’atto di pignoramento e la fattura del commercialista per le spese legali (1000euro).

Ho chiesto soltanto di poter sopravvivere in casa mia e mi sono dimostrata propensa a pagare il mio debito con un importo equo…

Mi rivolgo a chi prende le decisioni nella Fineco bank: mettetevi la mano sul cuore e date la possibilità alla gente onesta di rimanere tale e ottemperare ai propri debiti con serenità ed equità.

Cordiali saluti,
[Il tuo nome]

QUI PER PARTECIPARE ALLA PETIZIONE

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http://www.change.org/it/petizioni/fineco-bank-non-pignorate-la-casa-a-una-malata-di-cancro

 

ABBIAMO INIZIATO UNA RACCOLTA FONDI PER AIUTARE LAURA QUI PER DARE LA TUA OFFERTA

 

https://www.indiegogo.com/projects/we-help-laura-sick-of-cancer-give-them-a-future

 

FINECO BANK DOPO LA DIFFUSIONE DI INFORMAZIONE RI RENDE DISPONIBILE A TROVARE UN ACCORDO ,IL PRESIDENTE DECIBA GAETANO VILNO’ RISPONDE  COSI : 

DOC040814-001

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Presidente Deciba Gaetano Vilno risponde a Fineco Bank

Spett: Finecobank S.P.A Piazza Durante 11 CAP 20131 Milano

Oggetto : Riscontro risposta 14/07/2012 e 30/07/2014 Laura Bernoldi

Spett: Fineco Bank
necessitano alcune delucidazioni in oggetto alle vostre risposte

Nella lettera del 14/07/2014 la vostra preoccupazione maggiore è stata avere un incarico formale da parte della nostra associata; l’altra preoccupazione era la non diffusione di tale informazione.
All’interno della risposta avete indicato un numero telefonico dove un call center non conosce la situazione e ci invita a mandare un email; spedita l’email nessuna risposta; non solo, entrambe le lettere non hanno un riferimento da contattare se non una sottoscrizione illeggibile.

Precisiamo che non v’è nulla di illegale nel diffondere una richiesta di aiuto pubblica, non v’è nulla di illegale ad esprimere dissenso massimo per la scarsa collaborazione da parte di Fineco Bank alla soluzione dei fatti esposti.

Ricordiamo la nostra raccomandata spedita il 20 Maggio 2014 e ricevuta, come da vostra conferma, il 30 Maggio 2014. La vostra risposta è giunta arriva dopo aver diffuso le informazioni ed erano ormai passati 47 giorni.

 

Se ci fosse stato un vero interesse

alla soluzione sarebbe bastata una telefonata, lo sappiamo entrambi.

Vogliamo credere alla vostra buona fede e cercare una soluzione adeguata alle reali possibilità di rientro della nostra associata, 47 giorni per la risposta possono compromettere lo stato mentale delle persone. Se non avessimo fatto un’intervento simile le probabilità che la sig.ra Laura facesse un gesto estremo erano molto alte. Esorto a tralasciare a questo punto le questioni burocratica e ad occuparci dei fatti reali .

Come da telefonata intercorsa proponiamo :

Esclusione interessi
Esclusione spese legali
Esclusione pignoramento
il restante un piano di rientro di Euro 50 mensili

In questo momento sono le uniche possibilità reali, sicuramente l’accordo definitivo dimostrerà la comprensione umana da parte di Fineco Bank spa.

Il Presidente

Gaetano Vilnò

Associazione D.E.C.I.BA Dipartimento Europeo Controllo Illeciti Bancari Via Cesare Aroldi n. 44 46019 – VIADANA – MN Tel: 0375-781642 FAX 0375/781642 deciba@libero.it
deciba@legalmail.it financialsolution@libero.it

 

Questa situazione paradossale verrà diffusa e portata avanti fino alla soluzione della questione,non ci interessano pseudo minacce per diffamazione,siamo pronti ad affrontare la questione davanti ai giudici ,così risponde il Presidente DECIBA Gaetano Vilnò 

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l’invito per tutti è di diffondere l’informazione,solo attraverso il tuo piccolo sforzo riusciamo ad ottenere una cassa di risonanza importante . I Media,giornali,radio,fanno finta di nulla,eppure esistiamo,l’indifferenza uccide,contiamo su tutti voi .

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