MUTUO IN USURA LA VERITA’ SUL RISARCIMENTO

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Dopo aver diffuso il video del Presidente Gaetano Vilnò D.E.C.I.BA (Associazione Dipartimento Europeo Controllo Illeciti Bancari) abbiamo ricevuto molte richieste di chiarimento .

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Il video

IL VIDEO E’ DIVENTATO VIRALE OLTRE 25 MILA VISUALIZZAZIONI,IL VIDEO PIU’ VISTO NEL WEB CON ARGOMENTO USURA MUTUI .

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Di facile intuizione la mole di domande che ci sono arrivate,i nostri articoli sono sempre supportati da informazioni adeguate,infatti ,vi invitiamo prima di andare avanti a leggere la sentenza della Corte suprema. Successivamente daremo indicazioni precise,queste informazioni vi saranno utili per non cascare nel “business” del mutui usurari .

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Cassazione – Sentenza n. 350/2013

La sentenza della Corte di Cassazione n. 350/2013 permette il recupero integrale degli interessi pagati su mutui, leasing e finanziamenti, quando i tassi o le penali superano la soglia di usura.

SENTENZA CORTE DI CASSAZIONE SEZ. PRIMA CIV. – SENT. DEL 09.01.2013, N. 350

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Presidente Carnevale – Relatore Didone

Ritenuto in fatto e in diritto

1.- I.D. ha convenuto in giudizio la s.p.a. I. B. lamentando che il tasso applicato al contratto di mutuo con garanzia ipotecaria stipulato il 19.9.1996 per l’acquisto della propria casa era da considerare usurario. Il Tribunale di Napoli ha rigettato la domanda volta a sentir accertare l’illegittimità della misura degli interessi stabiliti nel contratto di mutuo, in relazione alla rata di Euro 20.052,48 richiesta con lettera del 6.11.2001, sulla base della considerazione che, ai sensi dell’art. 2 della legge 108/96, per la determinazione degli interessi usurari i tassi effettivi globali medi rilevati dal Ministero del Tesoro ai sensi della citata legge devono essere aumentati della metà. Considerato che il D.M. 27-3-98 emesso dal Ministero del Tesoro, prevedeva per la categoria dei mutui il tasso dell’8.29%, ha quindi, escluso che il tasso contrattualmente fissato potesse essere ritenuto usurario.
La Corte di appello, con la sentenza impugnata, ha confermato la decisione di primo grado evidenziando che i motivi posti a base dell’appello erano aspecifici rispetto alla motivazione della decisione del Tribunale. L’appellante si era limitato ad invocare apoditticamente la natura usuraria degli interessi pattuiti senza contestare i parametri adottati dal primo giudice per valutare la fondatezza della domanda e senza indicare, in concreto, le ragioni di fatto e di diritto idonee a ribaltare la decisione impugnata. Privi di rilevanza erano i riferimenti allo scopo per cui era stato stipulato il mutuo.

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Infine, la maggiorazione del 3% prevista per il caso di mora non poteva essere presa in considerazione, data la sua diversa natura, nella determinazione del tasso usurario. Da ultimo, ha ritenuto che le richieste istruttorie di ordinare ex art. 210 cpc l’esibizione del carteggio intercorso tra le parti e di ctu contabile che quantificasse le differenze incassate in eccedenza dalla Banca fossero inammissibili per la loro genericità e per il carattere meramente esplorativo nonché prive di attinenza con i motivi posti a base del gravame.
Inammissibili erano le deduzioni per la prima volta proposte nella comparsa conclusionale ove I.D. cercava di sopperire alle carenze del gravame, indicando, per la prima volta, i tassi, a suo dire applicati (e non quelli pattuiti rilevanti ai fini dell’azione proposta) ed il tasso soglia che riteneva superato.
I motivi, sul punto, non erano specifici.
2.- Contro la sentenza di appello parte attrice ha proposto ricorso per cassazione affidato a due motivi con i quali denuncia 1) vizio di motivazione e 2) violazione dell’art. 1421 c.c.
Resiste con controricorso la s.p.a. I quale procuratore della s.r.l. C F in luogo della s.p.a. I. Gestione Crediti quale procuratore di Banca I. nonché quale procuratore della s.p.a. I. Gestione Crediti quale procuratore di Banca I.
3.1.- Il primo motivo, sub a), contiene riferimenti alla nullità della clausola determinativa degli interessi (con riferimento al tasso ABI) che risulta si proposta in primo grado ma, sebbene implicitamente disattesa dal Tribunale, non risulta specificamente (ma neppure genericamente) riproposta in appello (v. trascrizione dell’atto di appello alle pagg. 3 e 4 del ricorso).
Si che la relativa censura è inammissibile.

Il profilo della censura relativo all’anatocismo – che neppure è menzionato nella sentenza impugnata – risulta dedotto in appello “in considerazione del fatto che con il piano di ammortamento la Banca ha di fatto applicato l’anatocismo vietato dalla legge” (v. trascrizione in ricorso, pag. 4).
Nel motivo di ricorso, invece, parte ricorrente lamenta che la banca “pretende interessi sugli interessi infrannuali come emerge dalle quietanze esibite”.
Trattasi di censura affatto nuova – oltre che generica – come tale inammissibile.
3.2.- Quanto al profilo sub b) (usurarietà dei tassi) va rilevato che parte ricorrente deduce che l’interesse pattuito (inizialmente fisso e poi variabile) era del 10.5%, in contrasto con quanto è previsto dal D.M. 27/3/1998 che indica il tasso praticabile per il mutuo nella misura dell’8.29%.
Tale tasso dovrebbe ritenersi usurario a norma dell’art. 1 comma 4 della L. 108/96 tanto più ove si consideri che fu richiesto per l’acquisto di un bene primario quale la casa di abitazione e che dovrebbe tenersi conto della prevista maggiorazione di 3 punti in caso di mora.
La censura sub b), nella parte in cui ripete l’assunto – già correttamente disatteso dalla Corte di merito – secondo cui la natura usuraria discenderebbe dalla finalità del mutuo, contratto per l’acquisto della propria casa, è infondata in quanto, ai sensi del nuovo testo dell’art. 644, comma 3, c.p. sono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge ovvero “gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”.
E, a tale scopo, non è sufficiente dedurre che il mutuo è stato stipulato per l’acquisto di un’abitazione.

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La stessa censura (sub b), invece, è fondata in relazione al tasso usurario perché dalla trascrizione dell’atto di appello risulta che parte ricorrente aveva specificamente censurato il calcolo del tasso pattuito in raffronto con il tasso soglia senza tenere conto della maggiorazione di tre punti a titolo di mora, laddove, invece, ai fini dell’applicazione dell’art. 644 del codice penale e dell’art. 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Corte cost. 25 febbraio 2002 n. 29: “il riferimento, contenuto nell’art. 1, comma 1, del decreto-legge n. 394 del 2000, agli interessi a qualunque titolo convenuti rende plausibile – senza necessità di specifica motivazione – l’assunto, del resto fatto proprio anche dal giudice di legittimità, secondo cui il tasso soglia riguarderebbe anche gli interessi moratori”; Cass., n. 5324/2003).

3.3.- Sulla censura sub c) (relativa al mancato accoglimento di istanze istruttorie) va ricordato che “il provvedimento di cui all’art. 210 cod. proc. civ. è espressione di una facoltà discrezionale rimessa al prudente apprezzamento del giudice di merito, che non è tenuto ad indicare le ragioni per le quali ritiene di avvalersi, o no, del relativo potere, il cui mancato esercizio non può, quindi, formare oggetto di ricorso per cassazione, neppure sotto il profilo del difetto di motivazione” (Sez. 2, Sentenza n. 22196 del 29/10/2010). Peraltro, l’esibizione a norma dell’art. 210 cod. proc. civ. non può essere ordinata allorché l’istante avrebbe potuto di propria iniziativa acquisire la documentazione in questione (Sez. 1, Sentenza n. 149 del 10/01/2003), come nella concreta fattispecie. Il ricorrente, poi, nulla deduce in ordine alla decisività di tale mezzo istruttorio, anche in considerazione di ciò, che la domanda era limitata alla rata richiesta con lettera del 6.11.2001 e il cui importo risulta determinato in Euro 20.052,48, in relazione alla quale soltanto erano state formulate le conclusioni in primo grado e in appello (”la non debenza dell’importo reclamato dalla banca”).
4.- Quanto al secondo motivo, la censura è infondata, posto che, pur trattandosi di questione (di diritto) rilevabile d’ufficio (nullità della convenzione di interessi usurari), gli elementi in fatto sui quali la questione era fondata e, dunque, l’indicazione del tasso applicato contenuta (soltanto) nella comparsa conclusionale non poteva che essere ritenuta tardiva, tenuto conto della necessità che i motivi di appello, ex art. 342 c.p.c., siano specifici e che con la comparsa conclusionale non possono essere dedotte nuove circostanze di fatto che non siano state già dedotte con l’atto di appello.
È vero, infatti, che la deduzione della nullità delle clausole che prevedono un tasso d’interesse usurario è rilevabile anche d’ufficio, non integrando gli estremi di un’eccezione in senso stretto, bensì una mera difesa, che può essere avanzata anche in appello, nonché formulata in comparsa conclusionale, ma ciò a condizione che “sia fondata su elementi già acquisiti al giudizio” (Sez. 1, Sentenza n. 21080 del 28/10/2005).
5.- Infine, quanto alle difese della banca e alla reiterazione della questione di nullità dell’atto di citazione, va rilevato che non risulta impugnata con ricorso incidentale l’affermazione della sentenza della corte di merito (che la resistente ritiene erronea) circa la necessità di riproposizione della questione stessa con appello incidentale e la conseguente inammissibilità dell’eccezione.

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Si che sul punto si è formato il giudicato interno.
Da ultimo, quanto all’asserita carenza di interesse ad agire dell’attrice in ordine alla proposta domanda di accertamento negativo, è appena il caso di evidenziare che l’interesse è sorto dalla richiesta rivolta dalla banca alla mutuataria. Richiesta che si assume relativa a somme non dovute, previa declaratoria di nullità della pattuizione di interessi che si assumono usurari.
6.- La sentenza impugnata deve essere cassata in relazione alla censura accolta (determinazione del tasso soglia comprensivo della maggiorazione per la mora) con rinvio alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione per nuovo esame e per il regolamento delle spese.

P.Q.M.

La Corte rigetta il secondo motivo di ricorso, accoglie il primo nei sensi di cui in motivazione, cassa la sentenza impugnata in relazione alla censura accolta e rinvia per nuovo esame e per il regolamento delle spese alla Corte di appello di Napoli in diversa composizione.

Depositata in Cancelleria il 09.01.2013

Dopo questa lettura ognuno di noi dovrebbe essere in grado di capire di cosa stiamo parlando,una sentenza epocale,il più alto grado giuridico Italiano si è espresso,se il Mutuo è in Usura è gratuito .

Condividiamo le domande poste dai nostri lettori le abbiamo girate al Presidente D.e.c.i.ba Gaetano Vilnò

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CHE DIFFERENZA C’E FRA NULLO E GRATUITO ?
LA NULLITA’ PREVEDE CHE IL CONTRATTO VENGA ANNULLATO,L’UTENTE SAREBBE STATO IN GRAVI DIFFICOLTA’,LA BANCA POTEVA CHIEDERE IL RIETRO IMMEDIATO DEL CAPITALE,I GIUDICI HANNO GIA’ CONSIDERATO QUESTA OPZIONE,INFATTI LA GRATUTITA’ DA LA POSSIBILITA’DI CONTINUARE IL CONTRATTO IN ESSERE SENZA PAGARE GLI INTERESSI PRESTABILITI .

NEL CASO FOSSE GIA’ ESTINTO ?

SEMPLICE,DEVONO ESSERE RESTITUITI TUTTI GLI INTERESSI VERSATI .

NEL CASO FOSSE ANCORA IN CORSO IL MUTUO ?

DEVONO ESSERE RESTITUTITI GLI INTERESSI PAGATI FINO AD OGGI,QUELLI SUCCESSIVI NON DOVRANNO ESSERE PAGATI,QUINDI SI PAGHERA’ IL SOLO CAPITALE DIVISO PER LE RATE CONTRATTUALI .

VALE ANCHE PER ALTRE FORME DI FINANZIAMENTO?

CERTO IL PRINCIPIO E’ IDENTICO

QUANTO TEMPO CI VUOLE A RECUPERARE IL RISARCIMENTO ?

PARLIAMO DI UNA CAUSA CIVILE,DIFFICILE STABILIRE DATA CERTA,DAREI COME INDICAZIONE ALMENO 2 ANNI .

QUALCUNO PARLA DI TRANSAZIONI CON LA BANCA,SONO VERE QUESTE INFORMAZIONI ?

CERTO,MA NON RIGUARDANO I MUTUI,PER ORA LA BANCA ACCETTA TRANSAZIONI PER L’USURA O ANATOCISMO SUL CONTO CORRENTE .

CONSIDERANDO CHE IL MIO MUTUO E’ IN USURA POSSO SMETTERE DI PAGARE ?
IN TEORIA SI,TENIAMO PRESENTE CHE LA BANCA PUO’ DIFENDERSI CHIEDENDO UN PIGNORAMENTO.

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A QUESTO PUNTO COSA ACCADE ?
CI DIFENDIAMO,AGGIUNDEREI CHE DIVENTA UN ATTO ESTORSIVO .

OGGI TUTTI PARLANO DI USURA BANCARIA,A CHI DOBBIAMO RIVOLGERCI ?

COME TUTTI I LAVORI CI SONO PERSONE SERIE ALTRE MENO ,DIFFIDATE DI CHI LA FA TROPPO FACILE,SI VINCE,MA E’ PUR SEMPRE UNA CAUSA.

IN SITENSI CI DESCRIVA COSA ACCADE UAN VOLTA STABILITA L’USURA

NECESSITA UNA PERIZIA,UNA RELAZIONE LEGALE ,SI TENTA UNA TRANSAZIONE,SE QUESTA NON PORTA A NULLA SI PROCEDE CON LA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA DI LEGGE,SE ANCHE QUESTA NON PORTA A NIETE SI PARTE CON LA CAUSA .

QUINDI CI SONO DEI COSTI ?
DIFFIDO SEMPRE DI CHI MI PROPONE DI RECUPERARE CIFRE IMPORTANTI A BASSO COSTO,NOI ABBIAMO DECISO DI AFFRONTARE SERIAMENTE QUESTO ARGOMENTO,CI RIVOLGIAMO AI MIGLIORI PROFESSIONISTI ITALIANI ,QUESTI HANNO UN COSTO .

SCUSI SE INSISTIAMO,QUANTO SI SPENDE ?

DIFFICILE STABILIRE UNA CIFRA,DIPENDE DAL LAVORO DA SVOLGERE,PER TUTTO IL LAVORO DA SVOLGERE E’ DIFFICILE SPENDERE MENO DI 2000 MILA EURO PER INIZIARE LA CAUSA,MAGARI QUALCUNO RIESCIE A FARE TUTTO GRATIS,IN QUESTO CASO MI PIACEREBBE CONOSCERLO .

PER GUARDARE SE IL MUTUO E’ IN USURA CI PUO’ DARE ULTERIORI INFORMAZIONI ?

GUARDARE LA DATA DEL MUTUO,ANDATE NEL ARCHIVIO DI BANCA ITALIA

http://www.bancaditalia.it/vigilanza/contrasto_usura/Tassi/Tegm

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GUARDATE LA DATA E IL TRIMESTE DI VOSTRO INTERESSE ,AGGIUNGETE IL 50% DALLA CIFRA DICHIARATA E OTTENETE IL TASSO SOGLIA,PUNTUALIZZO CHE NEL 2011 IL PARAMETRO E’ CAMBIATO,NON SERVE FARE QUESTO CALCOLO,BANCA ITALIA DICHIARA IL TASOS SOGLIA,UNICO PROBLEMA CHE IL CALCOLO E’ DIVERSO,TASSO MEDIO + 25% + 4 PUNTI,HANNO AUMENTATO IL TASSO SOGLIA .

ANDIAMO AVANTI

CERCATE IL TASSO DI MORA,L’ADDIZIONATE AL TASSO IN VIGORE,SE QUESTO CALCOLO SUPERA IL TASSO SOGLIA IL MUTUO E’ IN USURA .

MOLTO IMPORTANTE,SE IL TASSO DI MORA E’ COLLEGATO A BCE O ALTRO PARAMENTO QUESTO CALCOLO NON E’ VALIDO .

CONTROLLATE ESTINZIONE ANTICIPATA,FINO AL 2007 QUASI TUTTI HANNO QUESTA CLAUSULA,NEL CASO CI FOSSE 1% O ALTRA PERCENTUALE SUPERIORE PROBABILMENTE VANNO IN USURA .

CI SONO ALTRI PARAMETRI DA CONTROLLARE ?

CERTO,QUESTI SONO DI FACILE INTUIZIONE,ANCHE NEL VIDEO LO SPIEGO .

QUINDI MILIONI DI MUTUI IN USURA ?
CERTO

VALE ANCHE PER I LEASING ?
CERTO IL PRINCIPIO è SIMILE

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RINGRAZIAMO IL RAG. GAETANO VILNO’ CONTATTABILE ALLA EMAIL :FINANCIALSOLUTION@LIBERO.IT

LOGO DECIBA2

INIZIATIVE CHE STATE PORTANDO AVANTI CON IL DIPARTIMENTO EUROPEO CONTROLLO ILLECITI BANCARI ?

STIAMO PREPARANDO UN’INCHIESTA PER LA COMMISSIONE EUROPEA,PROSSIMAMENTE I GIORNALI SARANNO COSTRETTI A PARLARNE.

STAFF

MOVIMENTOREVOLUTION

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