NOVITA’ IADE SOFTWARE 3.0 CONTROLLO ILLECITI BANCARI

Robot giving his hand

A Settembre 2016 l’uscita del nuovo software I.A.D.E 3.0 dedicato ai professionisti del diritto bancario .

Uno strumento tecnologico che aiuterà i professionisti a comprendere i vari illeciti nel contratto di Mutuo.

D.E.C.I.BA Associazione garantisce l’assoluta precisione del Software IADE 3.0 .

Questa la presentazione ufficiale del Presidente DECIBA Dott.Gaetano Vilnò che annuncia l’evento

Informazioni e prenotazione per la prova gratuita

Email : lombardia@deciba.it Uff:02/90427304 www.deciba.it

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Associazione DECIBA : le banche non possono definire discrezionalmente il tasso applicato al mutuo

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D.E.C.I.BA consiglia di controllare la clausola del tasso.

Il signor Rossi ., dopo aver rimborsato regolarmente per 50 anni presso la propria banca il mutuo ipotecario, era rimasto sorpreso nel vedere che il tasso non fosse stato mai modificato per anni, soprattutto dopo aver appreso dalla stampa che i parametri (euribor) utilizzati per il calcolo dei tassi variabili dei mutui ipotecari tendevano verso zero o erano addirittura, nel frattempo, divenuti negativi (situazione attuale).

Spesso il dubbio si trasforma in ricerca e la ricerca in soluzioni.

D.E.C.I.B.A si sono accorta immediatamente che la clausola del tasso del mutuo non era conforme alle previsioni normative vigenti. Nel contratto veniva indicato che il mutuo era concesso ad un tasso del 4,00% e la banca si era riservata il diritto di modificare unilateralmente il tasso applicato. Effettivamente il tasso era stato modificato dalla banca varie volte dall’inizio del contratto. In base all’ammortamento storico è stato possibile evincere che il tasso applicato al rimborso era pari attualmente al 6% e non era stato più modificato dal 2009.

Ecco come controllare la regolarità del proprio contratto di Mutuo

I professionisti scelti da D.E.C.I.BA contestato alla banca l’indeterminatezza del tasso: se fisso, il tasso non può essere modificabile durante la durata contrattuale; se variabile, il tasso non può venir indicato in contratto solamente con un numero assoluto. Un contratto di mutuo a tasso variabile deve obbligatoriamente far riferimento sia ad un parametro o indice – normalmente l’euribor a un mese o 3 mesi o 6 mesi – che al cd. spread o margine. L’indice è la componente variabile del tasso mentre lo spread è la componente fissa di un tasso variabile e non può essere modificato nel corso del rimborso, restando uguale per tutta la durata del contratto (tranne ovviamente il caso in cui sia il cliente ad acconsentire esplicitamente ad una modifica in peius della misura dello spread: cosa questa abbastanza improbabile).

DECIBA è fra i migliori in Italia ,i primi ad avere bloccato un pignoramento per Usura bancaria

Il tasso, nella propria funzione di “prezzo” del prestito, è allo stesso tempo oggetto del contratto. L’oggetto è un requisito essenziale del contratto (di mutuo) e deve essere, per legge, “determinato o determinabile”. Se non ha le predette caratteristiche, il contratto può essere impugnato. La perizia DECIBA ha contestato pertanto alla banca l’indeterminatezza della clausola del tasso contenuta nel contratto in questione, la quale concedeva alla banca anche la possibilità di variare il tasso a proprio piacimento e discrezione e non dava la possibilità al cliente di comprendere o di ricostruire le eventuali, intervenute modifiche del tasso.

La banca ha ritenuto di aver agito conformemente alla legge, grazie all’intervento dei professionisti scelti da D.E.C.I.BA la banca ha deciso di venir incontro al cliente, riducendo il debito residuo del prestito (e quindi abbuonando una parte del capitale da rimborsare), in modo tale da consentire al cliente di estinguere anticipatamente il proprio debito. L’offerta della banca ha trovato il gradimento del cliente.
Un consiglio quindi a tutti coloro che hanno in corso mutui, contratti negli anni passati (soprattutto ante 2010) : controllate o fate controllare la corretta applicazione della clausola che definisce il tasso del proprio mutuo (parametri, spread, durate, ecc…). Questo vale soprattutto per coloro i quali hanno stipulato il mutuo prima dell’intervento del legislatore a tutela dei consumatori.

Si invita inoltre tutti coloro che hanno avuto o hanno in corso un mutuo con tasso “floor” a contattare l’associazione DECIBA al fine di verificare il proprio contratto di Mutuo .

La Pre analisi è gratuita e senza impegno .

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Uff:0521/241417 Mob consulente aziendale 338/1063708

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Centrale Rischi il Giudice sospende

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Avvocato Capo D.E.C.I.BA Simona Varese grande risultato

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Per segnalare l’imprenditore in Centrale Rischi non basta l’incapacità di rientrare dalla propria esposizione debitoria verso la Banca, neppure se il debito è ingente.
È quanto ha affermato il Tribunale di Cremona con sentenza del 5 agosto 2016 (peraltro uniformandosi all’orientamento maggioritario della giurisprudenza), dichiarando l’illegittimità della segnalazione a sofferenza di un imprenditore che da lungo tempo non riusciva a far fronte al proprio debito nei confronti di una Banca.
Nel caso sottoposto all’esame del Tribunale di Cremona, un imprenditore era stato segnalato in Centrale Rischi della Banca d’Italia, “a sofferenza”, poiché il medesimo, titolare di un finanziamento mediante anticipo fatture s.b.f. con un passivo di oltre 200.000,00 euro, da tempo non riusciva ad onorare le rate del piano di rientro concordato con la Banca.

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Il Giudice ha accolto il ricorso, evidenziando che: “la legittimità della segnalazione a sofferenza può essere predicata qualora risulti accertata una condizione levior di insolvenza fallimentare in capo al soggetto segnalato (cfr. Cass. 7958/2009), una situazione di grave e non transitoria difficoltà nella gestione e nel controllo dell’equilibrio economico e finanziario del soggetto imprenditoriale, tale da far temere un suo futuro dissesto (cfr. Cass. 1725/2015), quindi la sussistenza di un quadro generale di situazione “parafallimentare” (cfr. Trib. Milano 20.04.2015)”.
In particolare, il Tribunale di Cremona ha evidenziato come “segnali di allarme” di una tale situazione (segnali di allarme non sussistenti nel caso sottoposto al suo esame), possano essere ravvisati nell’esistenza di procedure esecutive infruttuose, ovvero di protesti e provvedimenti giudiziali di condanna, così come nel superamento dei fidi concessi dagli istituti bancari, ecc.; ritenendo al contrario assolutamente insufficiente il mero inadempimento di un singolo rapporto bancario, non essendo sufficiente il fatto che l’imprenditore non riesca a rientrare dalla propria esposizione debitoria, pur da lungo tempo esistente nei confronti dell’Istituto segnalante.
Poiché il quadro generale della situazione economica dell’imprenditore non era quello di un soggetto in una situazione economica di prossimo dissesto, tale da giustificare la decisione della Banca di segnalarlo all’intero ceto creditizio ed imprenditoriale; il Tribunale ha ordinato all’Istituto segnalante di provvedere all’immediata cancellazione della segnalazione a sofferenza in parola, condannando altresì la Banca a risarcire interamente al cliente le spese del giudizio.

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LA FORZA OSCURA EQUITALIA SMONTATA DA UN VIDEO

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10 MOTIVI PRINCIPALI PER DIFENDERSI DA EQUITALIA

1. Difendersi da Equitalia /Le rate per i debiti fino a 50mila euro
2. Difendersi da Equitalia /Rateizzazioni per i debiti oltre 50mila euro
3. Difendersi da Equitalia /La proroga se peggiora la situazione economica
4. Difendersi da Equitalia /La compensazione con altri crediti
5. Difendersi da Equitalia / Lo stop alle cartelle infondate
6. Difendersi da Equitalia / L’annullamento dei vecchi debiti
7. Difendersi da Equitalia /Il ricorso ai giudici
8. Difendersi da Equitalia /Le ganasce all’auto
9. Difendersi da Equitalia /Le difese contro le ipoteche
10. Difendersi da Equitalia / L’annullamento dei vecchi debiti. La richiesta di sospensiva

In realtà ci sono molti metodi per difendersi da Equitalia ,questo simpatico video spiega un po’ scherzando ma dicendo concetti assolutamente seri come fare .

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Attacco a Luigi Pelazza “VERGOGNOSO” Allarme disinformazione L’Espresso ,inchiesta INGANNATI E USURATI

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Allarme disinformazione L’Espresso ,inchiesta INGANNATI E USURATI
di Francesca Sironi

L’articolo fa l’indagine dettagliata di molti operatori del campo “diritto bancario”

Ecco come inizia l’articolo

Sempre più Italiani si rivolgono a Associazioni che garantiscono cause “gratis”.Contro le banche troppo esose .Ma poi le promesse non vengono mantenute .E alcuni benefattori hanno fedine penali poco pulite .Ecco le storie di ordinari raggiri

Le società menzionate sono fra le più grandi ,JD GROUP,SDL CENTRO STUDI SPA e anche Diritto al Diritto dove il Presidente Onorario è la famosa Iena Luigi Pelazza . L’articolo menziona tale Nea Entertainmnet dove i soci sarebbero al 60% Federica Monica Arlandi e il restante alla Iena Luigi Pelazza .

L’articolo fa molta presa sulle fedine penali su alcuni operatori del mercato del “diritto bancario ” senza in realtà dimostrare nei fatti l’inefficienza di fare una causa alla banca .

Prima di andare oltre,facciamo lo stesso gioco della Giornalista Francesca Sironi.

Una breve indagine del Gruppo Espresso

Presidente è Carlo De Benedetti

Nel 1981 entrò nell’azionariato del Banco Ambrosiano guidato allora dall’enigmatico presidente Roberto Calvi.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/25/amianto-inchiesta-olivetti-chiusura-indagini-per-39-indagati-tra-cui-passera-e-de-benedetti/1133054/

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/sapevano-tutti-de-benedetti-risponde-all-indagine-plusvalenze-115030.htm

De Benedetti e la vera storia della speculazione sulle Banche Popolari

http://www.nextquotidiano.it/de-benedetti-e-la-vera-storia-della-speculazione-sulle-banche-popolari/

Dobbiamo necessariamente partire con la stessa credibilità di informazione ,basta fare un minimo di ricerca per capire di chi è proprietà l’espresso e chi è Carlo De Benedetti

Carlo De Benedetti condannato : 5 anni e 2 Mesi per l’amianto alla olivetti di Ivrea

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/09/25/amianto-inchiesta-olivetti-chiusura-indagini-per-39-indagati-tra-cui-passera-e-de-benedetti/1133054/

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Se volete ulteriori informazione semplicemente potete ricercare chi sono i soci dell’espresso .

https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_Editoriale_L%27Espresso

Ora abbiamo creato l’equilibrio di credibilità,nel caso le società menzionate avranno commesso reati sarà la magistratura a deciderlo,non un’articolo di un giornale.

I media informano ma possono anche disinformare,solitamente un’articolo onesto prende in considerazione sia i lati positivi sia i lati negativi,nell’articolo non vi è menzionato nessuna società seria,nessuna associazione seria,nessun risultato ottenuto,eppure sono migliaia le sentenze contro le banche .

Ad esprimere opinione “INGANNATI E USURATI” viene chiamato il Dott.Andrea Tina consigliere Arbitro Bancario di Banca Italia .

Analisi L’arbitro bancario non si occupa di Usura bancaria,ogni richiesta fatta è stata respinta invitato il cittadino a rivolgersi alle autorità competenti . L’arbitro bancario è composto da 5 giudici,3 sono scelti da Bankitalia spa . Bankitalia spa e divisa in azioni ,i maggior azionisti sono Gruppo Intesa e Unicredit .

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Fatte queste doverose precisazioni torniamo alla Iena Luigi Pelazza

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L’unica colpa di Luigi Pelazza risale al 2014,dove per la prima volta in Italia un grande Media ha parlato di Usura Bancaria,il video Mediaset era stato censurato e successivamente il web ha ripreso il video e mandato in rete

La guerra contro gli abusi bancari è ardua,è impensabile non si attivino Media potenti come il GRUPPO ESPRESSO

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I Media possono essere grandi o piccoli,in rete ci sono anche piccoli blog che magari inconsapevolmente fanno proprio il “gioco” della banche.State molto attenti a chi vuole creare dubbi senza soluzioni.

Il Presidente D.E.C.I.BA Gaetano Vilnò

L’articolo è strumentale,tende a creare ulteriori dubbi e paure,l’attacco all’amico Luigi Pelazza è vergognoso. Senza di Lui ,senza la trasmissione le Iene molte informazioni non sarebbero mai arrivate. Lavorare non è reato,se qualcuno avrà commesso illeciti sarà la magistratura deciderlo non un giornale,abbiamo visto troppi Tribunali Mediatici . L’articolo menziona imprecisioni troppo banali per essere fatte a caso.

TITOLO

Sempre più Italiani si rivolgono a Associazioni che garantiscono cause “gratis”.Contro le banche troppo esose .Ma poi le promesse non vengono mantenute .E alcuni benefattori hanno fedine penali poco pulite .Ecco le storie di ordinari raggiri

Considerazioni

Un avvocato non potrebbe neanche fare cause gratis,sarebbe “concorrenza sleale” Qualsiasi persona capirebbe che non è possibile fare perizie,relazioni matematiche,studio della pratica,mediazione obbligatoria,contributo unificato,bolli,avvocati gratis ? Non entro nel merito della “forzatura di vendita” se qualcuno ha sbagliato né pagherà le conseguenze . Non perdiamo di vista i fatti,la maggior parte delle Banche sono associazioni adelinquere,l’Espresso dovrebbe fare articoli su questo . Colgo l’occasione per invitare la giornalista Francesca Sironi ad intervistarmi con tutta la violenza che crede,ma alla fine dovrà menzionare tutte le Ordinanze e sentenze emesse da Giudici Italiani nei confronti delle Banche .

Ho registrato per la R.A.I più volte,dopo qualche giorno il giornalista mi chiamava dicendomi “politicamente non possiamo trasmettere i vostri risultati ” solo Francesca Altieri di RAI 3 ha trasmesso 10 secondi del nostro eclatante risultato

La perizia fatta per bloccare le aste giudiziarie non sono state fatte da studi di commercialisti o altri pseudo professionisti con titoli ma da un semplice gruppo di persone con qualità differenti che hanno trovato una soluzione ad un problema mai risolto in Italia ,bloccare L’asta per Usura Bancaria .

La guerra fra il bene e il male ci sarà sempre,quella che mi spaventa di più è la guerra fra ignoranza e cultura,non abbiate paura,se avete ricevuto abusi dalla vostra banca,difendetevi .

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ORDINANZA TRIBUNALE CREMONA D.E.C.I.BA FA SOSPENDERE LA BANCA

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DECIBA ancora un volta si conferma fra i massimi esperti in materia bancaria ,un’altro eclatante risultato è arrivato.

Il Dott.Gaetano Vilnò Presidente D.E.C.I.BA spiega

La prassi è sempre la stessa,dobbiamo prima comprendere cosa fare e successivamente studiamo una strategia adeguata. Fortunatamente ho persone elastiche ed intelligente nel Gruppo, l’Avvocato Simona Varese e la Dottoressa Marù Carlotta sono state fondamentali in questo grande lavoro di gruppo .

LA NORMATIVA

Conto corrente – Applicazione commissioni e interessi illegittimi – Segnalazione in Centrale Rischi – Risarcimento danno non patrimoniale – Nesso di causalità
Se, per effetto dell’applicazione di commissioni e interessi illegittimi (in quanto usurari e/o anatocistici), la correntista viene segnalata in Centrale Rischi, la Banca è tenuta al risarcimento del danno non patrimoniale derivante da tale illegittima segnalazione. Sussiste infatti il nesso causale tra le difficoltà finanziarie incontrate nel proprio esercizio di impresa dalla società e le condotte tenute dalla Banca, che – pur avendo la società una posizione creditoria e non debitoria – ha segnalato la medesima in centrale rischi e applicato interessi usurari

IN BREVE

ORDINANZA TRIBUNALE DI CREMONA

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La banca ha questo strapotere di mettere persone e aziende in una “lista nera” di pagatori,si chiama CRIF,CERVED o segnalazione in BANKAITALIA,in poche parole non paghi per qualsiasi motivo le rate e la banca ha questo strapotere di metterti in stato di sofferenza credito,questo lo vedranno anche tutte le altre banche e questo ti impedirà di fare qualsiasi prestito o rapporto di credito con qualsiasi banca Europea .

Questo potere bancario lo si può sconfiggere attraverso la Legge,se contesto la banca per un’illegittimo e decidono di non pagare qualcosa che non è dovuto,per quale motivo la banca ha il potere di mettermi in sofferenza prima di un giudizio,questa la logica DECIBA che ha portato a richiede un provvedimento d’urgenza art.700 ed ottenerlo . In poche parole si è chiesto al giudice di sospendere la segnalazione in sofferenza perchè illegale,provvedimento ottenuto .

COSA VUOL DIRE ESSERE IN SOFFERENZA

BANCHE NON TI APRONO IL CONTO
BANCHE NON TI CONCEDONO FIDI
BANCHE NON T CONCEDONO PRESTITI
BANCHE NON TI RILASCIANO LIBRETTO ASSEGNI

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Difendersi dalle banche : Gaetano Vilnò fra i massimi esperti in diritto bancario l’intervista

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Intervista al Dott.Gaetano Vilnò Presidente D.E.C.I.BA

Ce ne sono oggi in Italia di avvocati che fanno cause contro le banche, non sempre vincono, ma non esiste nessun avvocato al di fuori dei professionisti che collaborano per D.E.C.I.BA (Dipartimento europeo di controllo sugli Illeciti Bancari), che sia riuscito ad ottenere il blocco di un’asta giudiziaria o che sia disposto a richiedere il risarcimento sulla base del pignoramento dei beni già venduti all’asta. Si tratta, in parole povere, di una strategia legale assolutamente nuova e mai percorsa prima in Italia. La loro azione e i risultati raggiunti hanno davvero qualcosa di rivoluzionario, per questo abbiamo incontrato Gaetano Vilnò, presidente di Deciba, per fargli qualche domanda:

Cosa lo ha convinto ad iniziare questo percorso coraggioso contro le banche?

Io ho cominciato come agente di attività finanziaria, quindi lavoravo per le banche, ma son sempre stato un blogger e quindi ho bazzicato nel mondo dell’informazione, non differentemente da quello che faccio oggi, informando i cittadini di una grande possibilità che in troppi hanno interesse a nascondere.

Questo bellissimo video spiega la genesi di DECIBA

Deciba è la prima associazione che è riuscita ad ottenere l’annullamento dell’asta giudiziaria, ma come è stato possibile questo risultato?

Funziona così: la Banca chiede un pignoramento a fronte di un presunto credito non saldato. Se la persona non si difende il bene viene preso e viene messo all’asta. Qui viene venduto e l’utente perde il bene. Noi siamo intervenuti già nel passo successivo, dimostrando che quel debito che ha provocato il pignoramento in realtà non esiste. Una volta dimostrata l’usura si può ottenere il blocco dell’asta giudiziaria e la gratuità del mutuo che comporta l’annullamento degli interessi applicati. Di conseguenza deve essere restituito il bene all’utente.

Ma dopo aver raggiunto questo importante risultato, la banca cosa potrebbe escogitare? Cosa potrebbe accadere dopo?

La banca se vuole può fare appello, ma sicuramente lo perde.

Voi dite che per vincere una causa non servono le perizie e non servono le querele. Cominciamo dalle querele: perché non sono efficaci?

La percentuale delle querele è bassissima e si colloca al 5%.Meglio attivare un’attività legale civile,sicuramente più complessa e costosa,solitamente chi attiva solo il Penale non ha sufficienti argomenti per vincere la causa .

E perché accade questo?

Semplicemente la motivazione è da ricercare nel fatto che il giudice non si assume la responsabilità di fare causa contro la banca e accettare l’articolo 20.Teniamo presente un’altro grande problema,molti non sono in grado di mettere in piedi una giusta causa .

E perché dite che le perizie non servono?

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Perché non serve a niente farsi fare una perizia se il giudice poi non capisce qual è la tesi dell’avvocato. E questo accade perché a volte nemmeno il legale riesce a rispondere ai quesiti che il giudice stesso gli pone.La perizia è uno strumento non la soluzione ,per vincere le cause dobbiamo affrontare l’argomento seriamente .
Una causa si vince se fai comprendere al giudice il quesito esatto da porre al CTU.

Come selezionate i vostri professionisti?

Oggi ci sono molti che dicono di essere preparati,ci siamo confrontati e ci confrontiamo ogni giorno con questo mondo ,a mio parere questo mestiere non è fatto di Titoli di studio ma di preparazione all’argomento .Siamo rigidi in questo senso,non possiamo dare in mano a qualsiasi persona una pratica di diritto bancario che potrebbe compromettere famiglie e aziende . Abbiamo sospeso le attività di collaborazione con professionisti più volte. Non ci interessa essere simpatici,ci interesse vincere,il nostro punto di riferimento è solo il cliente .

Che tipo di persone possono rivolgersi a voi?

Persone che vogliono fare una causa su vari strumenti finanziari: mutui, conti correnti, leasing ma anche derivati.

Chi è che può rivolgersi ad un professionista? Il conto corrente deve esser stato chiuso da quanto tempo? Il conto corrente può essere messo in causa solo se aperto dal 1952 in poi e non deve esser stato chiuso da più di dieci anni.

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Il controllo bancario deve diventare un’attività normale,purtroppo in Italia ci sono davvero pochi professionisti di alto livello,sbagliare una preanalisi vuol dire perdere le causa,quindi prestiamo attenzione .

Come possiamo fare a capire se un professionista è bravo ?

Difficile esprimere concetti precisi,chiamate l’Associazione D.E.C.I.BA e vi darà le giuste indicazioni e consigli .

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Ufficio Nazionale 0521/241417
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Situazione nera: aziende ancora in crisi

Secondo gli ultimi dati rilevati sono 396 le aziende che chiudono le proprie saracinesche per usura bancaria ogni giorno ( dati del mese di maggio 2016); per quanto tempo ancora dobbiamo subire i torti di questi usurai?

L’associazione DECIBA sin dalla sua nascita ha avuto l’obbiettivo e l’etica morale di sconfiggere questa stretta morsa di illeciti bancari che ogni giorno affogano il nostro made in italy.

L’usura è un problema che l’Italia si porta dietro da molto tempo, negli ultimi anni sono nate tantissime associazioni contro gli illeciti bancari, alcune con lo scopo di truffare i poveri clienti che non solo si vedono rubare soldi dalle banche, ma sono costretti a pagare falsi professionisti che non sono in grado di calcolare neanche un mutuo bancario.

Tramite un’accurata stima, quasi l’ottanta percento dei mutui non sono a norma di legge, questo provoca dei tassi di interesse elevati, rendendo così un insopportabile situazione economica da parte delle aziende italiane e anche dei privati.

Secondo le stime di maggio 2016, la situazione più grave si trova in Campania, precisamente nella zona napoletana, pare proprio che le povere imprese meridionali, infatti, rischiano la chiusura dei propri conti correnti bancari.

Il meridione dunque, si vede costretto a fare un passo indietro, dato che l’apertura di credito ormai è destinata a pochi soggetti, e quei poveri imprenditori che non possono accedere ad un credito bancario, fanno ricorso al credito all’interno della famiglia. Un viaggio nel tempo dell’Italia degli anni ’50, tutto per colpa degli usurai.

L’usuraio oggi è il professionista con il colletto bianco, che promette l’illegalità degli atti estorsivi.

L’associazione DECIBA chiede un’intervento giuridico, che metta per la prima volta in ginocchio gli usurai bancari, non possono sempre farla franca, l’Italia ha bisogno delle imprese di piccola produzione, l’economia italiana è basata proprio sulle pmi, nel nostro sistema giuridico manca una normativa antiusura, che spenga definitivamente questo calvario.

L’innovazione che chiediamo sta prima di tutto in una forma reale di prevenzione del sistema usuraio, poi nel finanziamento di quelle imprese alle quali le banche rifiutano il credito, per restituire loro la dignita’ e reimmetterle nel circuito dinamico del mercato. Infine sono necessarie modifiche alla legge bancaria per quanto riguarda le Centrali rischi e le Criff, che diventano delle vere e proprie pistole alla tempia degli imprenditori.

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VIDEO SEGRETO INCASTRA IL GRILLINO MARCO VAGNOZZI UN’ALTRO FURBETTO A 5 STELLE

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Marco Vagnozzi è l’attuale Presidente del Comune di Parma,città grillina travagliata da polemiche,denunce ,indagini,ma sarà un complotto globale contro il “IL PIZZA” oppure il gruppetto di Parma è furbetto ?

Marco Vagnozzi è un personaggio che abbiamo gia scoperto qualche tempo fa,

http://www.parmatoday.it/politica/gaetano-vilno-attacca-marco-vagnozzi.html

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Dove l’attuale Presidente DECIBA denuncio il Gruppo Emiliano come opportunità e privo di buone intenzioni ,(Giovanni Favia ,Francesceschina,Federico Pizzicotti,Vagnozzi,successivamente tutti sbattuti fuori dal movimento) ci sono intere interviste dove dichiarano la male fede politica del “PIZZA” e di Marco Vagnozzi . Il Vagnozzi è visto come la mente,abbiamo avuto occasione di sentirlo e conoscerlo a nostro parere sembra un politicante di vecchio stampo . Pare faccia il consulente di ARPA con 3 mila euro di stipendio più lo stipendio di Presidente del Comune e la sua Compagna a qualche agevolazione strana che sta portando ad una denuncia ed eventuale indagine .

IL VIDEO SEGRETO

Noi oltre 2 anni fa abbiamo scritto tutto ciò che sarebbe successo

http://www.movimentorevolution.it/?p=1773

Non siamo maghi ,semplicemente conosciamo,questa immagine l’abbino diffusa oltre 2 anni fa .

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MNC: “La compagna di Vagnozzi viene rinnovata PO quando è in maternità. Le danno 15.000 euro in più, ma è a casa dal lavoro”. Guarda il VIDEO della confessione di due dipendenti!

“Oggi parliamo del Presidente del Consiglio comunale di Parma, Marco Vagnozzi, e della sua compagna e dipendente comunale Michela Morini” esordisce Filippo Greci, presidente dei Nuovi Consumatori, nella conferenza stampa di questa mattina.

“Quella di oggi sarà la prima di una serie di interviste nelle quali renderemo noti video e testimonianze dirette sulla gestione del Comune di Parma, perchè è ora che i cittadini sappiano da chi sono governati, dopo anni di pessima amministrazione e di inciuci. A settembre parleremo del vicesindaco Paci per una vicenda legata ad un minorenne sottratto ad una scuola, ad ottobre toccherà all’assessore Ferretti” anticipa Greci. “Oltre a tutti i documenti a supporto di quanto esporremo, rendiamo pubblico un estratto di un video-confessione di alcuni dipendenti comunali (consenzienti alle riprese e appositamente schermati). Tale video, in realtà, dura 45 minuti e rivela tante cose ma la versione integrale non possiamo renderla nota e la forniremo alla Procura”.

“Andiamo per ordine. Una Posizione Organizzativa PO all’interno di un Comune è un incarico temporaneo di contenuto tecnico-gestionale o direttivo, che comporta una responsabilità di risultati relativi a processi amministrativi e il coordinamento di un gruppo di lavoro, a fronte di un lavoro effettivamente svolto. Michela Morini, la compagna del Presidente del Consiglio comunale Marco Vagnozzi, è stata nominata posizione organizzativa ai Tributi nel marzo 2015. La prima cosa che balza all’occhio alla lettura del suo curriculum vitae è che la Morini non aveva nessun titolo professionale per ricoprire quell’incarico ai tributi: è laureata in Chimica delle tecnologie farmaceutiche, si è occupata di ambiente e commercio. Mai di tributi. Ciononostante è stata nominata PO e quindi le è stato riconosciuto un compenso aggiuntivo di 15.000 euro, arrivando così a percepire 45.000 euro all’anno. Ma al di là che non avesse i titoli” prosegue Greci “è stata nominata PO in un settore delicatissimo, quello dei Tributi (non per nulla il più retribuito), che dovrebbe controllare, tra l’altro, i riversamenti che Parma Gestione Entrate eroga al Comune di Parma.”

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“Dopo un anno, nel marzo 2016 scadeva la PO della Morini” continua Greci. “Il 1 aprile 2016 le è stata rinnovata PO (leggi), sebbene fosse già in aspettativa obbligatoria per maternità avendo partorito il 18 marzo 2016 il figlio di Vagnozzi (leggi).

Ma perchè è stata rinnovata la posizione organizzativa a chi non poteva organizzare, coordinare, controllare visto che si trova a casa maternità? E pensare che nella relazione di Price Waterhouse Cooper su PGE una delle principali criticità evidenziate è proprio il deficitario controllo del Comune su questa società partecipata i cui ex vertici, come noto, sono stati destinatari di avvisi di garanzia per peculato, usura e falso ideologico.”

“Non c’era alcun obbligo del Comune di rinnovare la PO alla Morini. La sentenza della Corte di Cassazione n.14472 del 10/07/2015 stabilisce che il rinnovo di una PO arrivata a naturale è una mera e discrezionale facoltà della Pubblica Amministrazione (leggi sentenza). Ed infatti, guardacaso, ad altre due donne entrate in maternità il Comune di Parma non ha rinnovato la PO, i cui nomi non li rendiamo noti oggi ma li comunicheremo alla Procura” specifica Greci. “Le posizioni organizzative sono firmate dai dirigenti, certo, ma nel video si capisce bene (a maggior ragione nella parte che daremo alla Procura) che è stato il Presidente del Consiglio comunale Vagnozzi ad ispirare il dirigente.” Il dipendente ripreso dichiara che durante la sua attività in Comune si è dovuto arrabbiare perchè non vuole gli sia ventilato il nome di chi deve nominare nelle PO.

“I dipendenti comunali hanno accettato di fare questa confessione si sono tutelati da un possibile coinvolgimento penale e/o contabile” precisa Greci che si appella a tutti i dirigenti comunali: “Non venite da me, ma andate alla Guardia di Finanza a denunciare questi amministratori, non abbiate paura dei ricatti che vi vengono fatti come dimostreremo con altri video nei prossimi mesi.”

Greci poi rivolge alcune domande all’Amministrazione comunale:

“1) Se la dottoressa Morini non fosse stata la compagna di Vagnozzi e madre di suo figlio avrebbe avuto lo stesso avanzamento di carriera in PO senza averne i titoli e l’esperienza con i conseguenti benefici?

2) E’ giusto che le risorse pubbliche della collettività siano gestite in questo modo? E’ questo il senso di responsabilità verso la cosa pubblica dei 5 Stelle?

3) E’ legale la retribuzione di un’indennità di funzione speciale per un lavoro che non può svolgere?

4) Pizzarotti non sapeva nulla di questo privilegio concesso alla compagna del suo amico stellato Vagnozzi?

5) Neppure uno dei consiglieri seduti numerosi in Consiglio comunale era al corrente di tutto ciò?

Domani depositeremo una denuncia in Procura per gli aspetti penalmente rilevanti e alla Corte dei Conti sulla vicenda, allegando tutta la documentazione cartaceo e video. Chiediamo anche le dimissioni di Vagnozzi.”

Fonte:

http://www.alicenonlosa.it/262848/mnc-la-compagna-di-vagnozzi-viene-rinnovata-po-quando-e-in-maternita-le-danno-15-000-euro-in-piu-ma-e-a-casa-dal-lavoro-guarda-il-video-della-confessione-di-due-dipendenti-la-replica-di-vagnozz/

La politica fa gola a molti,benefici,visibilità,potere,elementi che da sempre hanno contribuito a deviare quelle buone intenzioni che probabilmente le persone hanno ,il Movimento 5 stelle dovrà fare necessariamente un cambio di rotta,avere persone a caso non è più possibile,necessita preparazione,onestà,coerenza

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la rivoluzione economica italiana si può fare, il modello esiste già

Sicuramente gli Arabi i numeri li conoscono, i ragionamenti loro li sanno fare, l’evoluzione economica potrebbe portare a copiare chi ha successo e specula molto meno di noi Europei.

L’invito è quello di leggere tutto fino all fine, per capire il meccanismo economico finanziario.

Interpellata l’associazione DECIBA :

www.deciba.it

Andiamo nel pratico, un mutuo di 30 anni costa al cliente quasi il doppio, il modello Islamico è completamente diverso, si paga una commissione iniziale e poi si restituisce il denaro, semplice, verificabile, possibile per tutti, il risparmio finale sarebbe di oltre il 70% . Un modello facile che andrebbe a togliere quei miliardi che le banche speculano annualmente.

Il tema è stato affrontato nei giorni scorsi da un workshop promosso dallo studio legale Nctm, al quale hanno partecipato Vincenzo Amendola, sottosegretario agli Esteri, Stefano Loconte, avvocato consulente della Commissione Finanza della Camera dei Deputati, Maria Alessandra Freni, della Banca d’Italia,Stefano Padovani, dello studio Nctm, Marco Causi, deputato PD in Commissione Finanze , e Franco Carraro, Forza Italia, vice presidente della Commissione Finanze del Senato.
L’interesse dei paesi musulmani con eccedenza di capitali a investire in Europa è rafforzato dalla particolare fase economica che vivono gli esportatori di petrolio, colpiti da un prolungato declino del prezzo del greggio, le cui cause strutturali, al di là della guerra al ribasso scatenata dall’Arabia saudita in funzione anti-Iran, sono destinate a durare: da qui l’esigenza di diversificare le economie dei paesi produttori verso il settore dei servizi e l’interesse ad investimenti nel medio e lungo periodo, diversificando anche geograficamente i propri investimenti.

D’altra parte, la finanza islamica cresce ad un ritmo del 20% annuo e i capitali che movimenta hanno superato i 2.000 miliardi di dollari.

La finanza islamica segue regole sue specifiche, richiedendo – almeno teoricamente – un forte legame con le attività produttive e l’economia reale. La speculazione dovrebbe dunque essere bandita, partendo dal presupposto che “non si può vendere ciò che non si possiede”. L’investimento deve perciò avere un qualche legame, più o meno diretto, con una sottostante realtà imprenditoriale e il profitto deve configurarsi come partecipazione al rischio d’impresa. Un esempio, derivante dallo strumento contrattuale denominato Muharaba. Se una banca islamica deve finanziare la compravendita di un immobile, non eroga un mutuo ma acquista il bene e lo rivende al compratore finale ad un prezzo maggiorato, cedendo subito l’utilizzo del bene e rateizzando il pagamento del corrispettivo. Il profitto della banca è legato alla triangolazione del trasferimento del bene e al relativo surplustra le due transazioni, e non alla determinazione di un interesse sul capitale. Come è stato evidenziato nel convegno, questo crea problemi a fronte della normativa fiscale italiana, ad esempio l’acquirente finale dell’immobile si troverebbe a dover giustificare un prezzo d’acquisto superiore al valore di mercato perché inclusivo di fatto di quelli che, dal punto di vista di un normale mutuo, sarebbero gli interessi sul capitale prestato.
In realtà, è stato sottolineato nel convegno, gli aggiustamenti alla normativa italiana non sarebbero di difficile realizzazione è stata infatti ricordata una presa di posizione della Consob che nel 2014 ha giudicato la finanza islamica “non incompatibile con la disciplina italiana dei mercati finanziari in quanto poggia su un insieme di regole oggettive che prescindono dalla connotazione etica o religiosa”. Anche il Codice Civile (art. 1322) consente di concludere contratti atipici, a condizione che “siano diretti a realizzare interessi meritevoli di tutela secondo l’ordinamento giuridico”.

Insomma, le condizioni per rendere possibile la finanza islamica anche in Italia esistono, tanto che se ne sta occupando un gruppo di lavoro della Commissione Finanza della Camera dei Deputati.

Dal convegno è anche emersa la proposta dell’emissione di titoli di Stato secondo le regole della finanza islamica: si tratterebbe di un’operazione di cartolarizzazione da parte del patrimonio immobiliare, che assumerebbe le caratteristiche del sukuk, i cosiddetti bond islamici. Data la proibizione degli interessi, le obbligazioni devono infatti assumere la forma di co-partecipazione alla proprietà di asset tangibili. E nell’ipotesi proposta, questi asset sarebbero immobili di proprietà statale, comprati e rivenduti da una società costituita ad hoc, le cui quote di partecipazione sarebbero acquistate dagli investitori.

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