I versamenti in banca vanno giustificati: in galera se non puoi giustificare

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I versamenti in banca vanno giustificati: presunzione di evasione estesa ai liberi professionisti
Una recente sentenza della Corte di Cassazione estende la presunzione di evasione anche ai liberi professionisti: ecco perché i versamenti su conto corrente vanno sempre giustificati.

I versamenti sul conto corrente vanno sempre giustificati, altrimenti per l’Agenzia delle Entrate potrebbero trattarsi di redditi in nero.

È questo il punto centrale di un’importante sentenza estiva della Corte di Cassazione – la numero 19806 del 9 agosto 2017 – che estende anche per i liberi professionisti, come avvocati, medici e commercialisti, la presunzione di evasione fiscale in caso di versamenti non giustificati.

Il fisco quindi oltre a controllare i bonifici ricevuti da terze persone, vigila anche sui versamenti effettuati direttamente dal libero professionista o da un semplice cittadino; nel caso in cui non sia possibile individuare la fonte di un determinato versamento, infatti, l’Agenzia delle Entrate può notificare un accertamento fiscale.

Sarà poi colui che ha effettuato il versamento a dover dimostrare che non si tratta di un’evasione fiscale, facendo chiarezza sulla provenienza dei soldi versati sul conto ma non menzionati nella dichiarazione dei redditi. Nessun problema invece per i prelievi da conto corrente, poiché in tal caso il titolare può prendere qualsiasi somma senza dover per forza indicare la motivazione.

Nel pieno della sospensione feriale del tribunale quindi la Corte di Cassazione ha emanato una sentenza che rivoluzionerà i rapporti tra gli studi dei liberi professionisti e il fisco; ecco tutti i dettagli di quanto dichiarato dal Palazzo di Giustizia.

Perché è importante giustificare i versamenti?
È il titolare di un conto corrente a dover dimostrare la provenienza dei vari versamenti per difendersi dall’accusa di evasione; ecco perché bisogna conservare qualsiasi documento che vi metta al riparo da un accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Infatti, se in caso di controllo bancario l’Agenzia delle Entrate dovesse rilevare dei versamenti non giustificati, questa fa scattare un accertamento con il titolare del conto corrente che sarà costretto a difendersi dall’accusa di evasione fiscale.

Questo perché il nostro ordinamento attribuisce la “presunzione di evasione fiscale” in favore del fisco; basta quindi una somma versata ma non dichiarata nel 730 per far pensare ad un’evasione fiscale.

Questi versamenti possono essere accertati dall’Agenzia delle Entrate come redditi “in nero” del libero professionista, a meno che questo non dimostri la reale provenienza dei fondi.

La sentenza 19806/2017 della Corte di Cassazione è molto importante perché ribalta quanto espresso dalla Corte Costituzionale nel 2014 (sentenza n°228): questa aveva dichiarato inapplicabile ai liberi professionisti la “presunzione di evasione fiscale” valida invece per i versamenti sul conto corrente non giustificati dagli imprenditori.

Anche avvocati, medici, commercialisti e architetti quindi devono stare molto attenti a quanto versato in banca se vogliono evitare un contenzioso con il fisco.

DECIBA www.deciba.it Esprime volgarità nella normativa “siamo in un’epoca bancocratica,questa è un’inquisizione fiscale .

La Corte di Cassazione ha poi specificato che il versamento va giustificato tramite una prova documentale e non testimoniale: niente dichiarazioni controfirmate da un testimone quindi, ma solo contratti, atti pubblici o estratti conto.

Niente accertamenti per i prelievi da conto corrente
Se bisogna prestare particolare attenzione ai versamenti sul conto corrente, imprenditori e liberi professionisti possono stare tranquilli per i prelievi effettuati. Come specificato dalla Corte di Cassazione, infatti, i prelievi fatti da conto bancario non sono sufficienti per giustificare un accertamento poiché non costituiscono una prova per la presunzione di evasione.

Il libero professionista quindi è libero di prendere quanto vuole dal proprio conto corrente – entro i limiti stabiliti dalla propria banca – senza dover fornire alcuna giustificazione al fisco. L’Agenzia delle Entrate non potrà chiedere le ragioni di tale prelievo, poiché non è detto che la somma prelevata venga spesa in qualche modo (per assurdo si possono tenere i soldi anche sotto il materasso).

Diverso il discorso per i versamenti, i quali se non giustificati danno il via ad un accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate: e dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione tutte le persone fisiche potranno essere
vittime, compresi i liberi professionisti.

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CONTROLLARE LA BANCA UN VERO BUSINESS PROCEDURE

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Il peso di un mutuo si fa ben sentire da chiunque ma ancora più se aggravato in maniera non del tutto lecita. A confermare il tutto ci ha pensato proprio uno studio effettuato dalla Associazione DECIBA che ha raccolto i dati delle seguenti irregolarità. Circa tre mutui su quattro sono irregolari, OLTRE 80% dei casi chi ha stipulato un muto a tasso variabile dopo il 2003 adesso si trova a dover pagare molto di più di quanto dovuto.Oltre a questa prima analisi gratuita DECIBA è in grado di individuare altri illeciti e reati, come usura, anatocismo e indeterminatezza.

Sono molti i dubbi in questo campo, sia perché non è nota ai più quali siano le procedure da seguire, sia perché gli operatori che si dedicano a questa materia si stanno moltiplicano rapidamente.

Per avere risposte affidabili abbiamo chiesto a D.E.C.I.BA

Per ottenere un chiaro quadro della situazione

Dobbiamo necessariamente differenziare gli argomenti

Conto corrente ante 2000

Parliamo di conto correnti accesi prima del 2000. In questo caso specifico i parametri di controllo sono molto più forti giuridicamente poichè nel 2000 uscì una legge di compensazione riguardante l’anatocismo. Dopo il 2000 gli illeciti rilevati sono di minor entità ma cmq esistenti, prima del 2000 invece, si ha sicuramente più forza sia giuridicamente sia nei numeri. Controllare attraverso una pre analisi diventa uno strumento importante, per effettuarla servono movimenti a scalare e movimenti, si attiva un’analisi a campione e si stabilisce quanto la banca dovrà restituire.

Questo video del Presidente DECIBA Dott.Gaetano Vilnò vi darà importanti indicazioni

Conto correnti dopo il 2000

In questo caso, come anticipato, l’anatocismo è stato soppresso da una legge ad hoc per le banche, anche se in discussione, il parametro di controllo è diverso, si controllano i superamenti tassi soglia usura in ogni trimestre, così facendo stabiliremo un continuo di questo reato e stabiliremo quanto la banca dovrà restituire .

Un esempio per capire meglio:

un controllo di un conto corrente aziendale con affidamento di Euro 100.000 (centomila) utilizzato per 15 anni ha dato come risultato Euro 882.000 (ottocentoottantaduemila) che la banca dovrà restituire al cliente. Numeri indubbiamente numeri incredibili, per questo vale la pena fare controlli adeguati.

Mutuo
Argomento completamente diverso, la rilevazione viene fatta alla fonte, viene preso il contratto notarile, piano di ammortamento ed eventuali costi, solitamente i controlli di base sono superamento tasso soglia usura all’atto del contratto, indeterminatezza ex art. 117 TUB e pubblicità ingannevole. Successivamente alla preanalisi vengono effettuati ulteriori controlli, usura sopravvenuta e calcoli di anatocismo. Nel caso ci sia il superamento del tasso soglia usura, tutti gli interessi pagati dovranno essere restituiti e quelli futuri non dovranno essere pagati. Ciò è stabilito sia dell’art.1815 cc, sia dalla Legge 108/96.

Leasing
Vale bene o male la stessa regola del Mutuo: essendo un contratto di diversa tipologia ci sono conteggi diversi, ma la sostanza non cambia .

La Procedura adottata di suddivide in varie fasi

Pre analisi
In questa fase si effettua una prima verifica e si stabilisce se valga la pena andare avanti o meno, teniamo presente che la maggior parte delle problematiche si rilevano proprio in questa fase, se la diagnosi è sbagliata sarà sbagliata anche la cura .

SECONDA FASE

Stesura perizia econometrica, relazione legale, richiesta di transazione con la banca. In breve si avverte la banca di eventuali illeciti o reati e si invita a chiudere la situazione senza intraprendere una causa. I dati istat parlano del 45,8 % di chiusura senza causa se la banca si presenta in transazione. Nel caso la banca non scenda a compromesso si da avvio alla terza fase.

TERZA FASE

Tale fase prevede atto di citazione e inizio causa. In questo caso è possibile ancora mediare. E’ bene ricordare che anche la banca quando vede che si fa sul serio inizia a pensare ai costi della causa e alle reali probabilità di perdita. Difficilmente la Banca vince davanti ai giudici quando ha torto, la banca contrariamente vince per un problema legato ai costi da affrontare per il consumatore per attivare tutte le procedure di controllo e difesa.

Costi

Variano in base alle procedure da svolgere, per le preanalisi di mutui e leasing è possibile non affrontare alcuna spesa, diverso è per i conto correnti poiché il controllo richiede un lavoro molto più lungo e complesso. Una società seria vi elencherà quanto descritto in modo trasparente aggiungendo i vari costi da sostenere per le diverse fasi

Una considerazione importante è la preparazione del professionista,transare con la banca non è facile ma i dati sono chiari,se la banca si trova davanti ad una possibilità reale di perdere tende a chiudere senza andare in causa .

Questo mercato da 5 anni ha sviluppato molti pseudo professionisti del settore,si parla di oltre 450 fra società,associazioni,Avvocati,Commercialisti,secondo DECIBA solo il 25% è adeguatamente preparato a rilevare illeciti e reati che porteranno poi un reale beneficio al cliente.Questo settore è in continua evoluzione e ci sono per ora ancora troppi dubbi,affidarsi a professionisti preparati è il primo passo per vincere.

Ulteriori informazioni www.deciba.it www.deciba-professional-it

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DIFFIDA AL RECUPERO CREDITO ? RECENTE SENTENZA

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Valide le lettere di diffida, i solleciti di pagamento e le telefonate del call center di recupero crediti presso l’indirizzo dei genitori del debitore se questi convive ancora con loro.
Ricevere una telefonata o una lettera da parte di un recupero crediti non fa mai piacere; così ogni scusa è buona per non pagare. Una delle motivazioni più ricorrenti per contrastare il recupero crediti è la asserita lesione della privacy. E di certo non sempre i call center vanno sul sottile, prestando spesso il fianco a più di una critica (si pensi, ad esempio, a chi viene contattato sul lavoro o ricercato presso la casa dei genitori). Il problema non è da poco ed è tutt’altro che pretestuoso. Immaginiamo di ricevere una telefonata da un operatore, di cui non conosciamo l’identità né la società per cui lavora. Questi tuttavia dimostra di sapere tutto di noi: non solo il nostro nome e cognome, ma anche quanto abbiamo sul conto, quanti soldi abbiamo ricevuto dalla banca come finanziamento, per quale scopo ci sono stati prestati, chi sono i nostri familiari che, insieme a noi, hanno firmato il mutuo e quant’è il debito residuo che ci rimane da pagare. Insomma, un soggetto – del tutto estraneo dal nostro istituto di credito – sa la nostra storia finanziaria. È lecito questo trattamento dei dati? La banca può rivelare il debito del proprio cliente a una società di recupero crediti? La risposta è in una recente sentenza della Cassazione

Secondo la Corte, la banca non lede la riservatezza del cliente se utilizza i suoi dati per recuperare i suoi crediti. Il debitore non può quindi contestare la diffusione delle informazioni finanziarie che lo riguardano, neanche se dovessero arrivare solleciti di pagamento o telefonate del call center a casa dei genitori con cui questi convive.

In relazione al trattamento dei dati personali la legge stabilisce che questi vanno gestiti rispettando «i canoni della correttezza, pertinenza e non eccedenza rispetto alle finalità del loro nuovo utilizzo, ma non è necessario il consenso dell’interessato ove i dati stessi siano impiegati per esigenza di difesa delle proprie situazioni soggettive e negli stretti limiti in cui ciò sia necessario.

La banca può quindi utilizzare i dati del cliente debitore al solo fine di realizzare le proprie ragioni anche delegando una società di recupero crediti. Ne deriva che se il debitore vive ancora con i genitori, ben può la banca o la società di recupero crediti inviare i solleciti di pagamento all’indirizzo di questi o le comunicazioni telefoniche all’utenza degli stessi: ciò non configura un uso illecito dei dati personali del cliente.

Commento del Presidente DECIBA Dott.Gaetano Vilnò

“Il tutto è ragionevole,ci sono reati come l’estensione,ricatto,stalking,spesso le società di recupero credito vanno oltre a richiedere semplicemente il recupero credito,in quel caso una denuncia risolve ”

Questa telefonata non è regolare nei toni

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SALDO ZERO SE LA BANCA CON CONSEGNA I VECCHI ESTRATTI CONTI

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Domanda.

La mia banca sostiene di non potermi dare gli estratti conto del 2003 e del 2004 perché sono passati più di dieci anni. C’è rimedio?

Se la banca non dimostra il debito vantato cosa succede ? nulla è dovuto .

Ci sono due risposte,la prima è la più importante,Sentenze e Legge,la seconda meno importante,arbitro bancario. Andiamo ad analizzare i fatti .

Risposta.

La tematica prevede soluzioni differenti in base al motivo della richiesta. Quando infatti si è in presenza di fattispecie che riguardano la sostanza giuridica dell’estratto conto, vale a dire la prova del credito e del corrispondente debito, la giurisprudenza degli ultimi anni si è fatta favorevole per il cliente. Per esempio la sentenza di Cassazione 23974 del 25 novembre 2010 ha sancito l’obbligo per la banca di produrre gli estratti conto integrali, a far data dall’apertura del conto e sino alla data per cui pretenda il pagamento nel caso in cui sia dichiarata l’invalidità di clausole che abbiano comportato l’addebito di interessi, spese o commissioni. Né tanto meno la banca può invocare l’obbligo di conservare le scritture contabili per soli dieci anni dall’effettuazione di ciascuna operazione, perché l’onere di conservazione della documentazione contabile è ben distinto dall’onere di provare il proprio credito e ogni richiesta della banca di pagamento di un proprio credito deve essere accompagnata dalla produzione della documentazione completa riguardo il rapporto di conto corrente. Per quanto sopra indicato quindi una volta che sia stata dichiarata l’invalidità di clausole bancarie che abbiano comportato l’addebito di interessi, spese o commissioni a carico del correntista, la banca ha sempre l’onere di produrre gli estratti conto integrali, a far data dall’apertura del conto e sino alla data per cui pretenda il pagamento e non potrà sottrarsi a tale onere dichiarando di avere proceduto alla distruzione della documentazione anteriore al decennio.

L’analoga sentenza 23974 del 25 novembre 2010 obbliga la banca a produrre gli estratti conto integrali una volta che sia stata dichiarata l’invalidità di clausole bancarie che comportino l’addebito di interessi, spese o commissioni a carico del correntista.

Non finisce qui:

la sentenza 18541 del 2 agosto 2013, obbliga la banca a produrre in giudizio gli estratti conto a partire dall’apertura del rapporto nei casi in cui sia contestata per mancanza di requisiti di legge la
degli interessi ultra-legali. I requisiti che mancano sono quelli contrattuali, ossia non aver previsto nel contratto gli interessi ultra-legali, abitudine che gi istituti avevano fino a pochi anni fa.
Per questioni riguardanti altre fattispecie, come per esempio la semplice verifica dell’esistenza di un movimento di conto corrente, non si hanno invece a disposizione soluzioni favorevoli perché i Collegi dell’Arbitro Bancario respingono sempre le istanze dei clienti, accogliendo la tesi della prescrizione decennale addotta dagli intermediari.

Le banche non hanno nessuno interesse a consegnare i documenti,se le aziende verificassero la regolarità del proprio conto corrente probabilmente i debiti vantati dalle banche non esisterebbero o quasi.

Queste le parole di uno dei massimi esperti del settore Dott.Gaetano Vilnò Presidente DECIBA .

Ulteriori informazioni www.deciba.it

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ART.1815 COME NON PAGARE GLI INTERESSI SUL MUTUO

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Una recente sentenza del Tribunale di Viterbo ha ribadito un concetto già espresso da Cassazione e Corte Costituzionale: se gli interessi applicati a un mutuo superano la soglia di usura il mutuatario è tenuto a restituire alla banca la sola quota capitale.

DECIBA www.deciba.it da oltre 5 anni stabilisce questi concetti,purtroppo la mala informazione e la scarsa professionalità non permettono la divulgazione di questi eclatanti risultati.

mutuo interessi corrispettivi e moratori

Come è noto ad ogni finanziamento si applica una quota capitale, ovvero quanto effettivamente prestato dalla banca al mutuatario, e una quota interessi che è “il prezzo” del mutuo. Oltre a questo tipo di interessi, chiamati corrispettivi, ci sono altri interessi, definiti di mora, che scattano quando il correntista salta la rata diventando quindi “moroso”.

Se hai un Mutuo e vuoi una Preanalisi Gratuita con garanzia Deciba è possibile rivolgersi a : treviso@deciba.it Uff 0422/456003 www.deciba-professional.it www.deciba.it

tasso usurario

Tanto gli interessi di mora che quelli corrispettivi non possono superare il limite dell’usura. Secondo la legge i tassi sono usurari se superano del 50% il tasso, determinato con decreto del Ministero del Tesoro ogni tre mesi. Il tasso non è unico, ma varia a seconda del tipo di operazione con cui viene concesso il prestito. Nel calcolo dell’usura bisogna inoltre considerare anche tutti quei costi che il cliente è tenuto a sostenere, dalla commissione di apertura, chiusura della pratica, assicurazione o costi di gestione.

Questo video spiega con semplicità la sentenza

Quando gli interessi applicati al mutuo, siano essi corrispettivi o di mora, sono superiori ai tassi usurari, il mutuo è illegittimo e il cliente è tenuto a restituire solo il capitale. Questa conseguenza scatta anche nel caso in cui gli interessi moratori sono usurari solo sulla carta (quindi previsti dal contratto, ma non ancora applicati al cliente perché questi è in regola con le rate).

E’ un consulente tecnico nominato dal giudice a determinare l’eventuale usurarietà del mutuo. Una volta accertato il superamento del tasso di usura, il giudice deve stabilire che il cliente non è tenuto a resitutire nessun tipo di interesse, no solo quelli di mora, ma neanche quelli corrispettivi perché la legge sull’usura non fa distinzione tra interessi in base alla loro funzione.

Precisiamo che l’attività svolta è altamente professionale,servono perizie e avvocati specializzati per ottenere determinati risultati .

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EQUITALIA SCONFITTA ECCO LA LEGGE SCONOSCIUTA

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«Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico». Saranno anche passati più di duemila anni, ma la frase di Giulio Cesare torna ancora comoda.

Specialmente se si parla di Equitalia, il più temuto nemico degli italiani dopo il virus Ebola.

Ecco la legge sconosciuta per sconfiggere Equitalia

Abbiamo scritto più volte della possibilità di difendersi da Equitalia,ci sono oltre 50 Errori rilevabili,per questo vi consigliamo questo video.

Ulteriori informazioni vi consigliamo www.dicie.it

Un avvocato del foro di Milano, specializzato in diritto fallimentare, è riuscito nella mission impossible di trattare coi funzionari del Fisco, riuscendo a far ridurre il debito di un suo assistito da 509mila a 54mila euro. E il tribunale di Como gli ha dato ragione.

Si è sono semplicemente basato sulla legge sul Sovraindebitamento (n. 3/2012), peraltro promossa a suo tempo dal senatore Pdl Roberto Centaro e che oggi andrebbe riformata e migliorata per renderla ancora più fruibile, che permette di ridurre i debiti, anche di natura fiscale, in relazione alle concrete possibilità del debitore – Far ragionare i funzionari dell’Agenzia con un semplice concetto: i debiti di qualunque persona fisica possono essere ridotti a seconda di quanto è il valore del patrimonio del debitore.

Il debito con Fisco gli è derivato dall’essere stato, vent’anni fa, titolare di una partecipazione del 20% nel maglificio di famiglia, poi fallito. L’accertamento fiscale risale al 1993, e per 24 anni non gli hanno tolto gli artigli di dosso. Ha provato più volte a difendersi ma le sue ragioni non sono mai state accolte. All’importo iniziale di 166mila euro sono state aggiunte le sanzioni (125mila euro), gli interessi di mora (187mila euro), l’aggio e oneri di riscossione (29.500 euro). «Noi, invece di 509mila euro, siamo riusciti a chiudere a 50mila euro per l’Agenzia delle entrate e 4mila per Equitalia – spiega l’avvocato – L’importo è stato determinato sulla base delle entrate del debitore, ovvero il solo stipendio. In pratica ho preso la busta paga di Roberto e ho applicato la legge sul sovraindebitamento che prevede che lo Stato possa pignorare solo un decimo delle entrate, per chi guadagna fino a 2.500 euro al mese. Questo decimo l’ho moltiplicato per tutti i pignoramenti che gli sarebbero potuti arrivare fino all’età di 84 anni, considerata anche la pensione, attualizzando gli importi ad oggi. Su questo ragionamento l’Agenzia è stata d’accordo e così ha racimolato quasi la metà della cifra debitoria iniziale. È inutile tenere un database di crediti che non recupereranno mai».

una breve descrizione della Legge 3

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USURA BANCARIA ALLARME DECIBA 100 MILA PERIZIE SBAGLIATE

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BANCHE E USURA : superamento tassi soglia – commento alla sent.di Cass. n. 350 del 2013

Vedremo in questo articolo di spiegare come può essere semplice riconoscere, in un primo momento l’usura bancaria, quali devono essere i controlli da effettuare prima di accendere un mutuo e quali possono essere le insidie che nessuno per ovvie ragioni non ci rivelerà mai.

Questo articolo è sia per i professionisti sia per utenti,oltre 100 mila perizie sbagliate provocheranno 100 mila cause perse,analizziamo insieme tutto .

L’usura, in tanto, nel nostro ordinamento, è riconosciuto un reato perseguibile sia civilmente che penalmente ma è chiaro che prevenire è sempre meglio che curare (art.644 cp)

E’ buona norma dunque, qualora si voglia accendere un Prestito o un Mutuo conoscere alcune nozioni principali per tutelare i propri diritti.

La Banca D’Italia ogni tre mesi stabilisce i tassi di interessi che dovranno essere applicati dalle banche ad ogni tipo di contratto in relazione alla loro tipologia. Il superamento di questi tassi, detti tassi soglia, come più avanti vi mostreremo meglio, determina l’usura bancaria. Quest’ultima può essere di due specie, usura originaria contratta all’atto della stipula contrattuale e usura sopravvenuta che si manifesta durante il normale andamento del piano di rimborso.

Il tasso d’interesse è dato dal TAN (tasso annuo nominale) e TAEG (tasso annuale effettivo globale) queste due sigle, articolati e combinati in conteggi, sono differenti da una banca all’altra, il loro rilevamento è dato da fattori che li determinano quali: tipo di contratto, durata e rata, il superamento della soglia quindi, stabilita dalla Banca D’Italia determina l’USURA. Ricordiamo che in caso di superamento tasso soglia il contratto diventa gratuito e tutti gli interessi andranno restituiti Info www.deciba.it

Un’altra sigla a cui bisogna stare attenti è il TEGM (tasso effettivo globale medio) in questa, sono calcolati tutte le spese accessorie contratte in mutuo, quali: interessi corrispettivi, tasso di mora, spese assicurative, penali, insomma, tutto quello che riguarda le spese contratte e quelle periodiche.

Attenzione, è possibile, facendo un confronto semplicissimo sulle sigle TAEG e TEGM, verificare in un primo momento, se il prestito che ci viene offerto sia per noi vantaggioso o meno, infatti, se la percentuale del Taeg risulta inferiore al Tegm, vuol dire che il prestito si mostra vantaggioso e corretto per noi e che soprattutto mantiene i canoni regolari dell’andamento del mercato, nel caso contrario invece, e cioè se il Taeg è superiore al Tegm, allora, il consiglio è quello di cambiare immediatamente Banca.

Questo video spiega con semplicità la procedura di accertamento

La tipologia dei tassi di interessi applicata sui Mutui o prestiti, sono, Tasso Fisso e Tasso Variabile, in questi casi bisognerà calcolarne i vantaggi prima di scegliere, valutare il risparmio, e la cosa più importante è ovviamente quella di farsi due conti prima di firmare. Può verificarsi in seguito alla stipula di un mutuo, a secondo dei mercati e all’incidenza dei saggi d’interessi, che vi sia un vantaggio passare dal tasso fisso al tasso variabile o viceversa a secondo delle nostre convenienze, c’è sempre, comunque, la possibilità di chiedere alla propria banca una rinegoziazione e la si può richiedere in ogni momento e tutte le volte che vogliamo.

Diffidate ovviamente ogni forma restrittiva in tal senso, la banca è tenuta a dare corretta informazione per via delle norme che regolano tali rapporti, i tassi, come sopra abbiamo detto, cambiano trimestralmente, pertanto, è un nostro diritto scegliere e cambiare il tasso d’interesse a nostro vantaggio, valutarne ogni effetto che si può rivelare nel tempo e così cambiarlo.

Facciamo adesso un esempio di calcolo per capire quale sia il Tasso Soglia Usura (TSU).

Dal 14 maggio 2011 il limite oltre il quale gli interessi sono ritenuti usurari è calcolato aumentando il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di un quarto cioè 25% , a cui si aggiungono ulteriori 4 punti percentuali la formula è la seguente: TSU= TEGM*1,25+4

Con un esempio sarà facilissimo comprendere meglio.

Allora, se il nostro TAEG è 6, il limite soglia oltre il quale sarà riconosciuta l’usura sarà: 6+1,5+4 = 11,5, quest’ultimo come possiamo vedere è considerata la Soglia limite.

Inoltre la differenza tra tasso Soglia e il Tasso Effettivo Globale Medio non può e non deve comunque mai essere superiore a 8 punti percentuali

Commento alla sentenza 350/2013 sulla natura dell’ USURA

In ordine a quanto è avvenuto negli ultimi anni in molte aule di tribunali, molti mutuatari sono stati indotti a fare causa alle banche per usura bancaria, molti studi professionali e professionisti elaboravano Perizie Econometriche applicando quanto interpretato dalla sentenza della Corte, gli attori deducevano la natura usuraria del proprio mutuo e chiedevano, in base le loro risultanze, che nella valutazione del superamento dei tassi soglia venissero tenuti conto anche gli interessi di mora e delle altre spese previste in caso di ritardato pagamento, ebbene, il tutto si è rivelato un grosso abbaglio che non ha portato a niente se nella fattispecie lo sforamento dei tassi soglia avveniva solamente per sommatoria del tasso nominale con quello del tasso soglia.

Riportiamo alcuni spunti giuridici sulla materia che stiamo affrontando – Sentenza n. 206/2017 pubbl. il 24/02/2017 RG n. 3870/2013 superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Corte cost. 25 febbraio 2002 n. 29: “il riferimento, contenuto nel D.L. n. 394 del 2000, art. 1, comma 1.

Le verifiche effettuati dai CTU, chiamati a periziare, in molti tribunali, hanno ritenuto che le prospettazioni attoree, in questo senso, sono del tutto infondate, le loro richieste venivano avanzate solamente sulla base di interpretazioni di una sentenza ma non sull’effettiva natura dell’usura.

Riportando alla luce la sentenza di Cassazione n. 350/2013 in senso stretto del commento, possiamo dire che le interpretazioni della sentenza sono state ben discordanti tra loro, la Cassazione ha semplicemente affermato che anche la pattuizione relativa al saggio degli interessi moratori debba essere oggetto di valutazione in ordine al superamento del tasso soglia, senza tuttavia esprimere il principio secondo cui i tassi pattuiti con funzioni distinti ed autonome, debbano essere considerati fonti unitarie.

In altre parole, in nessun punto della sentenza n. 350 del 2013 risulta scritto che gli interessi corrispettivi e quelli di mora debbano essere sommati, la maggiore osservazione assunta dalla giurisprudenza fino ad ora è stata quella di avere un orientamento univoco, la tesi del cumulo fra interessi moratori e corrispettivi non deve e non può essere condivisa in ragione della diversità funzionale delle due categorie di interessi.

DECIBA fra i massimi esperti (www.deciba.it) in materia danno un’allarma,sono state vendute oltre 100 mila perizie con la somma dei tassi e probabilmente perderanno tutte .

Difatti, il tasso di mora ha una autonoma funzione quella della penalità per il fatto imputabile al mutuatario e solo eventuale, del sopraggiunto ritardato pagamento, e quindi la sua incidenza va esclusivamente rapportata al protrarsi ed anche alla gravità della inadempienza, del tutto diversa la funzione di remunerazione propria che riguardano gli interessi corrispettivi o nominali che siano.

Sussiste, inoltre, una notevole differenza tra interessi nominali ed interessi moratori con riferimento alla base di calcolo ed ai periodi di applicazione. Gli interessi corrispettivi, per la propria natura, si applicano sull’ammontare totale del credito e per il periodo di durata di tutto il finanziamento. Gli interessi di mora si applicano, invece, sull’ammontare delle rate non pagate ed esclusivamente per il periodo relativo all’inadempimento.

Sulla base di tale tesi, va osservato dunque, che gli oneri derivati dagli interessi di mora non partecipano alla natura corrispettiva, quindi non possono essere oggetto di rilevazione dell’usura e poi, in riferimento alla normativa in materia di usura il corrispettivo è il tasso inequivocabilmente legato al fisiologico ed ordinario svolgimento del contratto, al contrario invece, gli oneri derivanti dagli interessi di mora, essi, infatti, non partecipano alla natura corrispettiva in quanto per la loro applicazione non possono rientrare nell’orbita naturale della rilevazione dell’usura.

Con i giusti calcoli e professionisti ogni giorno la banca paga,stiamo attenti,non tutti sono adeguatamente preparati .

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DECIBA: LE BANCHE RISARCISCONO OGNI GIORNO

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Ogni giorno le banche emettono assegni a rimborso o risarcimento,la banca è un’azienda,se sbaglia paga.
Conto correnti,Mutui,leasing,prestiti,le anomalie sono tantissime,con un’adeguata procedura e giusti professionisti si ottengono i risultati sperati.
L’informazione in questo campo è molto scarsa,giornali,televisioni,radio hanno spesso come clienti commerciali le banche,senza entrare nel complottismo il tutto è molto semplice,ogni azienda non può mettere in difficoltà i propri clienti. Lo possiamo capire per società commercializza quando si tratta di informazione pubblica il tutto dovrebbe essere a tutela del Cittadino,purtroppo oggi più che mai sembra che la Politica sia molto vicina alle Banche.
Se le persone vedessero quante transazioni e risarcimenti ogni giorno le banche fanno tutti si convincerebbero di controllare i vari prodotti bancari.

La Legge funziona,se la banca sbaglia paga.

Nel web troviamo pensieri discordanti e risultati completamente diversi,ci sono professionisti che vincono e altri che perdono,per quale motivo ?

Controllare le banche è un nuovo lavoro,spesso l’errore è pensare che il proprio commercialista o avvocato deve essere necessariamente un’esperto in matematica finanziaria,se fosse così non ci sarebbero risultati completamente diversi. Possiamo dire che in ogni ristorante si mangia bene ? eppure il cibo è uguale … possiamo fare mille esempi,il gruppo DECIBA www.deciba.it www.deciba-professional.it dichiara che in Italia ci siano al massimo 5 grandi professionisti del settore,la proposta commerciale è di circa 500 operatori del campo . Grosse società SPA che vendono perizie sbagliate o psuedo periti commercialisti che entrano nel business senza avere la giusta competenza per vincere . Nel web possiamo trovare tutto al contrario di tutto,quello che possiamo valutare sono i dati oggettivi,i professionisti che vincono ci sono e purtroppo costano molto.

Uno dei massimi esperti in materia il Dott.Gaetano Vilnò Presidente DECIBA è molto chiaro,nessuno ti regala niente,quelli bravi si fanno pagare.

Questo video da ulteriori informazioni

Vi consigliamo sempre di fare ricerche adeguate.

Ulteriori informazioni www.deciba.it

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LE BANCHE PERDONO 300 MILA EURO IL RISARCIMENTO MEDIO

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Perché sempre più risparmiatori fanno causa alle banche? I servizi delle Iene hanno mostrato come verificare il superamento del Tasso Soglia Usura sia diventata pratica sempre più frequente e come, negli ultimi anni, sempre più banche italiane siano state costrette a restituire il denaro estorto ai risparmiatori.

Le procedure in realtà sono semplici,Conto Corrente,Mutui,Leasing,questi prodotti bancari spesso violano la Legge,necessità una accertamento preventivo e se vengono rilevati illeciti o reati si parte con la richiesta di risarcimento con la Banca

Ulteriori informazioni www.deciba.it

Attenzioni ai professionisti scelti,in Italia le persone preparate in questo settore si contano su una mano,fare una preanalisi errata significa perdere la Causa .

Ovviamente, per avviare una causa il gioco deve valere la candela. Più la somma da recuperare è ingente, più conviene rivolgersi a ui professionisti. Sugli interessi eccessivi applicati dalle banche ci sono ormai centinaia di sentenze favorevoli ai clienti, censite anche da un’inchiesta di Panorama, con un risarcimento medio di 292.327 euro. Sulla convenienza di andare fino in fondo o tentare un accordo la valutazione è poi del singolo risparmiatore.

Le banche, dovendo affrontare tanti contenziosi, si rivolgono spesso a studi legali esterni, i quali in genere hanno tutto l’interesse a fare la causa fino in fondo, perché in questo modo l’avvocato guadagna di più. Spesso sono invece i professionisti dei risparmiatori che propongono le transazioni e ottengono l’esito sperato in un tempo ragionevole.

Il video sottostante spiega perché sia giusto fare causa alle banche. Dott- Gaetano Vilnò, Presidente di Deciba (prima associazione in Italia ad aver ottenuto l’annullamento e il blocco dell’asta giudiziaria, il risarcimento totale degli interessi versati alla banca in caso di mutuo, finanziamenti e leasing) spiega perché è giusto fare causa alle banche che sono quasi sempre in torto. Affidarsi a professionisti veri può aiutare anche ad ottenere la gratuità del debito. Inoltre, se si dimostra che i tassi d’interesse sono in usura (il 99% dei casi) è possibile ottenere la TOTALE RESTITUZIONE DEGLI INTERESSI VERSATI, il risarcimento del bene pignorato e venduto all’asta e molto altro ancora.

Questa Intervista risponde a molte domande

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AGENZIE DEBITI E DIFESA ATTENZIONE AL GIUSTO PROFESSIONISTA

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Nel web stanno nascendo tantissime società che si occupano di risolvere problemi con banche e debitori vari ma attenzione il rischio è di cadere dalla pentola alla brace.
L’associazione DECIBA www.deciba.it evidenzia questo rischio,qualche tempo fa

Agenzia Debiti che ha avuto una visibilità molto importante e purtroppo altrettanto problemi con i clienti,oggi è in via di fallimento. Difesa dei debitori è un’argomento molto sentito,società e associazioni promuovono soluzioni spesso costose e senza nessun tipo di risultato,attenzione ai professionisti scelti.

agenzia_debiti_spa_difesa

In rete basta fare una ricerca per trovare tantissimi gruppi commerciali in questo senso,fra le più in vista DIFESA DEBITORI SPA “PROTEZIONE ED AIUTO INDEBITATI ” questo lo spot .
Il logo ha un guerriero su di un cavallo che con scudo sembra combattere i nemici. L’immagine proposta è di uno staff bello ed elegante in un’ufficio che non sembra ad essere in Italia (magari sbagliamo ) .

difesa_debitori_attenzione_recensioni

Queste non sono accuse ma semplicemente riflessioni,all’interno del sito non si evince nessun nome di nessun professionista,fra i servizi erogati parlano anche di Usura e Anatocismo,sappiamo che questo argomento è specifico e richiedete una preparazione di alto livello .

Mettendo la parola chiave difesa,emergenza,debiti,equitalia,banche possiamo trovare un’infinità di società che offrono tutto,attenzione a verificare sempre chi sono e quanto costano i servizi che propongono .

Indicazioni

Osservate il sito di chi si propone,solitamente è meglio decidere per quelle società che non usano immagini di fantasia ma ci mettono la faccia. Numero di telefono devono essere fissi e nella ricerca “chi siamo” devono comparire i nomi delle persone o professionisti responsabili delle promozioni .

Meglio trovare cattive recensione che nulla

Questa regola in molti già la conosco,chi truffa basa la struttura in modo anonimo,le società che lavorano hanno le persone contente ma anche quelle scontente,avere recensioni è un indicatore molto importante. Non fermatevi mai alla prima recensione o sito che parla male di uno o dell’altro fate un po’ di ricerca e poi deciderete con dati alla mano .

Abbiamo affrontato più volte l’argomento,falsi salvatori o persone che apparentemente sembravano aiutare le persone,fate sempre ricerche congiunte e vedrete che alla fine sarà di aiuto al fine di capire meglio chi scrive e cosa scrive

Recentemente abbiamo parlato del blog deborah betti,Sig.ra che ha avuto problemi con la società commerciale sol centro studi,verificando molti dati abbiamo scoperto che è una web marketing e che cercava visibilità e non giustizia.

Qui l’articolo

http://www.disinformazionebancaria.it/2790/deborah-betti-il-blog-contestato.html

http://www.movimentorevolution.it/?p=4649

http://www.movimentorevolution.it/?p=5341

Concludendo,l’invito è sempre uguale,informatevi e fate ricerche approfondite,ci sono fake new ma ci sono anche blog e siti pagati per fare buona o cattiva pubblicità,solitamente incrociare i dati ci da buoni indizi per fare la giusta scelta .

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