EQUITALIA DIVENTA EQUIENTRATE L’ENNESIMA PRESA IN GIRO

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L’addio a Equitalia entro la fine dell’anno sembra cosa ormai fatta: al suo posto dovrebbe nascere un dipartimento interno all’Agenzia delle Entrate che riscuoterà i crediti non solo della stessa Agenzia, ma anche delle altre pubbliche amministrazioni (ad esempio Inps, Inail, ecc.).

Si chiamerà Equientrate e il nome rispecchia perfettamente la composizione del nuovo organismo: una fusione per incorporazione di Equitalia all’Agenzia delle Entrate. Le regole per il debutto del nuovo Agente per la riscossione saranno inserite nella legge di fine anno (anch’essa riformata: non si chiamerà più Legge di Stabilità ma Legge di Bilancio) che arriverà al consiglio dei Ministri entro fine ottobre.

ENNESIMA PRESA IN GIRO DEL GOVERNO RENZI

Equitalia non muore completamente, dunque. O meglio, non muoiono le sue funzioni, i suoi metodi e, soprattutto, i suoi crediti: con la sola differenza che, nella stanza dei bottoni, ci sarà ora l’Agenzia delle Entrate (nonostante i recenti scandali che l’hanno interessata di recente).

Resta da chiedersi quanto tempo, dal passaggio di consegne, sarà necessario per avviare le attività di riscossione vere e proprie: nelle more dell’incertezza che, da sempre, caratterizza la nostra pubblica amministrazione ogni volta che viene interessata da una riforma, si potrebbe verificare la prescrizione per ben più di un credito. Con la conseguenza che il “periodo intermedio” potrebbe portare un alleggerimento del carico fiscale a favore di numerosi contribuenti. Insomma, gli italiani potrebbero avvantaggiarsi ancor di più dell’incapacità di Equientrate di affrontare il cambiamento e della conseguente inerzia nell’interrompere i termini di prescrizione.

Allo studio c’è anche un’altra soluzione: quella di dividere le competenze di Equitalia tra le Entrate e il Ministero dell’Economia. La proposta vuole altresì eliminare per sempre l’aggio, lasciando in vita solo gli interessi legali. «Equitalia», ha dichiarato a ItaliaOggi Boccia, «funziona bene per la capacità di riscuotere, funziona male, invece, per i costi elevati della stessa attività. L’obiettivo della mia proposta è quello di ridurre i costi del 30% facendo fare a una struttura dello stato l’attività».

Resta il problema di come gestire il passaggio dei dipendenti di Equitalia (in tutto 8 mila): la loro migrazione all’interno delle pubbliche amministrazioni richiederebbe – così come Costituzione impone – un pubblico concorso, mentre invece essi sono stati assunti con chiamata diretta e contrattualizzati con il ccnl dei bancari.

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CONTROLLARE LA BANCA L’ATTUALE BUSINESS AZIENDALE

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L’usura bancaria è vista come una dannazione sociale,effettivamente se non facciamo la scelta di informaci e difenderci la è .

Le sentenze positive per l’utente si moltiplicano,l’argomento viene tratto poco e niente dai grandi media,eppure ci sono reali opportunità di vittoria.

Un controllo adeguato permette all’azienda di comprendere se realmente il denaro vantato dalla banca è reale,basta fare un accertamento,assicura DECIBA che le sorprese sono enormi .

I conto correnti interessanti sono quelli affidati,in poche parole dove l’azienda ha usufruito di saldo buon fine,anticipo futura ,fidi,solitamente la banca commette errori a volte involontario a volte volontario,l’unico modo per comprenderlo e fare una preanalisi.

Per approfondire l’argomento vi consigliamo www.deciba.it
oppure chiamate direttamente la Sede Nazionale DECIBA 0521/241417

Questo campo è abbastanza nuovo,affidarsi a professionisti seri è molto importante,questo farà la differenza fra vincere e perdere .

L’invito del Presidente DECIBA a risvegliarsi ,oggi chi è informato né avrà un forte beneficio.

La banca è forte non davanti alla legge,la banca è forte per la disinformazione in questo campo,le aziende che hanno ricevuto risarcimenti importanti sono migliaia .

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BNL CONDANNATA A PAGARE 8 MILIONI DI EURO

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Derivati, Bnl deve risarcire 8 milioni a un’azienda: “Le ha venduto strumenti speculativi invece che di protezione”

Mentre la Corte dei Conti mette nel mirino quattro dirigenti del Tesoro per i derivati sul debito pubblico sottoscritti con Morgan Stanley, a Milano il Tribunale condanna Bnl a risarcire 8 milioni di euro a un’azienda che nel 2007 aveva sottoscritto un derivato per proteggersi dalla fluttuazione dei tassi a latere di un finanziamento da 38 milioni. Si tratta di una cifra record alla quale vanno aggiunti altri due milioni di interessi. Senza contare che la sentenza (10049/16 pubblicata il 13 settembre) si configura come un riferimento giuridico innovativo per le aziende che hanno sottoscritto derivati ad alto rischio.

Ma come sono andate esattamente le cose e soprattutto su quali basi il Tribunale di Milano ha deciso di condannare la banca? Nel 2007, la filiale italiana di una multinazionale francese aveva stipulato un finanziamento da 38 milioni con una banca tedesca. L’operazione era finalizzata alla realizzazione di un centro commerciale. Ma il contratto prevedeva anche l’obbligo di copertura dal rischio di possibile un rialzo del tasso variabile previsto dal finanziamento. Così un’altra azienda, riconducibile al medesimo gruppo, aveva sottoscritto con Bnl un contratto derivato swap con dichiarata finalità di copertura.

Il Presidente DECIBA Gaetano Vilnò spiega perché controllare la banca e come farlo

“La finalità del contratto doveva essere la copertura del rischio derivante dalla fluttuazione dei tassi di interesse applicati al finanziamento”, spiega la sentenza. Tuttavia secondo quanto riferisce il Consulente tecnico d’ufficio, Gino Gandolfi, “benché la negoziazione del contratto derivato non deve ritenersi, in linea di principio inopportuna” (…) lo strumento sottoscritto dalla parte attrice non può considerarsi di pura copertura e, per tale ragione, debba intendersi (prevalentemente) speculativo”. In altre parole, alla società il derivato non serviva affatto. Ma c’è di più.

Secondo l’avvocato Franco Fabiani che cura gli interessi della società, l’aspetto più rilevante della sentenza sta nelle motivazioni del giudice Margherita Monte. “Il tribunale ha riscontrato inadempienze comportamentali in termini di diligenza e correttezza da parte della banca”, spiega Fabiani che, nella causa, è stato affiancato dall’avvocato Marco Dalla Zanna. Fra queste la mancanza della funzione di piena copertura del rischio, la presenza di commissioni occulte per 500mila euro, l’assenza dell’indicazione del mark to market (il valore di un derivato in un dato istante) e del suo metodo di calcolo. Secondo la sentenza, queste inadempienze non hanno causato la nullità del contratto, ma hanno fatto scattare la responsabilità dell’istituto di credito e il conseguente diritto al risarcimento del cliente. Anche a dispetto del fatto che l’azienda in questione sia stata ritenuta dai giudici un “operatore qualificato”, cioè in grado di comprendere la tipologia di contratto sottoscritta. E che nel contratto fosse prevista l’applicazione della legge inglese nella risoluzione delle controversie.

Per queste ragioni “la sentenza rappresenta un importante passo avanti nella consacrazione degli obblighi comportamentali cui la banca è normativamente tenuta, a prescindere dalla classificazione del cliente”, conclude Fabiani. “E’ un importante segno di consolidamento dell’orientamento giurisprudenziale sul tema della criticità e impugnabilità dei contratti finanziari derivati interest rate swap”, un tipo di prodotto proposto dalle banche alle imprese per la copertura dei rischi legati alla fluttuazione dei tassi d’interesse. Naturalmente si tratta di un giudizio di primo grado e, viste le cifre in ballo, c’è da scommettere che Bnl non si darà per vinta. Il ricorso in appello è insomma dietro l’angolo.

Fonte : http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/16/derivati-bnl-deve-risarcire-8-milioni-a-unazienda-le-ha-venduto-strumenti-speculativi-invece-che-di-protezione/3036106/

DECIBA assicura he la Banca quando viola la legge perde,consiglia di affidarsi sempre a professionisti adeguatamente preparati alla materia .

www.deciba.it

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DECIBA ESPERTI IN DIRITTO BANCARIO “MULTA ANTITRUST A BANCA POPOLARE DI VICENZA

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Un vero e è proprio ricatto ,molti imprenditori conosco questo metodo utilizzato da molte banca ,diventa socio e ti agevole nell’erogazioni di prestiti .

Un video molto interessante spiega cosa è successo e invita gli imprenditori italiani a svegliarsi

Quattro milioni e mezzo di euro è questa la cifra della maxi multa che l’Antitrust ha comminato alla Banca Popolare di Vicenza per pratiche commerciali scorrette vietate dal Codice del Consumo. L’accusa mossa alla banca è di aver costretto i consumatori a diventare soci al solo scopo di poter ottenere un mutuo agevolato.

In tal modo l’istituto avrebbe potuto finanziarie le operazioni di aumento di capitale sociale svolte nel 2013 e nel 2014. I fatti sono avvenuti tra il 2013 ed aprile 2015 quando la Banca Popolare di Vicenza ha subordinato l’erogazione ai suoi clienti di mutui per l’acquisto di azioni od obbligazioni convertibili della stessa banca, i cosiddetti “mutui soci”. In cui le condizioni economiche risultano migliori rispetto ai mutui ordinari. Da qui i consumatori sono stati indotti ad acquistare pacchetti minimi di 100 azione e per continuare a beneficiare di quelle condizioni era necessario poi non vendere i titoli.

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La pratica scorretta, emersa ampiamente dalle indagini della magistratura e dalle ispezioni della Bce, ha permesso così all’istituto all’epoca presieduto da Gianni Zonin di “giungere al successo delle operazioni di aumento di capitale e raggiungere gli obiettivi ivi prefissati”, come si legge nel comunicato dell’Antitrust.

L’Autorità inoltre ha rivelato che contestualmente alla sottoscrizione dei mutui soci, i clienti erano stati costretti anche ad aprire un conto corrente riservato “con la prospettazione della necessità di instaurare presso la banca un nuovo rapporto di conto corrente ai fini del perfezionamento del mutuo soci e della possibilità di usufruire anche in questo rapporto dei vantaggi della qualifica di soci”.

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Da qui la multa da 4,5 milioni di euro, un’altra batosta per la banca vicentina che la scorsa primavera è finita sotto l’ala del Fondo Atlante, e che appena il 5 settembre aveva annunciato di aver chiuso il primo semestre dell’anno con una perdita di 795 milioni di euro.

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3 MILIONI DI FAMIGLIE VITTIME DI USURA

VITTIME DI USURA. Ieri sera sono stato ospite di una nota web radio nazionale – radio informazione libera – gli argomenti erano 2 – l’euro “un affare per le banche” e l’altro sulle imprese e l’economia.

Approfitto per ringraziare sia gli ascoltatori di ieri sera che lo speaker Antonio Corcione e tutti gli ospiti presenti che erano assolutamente preparati, dei veri professionisti, Marco Mori, Claudio Quaranta, Ivan Dos, Gaetano Balsamo e Stefano Nicoletti. Dovevano partecipare due parlamentari dei 5 stelle ma ieri sera le riunioni del direttorio per il CASO RAGGI A ROMA si sono prolungate sino tarda notte come molti di voi sanno,  ma questo argomento sarà affrontato proprio questa sera sempre su RADIO INFORMAZIONE LIBERA dove ci saranno come ospiti sia Di Battista che Di Maio e Gaetano Vilnò.

Oggi questo articolo è dedicato al  SOLE 24 ORE che riporta una notizia sconvolgente, una notizia che fa più vittime di tutti i terremoti accaduti in italia, forse in europa o nel mondo non saprei..

Stiamo parlando di cosa è accaduto a seguito della profonda crisi economica, dall’aumento della disoccupazione e da serissime difficoltà finanziarie per le imprese e per le famiglie. “Un terreno questo dove ha trovato facile diffusione il reato di usura”

E parliamo di dati certi, di 3 milioni di famiglie coinvolte e in questi tre milioni la gran parte sono certamente imprenditori, quindi nei 3 milioni non sono considerati i costi dell’indotto aziendale, dei dipendenti e le loro famiglie colpite da questa CATASTROFE.

Di questa CATASTROFE italiana che si chiama usura voglio leggervi l’articolo del Sole 24 Ore che mi ha colpito molto perché il giornalista Daniele Zinni racconta la brutta storia di un ex imprenditore romano che assomiglia tantissimo ad un caso che sto seguendo di una signora caduta nella stessa situazione qui nel milanese, in brianza.

www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/usura-eurispes-vittime-milioni

Salto ogni considerazione su questo genere di reato e su come la legge dovrebbe agire dal mio punto di vista perché è scontato come la penso ma questo è quello che accade OGGI.

Voglio quindi dare due consigli a coloro che si trovano già in questa situazione o a coloro che stanno pensando di chiedere un aiuto allo strozzino di turno:

  • Se ci stai pensando NON farlo – NON farlo perché non ti faranno più uscire dal loro business se non dopo averti “spremuto come un limone” e buttato nell’immondizia insieme alla tua famiglia.
  • Se l’hai già fatto e ti trovi in questa situazione devi assolutamente rivolgerti ad un centro antiusura locale e sapranno consigliarti. Hai bisogno di un aiuto, hai bisogno di parlare con qualcuno di questa faccenda non puoi tenerti tutto dentro e in queste strutture ci sono professionisti che possono darti una mano.

E poi c’è un altro canale che produce danni da usura che è quello delle banche e delle finanziarie ed anche in questo caso, purtroppo, è quasi sempre  la disinformazione  la causa di tutti i futuri guai.

In Italia ci sono 30 milioni di contratti bancari– il 40% delle imprese che “lavora con i soldi delle banche” vive questa situazione con gravissimi disagi perché in gran parte i debiti sono già in stato di sofferenza.

Lo strapotere delle banche sulla collettività ha portato al fallimento centinaia di risparmiatori e imprenditori e al suicidio centinaia di imprenditori, cosa di cui i media ormai non parlano più così .

Lo stato attuale delle cose è che ll Sistema Bancario, così come quello tributario, presenta un gran numero di anomalie che si trasformano in illeciti ai danni dei correntisti e dei contribuenti.

Talvolta i risparmiatori sono addirittura all’oscuro del danno subito e spesso tra la crisi e le perdite che sembrano inspiegabili, si abbandonano a sé stessi, quando invece sarebbe realistico recuperare centinaia di migliaia di euro ribellandosi a questo sistema perverso che vede le banche trattare i propri clienti come un pollo da spennare.

Ad esempio in tante situazioni siamo riusciti ad evitare il peggio perché gli imprenditori che si stavano rivolgendo alla criminalità organizzata avevano dei conti correnti con importanti linee di credito in “profondo rosso”, bloccati dalle banche, messi al rientro o anche in situazioni più avanzate dove grazie ad un controllo sui loro rapporti bancari abbiamo scoperto che in alcuni casi era la banca a dover restituire dei soldi al suo cliente ed in altri il debito era infinitamente minore.

Oppure salvare famiglie che si stavano rivolgendo a strozzini per ottenere danaro e presentarsi all’asta per riacquistare la loro abitazione pignorata, scoprendo che la banca aveva erogato il mutuo in forma, anche lei, USURARIA, e quindi il giudice esecutivo ha bloccato l’asta.

Ecco che quando i media, i social e soprattutto facebook diventano utili NON solo per postare delle belle o brutte fotografie, per condividere le nostre emozioni e i nostri sentimenti, ma vengono utilizzati anche per INFORMARSI E COMPRENDERE , ecco che allora hanno davvero una grande utilità. Ma se poi questa utilità la si tiene solo per sé e NON la si condivide con i propri contatti, allora c’è un altro problema da analizzare, il perché!  Io credo che una delle ragioni sia la timidezza, la riservatezza , la paura di essere “criticati”, sentimenti di questo tipo – poi ci sono tanti altri motivi per carità ma mi riferivo alle paure del “vorrei ma non posto”.

Alcuni anche quando sono d’accordo con ciò che leggono non ci mettono nemmeno il like per paura di essere tacciati politicamente come di destra o di sinistra, o come atei o cristiani insomma, si HA PAURA DI ESSERE GIUDICATI! Lasciatemelo dire, che palle!
Liberatevi del vostri io razionale che vi tiene legati e che lega le vostre emozioni, scioglietevi!

PRODUZIONE RISERVATA©
Ilario Fabiano

Radio Informazione Libera – Risarcimento Mutui – Deciba Milano – Disinformazione Bancaria

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RISARCIMENTO MUTUO IN USURA MILANO PROTAGONISTA

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Il tribunale di Milano è fra i più evoluti in Italia ne diritto bancario,attualmente le cause contro le banche si moltiplicano esponenzialmente.

I giudici Milanesi da sempre sono un’esempio,infatti sono molti i tribunali Italiani che tengono presente l’opinione e l’orientamento ,cosi commenta il Segretario D.E.C.I.BA Ilario fabiano .

Molti luoghi comuni attanagliano l’informazione,una cosa certa è che se il Mutuo supera il tasso soglia ammesso dalla legge tutti gli interessi devono essere restituiti e quelli futuri non pagati

Lo stabilisce la legge Legge 108/96 art 1815 cc

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Il controllo è molto semplice,la segreteria DECIBA vi farà una preanalisi gratuita al fine di comprendere se avete il diritto o meno degli interessi versati .

Per analizzare seguire la procedura :

Per controllare necessitano : 

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ATTO NOTARILE  COMPLETO 
DOCUMENTO DI SINTESI 
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In base al risultato ottenuto verrà rilasciato un preventivo di eventuali costi da affrontare per attivare la richiesta di risarcimento del danno .
 
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ASSOCIAZIONE 

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Storia e applicazioni della legge

La questione dell’usura nel contratto di mutuo o finanziamento (ma non solo) fa parte di quelle tematiche che di tanto in tanto spuntano nel panorama giuridico a causa di mutamenti degli indirizzi giurisprudenziali e delle norme, in un rincorrersi rocambolesco di colpi di scena. Salvare il grande malato (il sistema bancario) permettendogli di fare ancora danni alle aziende ed alle famiglie, oppure applicare la legge n. 108 del 1996? Le norme, in verità, sono sempre state chiare; tuttavia la Giurisprudenza, anche a causa di un’infausta influenza della Banca d’Italia ha subito, nel tempo, non pochi mutamenti. La questione ultimamente sollevata dalla S.C., nella sentenza 325/13 e dalla sentenza gemella n. 602/13, trova fondamento nell’ovvio presupposto che il tasso di mora venga computato ai fini del calcolo del tasso effettivo globale medio annuo: l’usura, in quanto tale, trova sviluppo nel momento del bisogno e, dunque, è ovvio che l’interesse di mora vada computato ai fini dell’applicazione della legge sull’usura. Questa ovvietà è stata in verità obiettata da numerosissime sentenze che hanno negato al tasso di mora, alle CMS, ecc., di poter rientrare nel calcolo del tasso usurario: questo per una sorta di sudditanza psicologica dall’ente che per eccellenza ha caratterizzato la massima espressione della competenza nella politica bancaria, senza tener conto che detta entità non può sostanzialmente essere indipendente a causa della sua composizione societaria. Infatti, la Banca d’Italia è la Spa delle banche e nel ruolo dell’usura ha giocato un ruolo marcatamente filobancario: ci sono voluti 15 anni perché la S.C. se ne accorgesse. La logica dei filobancari per escludere la rilevanza dell’interesse moratorio ai fini dell’usura era quella di considerare il tasso di mora come un interesse punitivo, legato all’inadempimento e, dunque, derivante dalla rottura dell’equilibrio sinallagmatico addebitabile ad un evento patologico legato alla sfera volontaria, o quantomeno consapevole, del cliente che non pagava la rata. Le sentenze della Cassazione n. 325 e 602 del 2013, in verità, non rappresentano alcuna novità, ma consolidano la corrente di pensiero maturatasi nell’ultimo decennio. Il tenore letterale della norma dell’art. 644, comma 4, c.p. induce chiaramente a ritenere compresi nel tasso gli interessi corrispettivi, quelli compensativi ed anche quelli risarcitori. Ma, come si è detto, l’interpretazione proposta non è stata subito pacifica dopo l’entrata in vigore della legge: basti pensare che la Banca d’Italia ha creato tutti i presupposti per innalzare, in favore delle banche, il tetto del tasso di soglia, escludendo (contra legem) numerose voci di costo. Ha isolato le CMS dal Teg, per poi (messa alle strette nel processo di Palmi) sostenere che, accanto all’usura sul tasso, ne esiste una differente sulle CMS. Ha negato che il tasso moratorio rientrasse nel TEG. Con questo andamento ondeggiante ha creato l’alibi al ceto bancario che si è visto assolto in tutti i processi perché si è operato senza alcun dolo. Dubbi interpretativi sono, ovviamente, sorti a seguito dell’emanazione delle prime istruzioni, del 30 settembre 1996, che la Banca d’Italia ha indirizzato agli operatori economici del settore per la rilevazione dei tassi trimestrali (la prima rilevazione è del marzo 97, con prima applicazione dal 1° aprile 1997). La Banca d’Italia ha indicato, sempre in palese violazione del testo di cui all’art. 2 della legge 108 del 7 marzo 1996, agli intermediari finanziari di escludere gli interessi di mora nel calcolo dei tassi praticati, da comunicare ai fini delle rilevazioni del TEGM. L’equivocità e confusione è risultata accresciuta dalla circostanza che il decreto del MEF, relativo alla pubblicazione dei tassi d’usura, sposa (come ha sempre fatto in tutti gli anni) le decisioni contra legem della Banca d’Italia e riporta all’art. 3, comma 2: “Le banche e gli intermediari finanziari, al fine di verificare il rispetto del limite di cui all’art. 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108, si attengono ai criteri di calcolo delle istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura emanate dalla Banca d’Italia.”. [….] A partire dal marzo 2003 una disposizione contenuta nell’art. 3, comma 4, dei decreti del MEF ha riproposto dubbi interpretativi e incertezze sull’assoggettabilità degli interessi risarcitori al limite della legge. Si tratta della norma che menziona un’indagine campionaria effettuata dalla Banca d’Italia nel III trimestre 2001, secondo la quale la maggiorazione stabilita nei contratti per i casi di ritardato pagamento sarebbe uguale — nella media — a 2,1 punti percentuali. Tale rilevazione – che illustra le condizioni di accesso e gestione del credito nella concreta realtà economica – non può autorizzare un’interpretazione in contrasto con la lettera della legge sui cardini della condotta illecita. Su questa esclusione si è fondata un’interpretazione restrittiva della norma penale che escludeva gli interessi moratori dall’ambito di applicazione della norma penale. La sentenza della Cass. n°5286/00[1] e quella della C. Cost. n° 29/2002[2] (gli interessi dei consumatori furono difesi da Adusbef) si sono pronunciate stabilendo che il tasso soglia comprende anche gli interessi moratori. Tale interpretazione trova conforto normativo (dirimente e positivo): •nel tenore letterale della Legge 108/96 (secondo cui l’art. 644 fissa il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari) e dell’art. 644 c.p. (secondo cui nella determinazione del tasso in concreto applicato si tiene conto di commissioni, spese e remunerazione a qualunque titolo escluse imposte e tasse); •nel contenuto dell’art. 1 del D.L.394/00 “interpretazione autentica della L.108/96 contenente disposizioni in materia di usura” convertito in L. 24/2001 che riconduce alla nozione di interessi usurari quelli convenuti “a qualsiasi titolo”. Tale espressione deve intendersi comprensiva anche degli interessi moratori, come si desume dalla relazione governativa che accompagna il decreto che fa esplicito riferimento a ogni tipologia di interesse sia esso corrispettivo, compensativo o moratorio. Trova altresì conforto giurisprudenziale:•nelle citate sentenze della Cass. n°5286/00 e della C. Cost. 29 del 25 febbraio 2002; •nella sentenza della Suprema Corte n° 12028 del 2010 (Gallo) in cui si afferma che la legge — art. 644 c.p. e L. 108/96 — è l’unica fonte legittimata all’individuazione e descrizione degli elementi costitutivi del reato e che la fonte normativa secondaria integra il precetto per la sola quantificazione – in senso strettamente economico – dell’entità della soglia; •nella sentenza n. 325 del 9 gennaio 2013 (Relat. Cons. Didone) testualmente i giudici di legittimità affermano che: “Quanto al profilo sub b) (usurarietà dei tassi) va rilevato che parte ricorrente deduce che l’interesse pattuito (inizialmente fisso e poi variabile) era del 10.5%, in contrasto con quanto è previsto dal D.M. 27/3/1998 che indica il tasso praticabile per il mutuo nella misura dell’8.29%. Tale tasso dovrebbe ritenersi usurario a norma dell’art. 1 comma 4 della L. 108/96 tanto più ove si consideri che fu richiesto per l’acquisto di un bene primario quale la casa di abitazione e che dovrebbe tenersi conto della prevista maggiorazione di 3 punti in caso di mora. La censura sub b), nella parte in cui ripete l’assunto – già correttamente disatteso dalla Corte di merito – secondo cui la natura usuraria discenderebbe dalla finalità del mutuo, contratto per l’acquisto della propria casa, è infondata in quanto, ai sensi del nuovo testo dell’art. 644, comma 3, c.p. sono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge ovvero “gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”. E, a tale scopo, non è sufficiente dedurre che il mutuo è stato stipulato per l’acquisto di un’abitazione. La stessa censura (sub b), invece, è fondata in relazione al tasso usurario perché dalla trascrizione dell’atto di appello risulta che parte ricorrente aveva specificamente censurato il calcolo del tasso pattuito in raffronto con il tasso soglia senza tenere conto della maggiorazione di tre punti a titolo di mora, laddove, invece, ai fini dell’applicazione dell’art. 644 del codice penale e dell’art. 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Corte Cost. 25 febbraio 2002 n. 29: “il riferimento, contenuto nell’art. 1, comma 1, del decreto-legge n. 394 del 2000, agli interessi a qualunque titolo convenuti rende plausibile – senza necessità di specifica motivazione – l’assunto, del resto fatto proprio anche dal giudice di legittimità, secondo cui il tasso soglia riguarderebbe anche gli interessi moratori”; Cass., n. 5324/2003). Ciò posto, le fonti secondarie non possono prevalere sull’interpretazione letterale della norma della legge (limite oltre il quale gli interessi sono SEMPRE usurari) ribadita dalla legge interpretativa del 2000 (DL 394/00 conv. L. 24/2001). La norma penale rinvia ai decreti MEF perché intende ancorare il tasso soglia ad un indicatore fisiologico del mercato del credito che riproduca il più fedelmente possibile le condizioni reali di accesso al credito. Infine, sulla valenza delle fonti secondarie e, segnatamente, sul valore delle Circolari della Banca d’Italia, vale la pena di riportare le parole delle S.C. 46669/2011 ed il ruolo effettivamente svolto dalla Banca d’Italia nell’affare usura: “Quindi, come peraltro rilevato sia dal Tribunale[3]e dalla Corte territoriale[4], anche la CMS deve essere tenuta in considerazione quale fattore potenzialmente produttivo di usura, essendo rilevanti ai fini della determinazione del tasso usurario, tutti gli oneri che l’utente sopporta in relazione all’utilizzo del credito, indipendentemente dalle istruzioni o direttive della Banca d’Italia (circolare della Banca d’Italia 30.9.1996 e successive) in cui si prevedeva che la CMS non dovesse essere valutata ai fini della determinazione del tasso effettivo globale degli interessi, traducendosi in un aggiramento della norma penale che impone alla legge di stabilire il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. Le circolari e le istruzioni della Banca d’Italia non rappresentano una fonte di diritti ed obblighi e nella ipotesi in cui gli istituti bancari si conformino ad una erronea interpretazione fornita dalla Banca d’Italia in una circolare, non può essere esclusa la sussistenza del reato sotto il profilo dell’elemento oggettivo. Le circolari o direttive, ove illegittime e in violazione di legge, non hanno efficacia vincolante per gli istituti bancari sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia, neppure quale mezzo di interpretazione, trattandosi di questione nota nell’ambiente del commercio che non presenta in se particolari difficoltà, stante anche la qualificazione soggettiva degli organi bancari e la disponibilità di strumenti di verifica da parte degli istituti di credito.” Pertanto, essendo l’usura un reato istantaneo (cfr. Consulta n. 29/2002), va detto che il reato si perfeziona al momento della sottoscrizione del contratto di mutuo; pertanto, con riferimento a questo momento storico, va valutato se il tasso corrispettivo o quello di mora sia superiore o meno al tasso di soglia rilevato dai bollettini trimestrali del Ministero del Tesoro a quella data. D’altro canto, gli interessi, che al momento della stipula del contratto che li contempla non sono usurari, non possono in alcuno modo divenirlo in un momento successivo. Ciò si evince chiaramente anche dal disposto dell’art. 1815, 2° comma, cod. civ., che commina la nullità, originaria, della clausola con cui sono convenuti interessi usurari. L’indagine deve, quindi, essere condotta verificando la legittimità degli interessi che erano stati stipulati nel contratto. Il reato di usura, dunque, sussisterà nel momento in cui le parti sottoscriveranno un contratto usurario: la legge, sia penale che civile, punisce il semplice fatto (giuridico) della conclusione (stipula) del contratto con cui si chiedono interessi usurari, cioè dei corrispettivi per il finanziamento concesso superiori al tasso di soglia. Questi interessi, ai quali vanno sommate le commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo e le spese connesse (escluse solo imposte e tasse), ma anche gli interessi di mora (che ,pur essendo in un certo senso risarcitori o sanzionatori, non perdono la funzione remuneratoria dell’interesse che va ad arricchire – in maniera sproporzionata – la banca), sono (o possono essere) usurari quando complessivamente sono (o possono essere) superiori al limite di legge (tasso soglia) oppure inferiori, ma sproporzionati rispetto alla controprestazione e considerati i tassi medi. Va posto il problema della figura del Notaio, sotto il profilo del concorso e/o del favoreggiamento, nel processo di formazione ed in quello della consumazione del reato (sottoscrizione ed autentica delle firme) relativamente ai mutui usurari, relativamente alla fattispecie in cui lo stesso abbia formulato l’atto, sottoposto al suo vaglio professionale, tenuto anche conto che nella prassi il Notaio viene indicato dalla Banca e non scelto dal cliente. Per completezza sul punto si segnala che con d.m. 27 maggio 2013 il Ministero della Giustizia ha approvato le delibere del Consiglio nazionale del notariato n. 5 – 98 dell’11 gennaio 2013 e 2 – 110 del 9 maggio 2013, relative al Fondo di garanzia per il ristoro dei danni derivanti da reato commesso dal notaio nell’esercizio della sua professione. ll patrimonio del Fondo è destinato al ristoro dei danni derivanti da reato commesso dal notaio nell’esercizio della sua attività professionale, non coperti da polizze assicurative ed accertati ai sensi dell’articolo 22, commi 3 e 4 della legge 16 febbraio 1913, n. 89. Al di là del profilo penalistico, civilmente ci troviamo di fronte ad una sanzione prevista della legge ex art. 1815, comma 2, c.c., secondo cui “Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” (Il presente comma è stato così sostituito dall’ art. 4 L. 07.03.1996, n. 108 in vigore dal 24.03.1996 che sostituisce il testo previgente secondo il quale “Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e gli interessi sono dovuti solo nella misura legale”, pertanto improponibile sarà la riduzione del tasso nei limiti di quello di soglia, propugnato da taluna Giurisprudenza). Il cliente eccependo il mutuo usurario chiederà la dichiarazione di nullità parziale del negozio, ex art. 1419, comma 2, cc. che statuisce come: “ La nullità di singole clausole non importa la nullità del contratto, quando le clausole nulle sono sostituite di diritto da norme imperative (1339, 1354, 1500 e seguente, 1679, 1815, 1932, 2066, 2077, 2115).” Va sottolineato come il contratto di apercredito, a differenza di quello di mutuo, è sottoposto allo ius variandi della banca (cfr. art. 118 TUb), cioè al diritto di modificare unilateralmente e durante lo svolgersi del rapporto le competenze economiche spettanti alla banca, l’unica a “tenere il conto” in detto rapporto contrattuale. Quindi la modifica delle competenze non viene con una pattuizione originaria, ma avviene nel corso del rapporto: ecco perché un rapporto originariamente legale, può diventare in itinere usurario a causa dell’autonomo incremento delle competenze bancarie decise unilateralmente dalla banca: pertanto ad ogni comunicazione unilaterale della banca potrà verificarsi lo sforamento del tasso di soglia.Quasi coeva alla sentenza della S.C. del 9 gennaio 2013 n. 325 è quella dell’11 gennaio 2013 n. 602, redatta dal Consigliere Dogliotti, il quale analizza l’ipotesi dei c.d. mutui usurari stipulati prima della legge 108 del 1996: “giurisprudenza ormai consolidata (da ultimo Cass. N. 25182 del 2010) precisa che, con riferimento a fattispecie anteriore (come – pacificamente – nel caso che ci occupa) alla L. 108 del 1996 (disciplina “anti – usura”), in mancanza di una previsione di retroattività, la pattuizione di interessi ultralegali non è viziata da nullità, essendo consentito alle parti di determinare un tasso di interesse superiore a quello legale, purché ciò avvenga in forma scritta: l’illiceità si ravvisa soltanto ove sussistano gli estremi del reato di usura ex art. 644 c.p.: vantaggio usurario, stato di bisogno del soggetto passivo, approfittamento di tale stato da parte dell’autore del reato. Valide dunque le predette clausole contrattuali, è esclusa l’automatica sostituzione del tasso originariamente determinato con quello legale. Al contrario, trattandosi di rapporti non esauriti al momento dell’entrata in vigore della L. n. 108 (con la previsione di interessi moratori fino al soddisfo), va richiamato la L. n. 108 del 1996, art. 1 che ha previsto la fissazione di tassi soglia (successivamente determinati da decreti ministeriali), al di sopra dei quali, gli interessi corrispettivi e moratori, ulteriormente maturati, vanno considerati usurari (al riguardo, Cass. n. 5324 del 2003) e dunque automaticamente sostituiti, anche ai sensi dell’art. 1419 c.c., comma 2 e art. 1319 c.c., circa l’inserzione automatica di clausole, in relazione ai diversi periodi, dai tassi soglia.” La stessa sentenza, conferma che il tasso di mora rientra nel calcolo del tasso utile per la verifica del superamento del tasso di soglia usurario: “il CTU, sulla base della documentazione prodotta, con ragionamento immune da errori e vizi logici ha accertato che la Banca ha applicato interessi moratori superiori a quanto pattuito nonché al tasso soglia di cui alla L. n. 108 del 1996, e ha effettuato i relativi conteggi, che vengono ampiamente richiamati”. Infine, la sentenza contiene la conferma dell’illegittimità dei piani di ammortamento contenenti la previsione di restituzione degli interessi sul capitale maggiorati da capitalizzazione composta: “Quanto al primo motivo del ricorso principale, va precisato che la Corte di Appello esclude, nella specie, l’esistenza di anatocismo: non vi sarebbero illegittime forme di capitalizzazione degli interessi, trattandosi di contratto di finanziamento, nel quale la restituzione di singole rate di mutuo costituirebbe l’adempimento di un’unica obbligazione, determinata fin dall’inizio sia nel capitale che negli interessi, secondo il piano di ammortamento contrattualmente stabilito. – See more at: http://www.adusbef.it/Consultazione.asp?id=8804#sthash.g8NGKsQe.dpuf

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LA BANCA SBAGLIA E PAGA

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La banca sbaglia e paga

Un luogo comune è pensare che combattere contro i “potenti” sia impossibile e non porta a nulla,sbagliate.

Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso

Mai più azzeccata questa frase,oggi esistono professioni in grado di fare accertamenti adeguati sia su conto correnti ,Mutui,Leasing ,obbligazioni subordinate,derivati .

Sicuramente fra i migliori Italiani possiamo menzionare D.E.C.I.BA www.deciba.it
i primi a bloccare per usura bancaria un’asta giudiziaria ottenendo un risultato unico,ordinanza di sospensione all’asta giudiziaria .

Le domande sono molte,partiamo con le più frequenti

cosa è possibile controllare

conto correnti aziendali con affidamento
Mutui
Leasing
derivati
obbligazioni
prestiti

Cosa si ottiene

Gli illeciti o reati possono essere di diverso tipo,in caso di superamento tasso soglia di usura tutti gli interessi dovranno essere restituiti .

questo video spiega meglio il tutto

Nel caso di conto corrente questo video spiega semplicemente cosa si potrà ottenere

Dopo aver visto questi video sicuramente il vostro punto di vista sarà cambiato,oggi controllare le banche è il più grande investimento che un privato o azienda possa fare .

La banca se sbaglia paga,l’unico modo per ottenere questo risultato è informarsi e attivare una procedura di controllo .

Se vuoi comprendere di più ti consigliamo questi siti

DIRITTO BANCARIO : www.deciba.it
DIFENDERSI DA EQUITALIA :www.dicie.it
CONSULENTI : www.deciba-professional.it

Email :financial solution@libero.it
Ufficio Sede Nazionale 0521/241417

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DECIBA E IL DIRITTO BANCARIO UN GRANDE BUSINESS PER L’IMPRESA

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Da qualche anno controllare la banca è diventato un vero business,cambiano le mode,tecnologie e fortunatamente anche le professioni .

Come tutte le nuovi professioni ci sono quelli inventati e quelli bravi,con il tempo anche in questo campo ci sarà un’assestamento .

A rassicuralo è il Presidente DECIBA Gaetano Vilnò,fra i massimi esperti in materia bancaria

Come e perché controllare il proprio conto corrente aziendale

“Un mercato in piena evoluzione,dove quello che conta non sono commenti,titoli,opinioni,solo i risultati daranno risposte oggettive”

DECIBA è sicuramente nella lista dei migliori Italiani,i primi a sospendere per usura bancaria un pignoramento,i primi a collaborare per la creazione di un software intelligente in grado di misurare con precisione gli illeciti bancari .

Un Mercato gigantesco che trova “nemici” su tutti i fronti,sicuramente i grandi Media non informeranno sulle reali possibilità di difesa,purtroppo chi vuole difendersi dovrà fare ricerche approfondite sul professionista adeguato per chiedere gli eventuali risarcimenti .

Non basta essere avvocati o commercialisti per essere esperti in “diritto bancario” la professione è specifica e nuova,attualmente in Italia sono troppo pochi i professionisti in grado di vincere .

Come controllare il proprio Mutuo e perché

Un business gigantesco,molti non sanno che un mutuo in usura permette al cliente di avere indietro tutti gli interessi versati,le aziende con un conto corrente aziendale possono attraverso una pre analisi comprendere quanto la banca eventualmente ha preso illegalmente .

Questi video proposti da deciba aiuteranno in modo semplice a comprendere quali sono le procedure adeguate per un controllo serio .

Per la prima volta DECIBA blocca l’asta giudiziaria per usura bancaria e la Rai né parla

Per contattare DECIBA

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Uff: 0521/241417 Mob.338/1063708
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Controllo regolarità cartelle Equitalia

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NOVITA’ IADE SOFTWARE 3.0 CONTROLLO ILLECITI BANCARI

Robot giving his hand

A Settembre 2016 l’uscita del nuovo software I.A.D.E 3.0 dedicato ai professionisti del diritto bancario .

Uno strumento tecnologico che aiuterà i professionisti a comprendere i vari illeciti nel contratto di Mutuo.

D.E.C.I.BA Associazione garantisce l’assoluta precisione del Software IADE 3.0 .

Questa la presentazione ufficiale del Presidente DECIBA Dott.Gaetano Vilnò che annuncia l’evento

Informazioni e prenotazione per la prova gratuita

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Associazione DECIBA : le banche non possono definire discrezionalmente il tasso applicato al mutuo

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D.E.C.I.BA consiglia di controllare la clausola del tasso.

Il signor Rossi ., dopo aver rimborsato regolarmente per 50 anni presso la propria banca il mutuo ipotecario, era rimasto sorpreso nel vedere che il tasso non fosse stato mai modificato per anni, soprattutto dopo aver appreso dalla stampa che i parametri (euribor) utilizzati per il calcolo dei tassi variabili dei mutui ipotecari tendevano verso zero o erano addirittura, nel frattempo, divenuti negativi (situazione attuale).

Spesso il dubbio si trasforma in ricerca e la ricerca in soluzioni.

D.E.C.I.B.A si sono accorta immediatamente che la clausola del tasso del mutuo non era conforme alle previsioni normative vigenti. Nel contratto veniva indicato che il mutuo era concesso ad un tasso del 4,00% e la banca si era riservata il diritto di modificare unilateralmente il tasso applicato. Effettivamente il tasso era stato modificato dalla banca varie volte dall’inizio del contratto. In base all’ammortamento storico è stato possibile evincere che il tasso applicato al rimborso era pari attualmente al 6% e non era stato più modificato dal 2009.

Ecco come controllare la regolarità del proprio contratto di Mutuo

I professionisti scelti da D.E.C.I.BA contestato alla banca l’indeterminatezza del tasso: se fisso, il tasso non può essere modificabile durante la durata contrattuale; se variabile, il tasso non può venir indicato in contratto solamente con un numero assoluto. Un contratto di mutuo a tasso variabile deve obbligatoriamente far riferimento sia ad un parametro o indice – normalmente l’euribor a un mese o 3 mesi o 6 mesi – che al cd. spread o margine. L’indice è la componente variabile del tasso mentre lo spread è la componente fissa di un tasso variabile e non può essere modificato nel corso del rimborso, restando uguale per tutta la durata del contratto (tranne ovviamente il caso in cui sia il cliente ad acconsentire esplicitamente ad una modifica in peius della misura dello spread: cosa questa abbastanza improbabile).

DECIBA è fra i migliori in Italia ,i primi ad avere bloccato un pignoramento per Usura bancaria

Il tasso, nella propria funzione di “prezzo” del prestito, è allo stesso tempo oggetto del contratto. L’oggetto è un requisito essenziale del contratto (di mutuo) e deve essere, per legge, “determinato o determinabile”. Se non ha le predette caratteristiche, il contratto può essere impugnato. La perizia DECIBA ha contestato pertanto alla banca l’indeterminatezza della clausola del tasso contenuta nel contratto in questione, la quale concedeva alla banca anche la possibilità di variare il tasso a proprio piacimento e discrezione e non dava la possibilità al cliente di comprendere o di ricostruire le eventuali, intervenute modifiche del tasso.

La banca ha ritenuto di aver agito conformemente alla legge, grazie all’intervento dei professionisti scelti da D.E.C.I.BA la banca ha deciso di venir incontro al cliente, riducendo il debito residuo del prestito (e quindi abbuonando una parte del capitale da rimborsare), in modo tale da consentire al cliente di estinguere anticipatamente il proprio debito. L’offerta della banca ha trovato il gradimento del cliente.
Un consiglio quindi a tutti coloro che hanno in corso mutui, contratti negli anni passati (soprattutto ante 2010) : controllate o fate controllare la corretta applicazione della clausola che definisce il tasso del proprio mutuo (parametri, spread, durate, ecc…). Questo vale soprattutto per coloro i quali hanno stipulato il mutuo prima dell’intervento del legislatore a tutela dei consumatori.

Si invita inoltre tutti coloro che hanno avuto o hanno in corso un mutuo con tasso “floor” a contattare l’associazione DECIBA al fine di verificare il proprio contratto di Mutuo .

La Pre analisi è gratuita e senza impegno .

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www.dice.it
Email:financialsolution@libero.it
Uff:0521/241417 Mob consulente aziendale 338/1063708

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