TERRORISMO ECONOMIA SIAMO IN GUERRA

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Isis,terrorismo,islam ,la guerra è iniziata,la “nuova guerra” è economia,si combatte con l’encomia e terrore psicologico da una parte ci sono Governi potenti che attaccano popoli per interessi come droga,petrolio e risorse naturali,dall’altra ci sono terroristi che uccidono innocenti per vendicarsi . La questione è delicata,le religioni nella storia spesso sono state utilizzate allo scopo di giustificare crimini commessi .

Vi abbiamo inserito frasi famose di grandi uomini ,sperando che facciano riflettere e svegliare tutti noi .

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C’è un nome, o meglio… un cognome, che mi frulla nel cervello da un po’.
Si tratta senza dubbio di banchieri ,dato che sono i maggiori proprietari della Banca d’Italia e, per fare solo qualche esempio, possiedono la Barclays (tra le maggiori azioniste di Intesa SanPaolo) soprattutto tramite Markus Agius, la JpMorgan (che controlla Monte dei Paschi di Siena) tramite la famiglia Rockefeller, Mediobanca (colei che controlla Unicredit) tramite Vincent Bolloré e Jean Azema della Groupama Holding S.A., Banca Carige (attraverso Francois Perol), con Ana Patricia Botin il Banco Santander Central Hispano (il quale controlla ABN AMRO, un altro pilastro di Unicredit).
Potrei andare avanti cosi per ore ma credo che queste poche segnalazioni siano più che sufficienti.

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Tornando ai banchieri ,mi viene da pensare che costoro abbiano alle loro dipendenze personaggi, i quali hanno goduto di altissime cariche di spicco. Tony Blair (l’ex Primo Ministro inglese) lavora per loro ora con tanto di paga, stessa sorte per l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, diventato un loro consulente.
E sono solo due esempi. Hanno avuto stretti rapporti con Boris Elstin, il precedente “Zar”, tant’ è che assieme a loro firmò il provvedimento per la creazione della potentissima Banca Russo-Occidentale ed espresse la sua soddisfazione pubblicamente più volte.

La maggior parte delle privatizzazioni nel Mondo hanno reso i componenti di questa famiglia i principali beneficiari.

Dietro le guerre ci sono sempre i soldi,spesso i soldi prendono altri nomi ma è indispensabile capire il funzionamento dell’economia per avere una giusta opinione . Il nostro punto di vista deve essere razionale,spesso ci facciamo influenzare dai MEDIA tradizionali,facile comprendere che televisioni,radio,giornali hanno a capo le grandi lobby bancarie .

Paura,rassegnazione,perdita di fiducia in tutto,questa l’arma più potente,rendere un popolo debole è lo scopo dei potenti da sempre,provate a pensarci… vi tolgono la sopravvivenza e poi vi minacciano di essere uccisi,il mondo si sconvolge per la morte di 5 persone per terrorismo e nessuno parla di 200 uomini che si ammazzano perché equitalia le opprime,entrambi le cose sono sbagliate,però una minimo di riflessione dobbiamo farla .

Quante trasmissioni hanno parlato dell’uomo che si è dato fuoco davanti ad Equitalia ? quanti giornali parlano dei suicidi per debiti con Banche o Equitalia ? Meglio combattere un ombra ?

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Noi non sappiamo quale sia la verità,il nostro intento è aprire le anime non darvi soluzioni,noi vi informiamo e da soli dovrete fare le vostre ricerche ed accertarvi se la pensate in un modo o nell’altro,certo richiedete impegno,l’evoluzione umana si basa sulla conoscenza,noi possiamo cambiare il nostro destino,se pensate che qualcuno o qualcosa lo cambierà la stratta sarà molto tortuosa,in poche parole .. TIRA FUORI LE PALLE .

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Vogliamo ringraziare tutte quelle persone che ieri hanno diffuso il nostro articolo sulla richiesta di indagine a Banca Italia,abbiamo raggiunto 500 mila persone,grazie a tutti !

Ps per chi crede che da soli non si può nulla .. si sbaglia alla grande! noi siamo soli e non abbiamo risorse,eppure giorno dopo giorno rompiamo talmente i coglioni che siamo arrivati AI MEDIA NAZIONALI,non avere paura,tira fuori il guerriero che è dentro te .

Questa documento è stato nascosto per molti anni ,qualche riflessione potrebbe nascere

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I Protocolli dei Savi di Sion o degli Anziani di Sion (in russo: Протоколы сионских мудрецов?, traslitterato: Protokoly Sionskich Mudrecov) sono un falso documentale prodotto nei primi anni del XX secolo in Russia dalla Okhrana, la polizia segreta zarista, e pubblicato in forma di documento segreto attribuito a una cospirazione ebraica tendente a impadronirsi del mondo. La natura di falso fu appurata già fin dai primissimi tempi successivi alla pubblicazione di detti Protocolli nel 1903; in particolare, una serie di articoli pubblicati sul Times di Londra nel 1921 dimostrò che gran parte del materiale era frutto di plagio da precedenti opere di satira politica, non correlate agli ebrei.

Nonostante la comprovata falsità di tali documenti, essi riscossero ampio credito in ambienti antisemiti e antisionisti[1] e, tuttora, sono la base, specie in Medio Oriente, per avvalorare la teoria della cosiddetta cospirazione ebraica[2]. I Protocolli sono considerati la prima opera della moderna letteratura cospirativa.[3] Presentata come un’esposizione di un piano operativo degli “anziani” ai nuovi membri, descrive i metodi per ottenere il dominio del mondo attraverso il controllo dei media e la finanza e la sostituzione dell’ordine sociale tradizionale con un nuovo sistema, basato sulla manipolazione delle masse.

L’opera venne divulgata inizialmente da coloro i quali si opponevano al movimento rivoluzionario russo e diffusa ulteriormente dopo la Rivoluzione russa del 1905. Dopo la Rivoluzione d’ottobre, e in particolare negli anni venti e trenta, l’idea che il bolscevismo fosse una cospirazione ebraica per il dominio mondiale diventò uno degli strumenti più utilizzati nell’ambito della propaganda fascista e di estrema destra e in questo contesto i Protocolli diventarono il testo di riferimento per dare contenuto, ancorché fraudolentemente inventato, a quell’idea. Anche se dopo la seconda guerra mondiale l’uso sistematico dei Protocolli è diminuito, il testo è tuttora, specialmente nel mondo islamico, un’arma largamente usata, anche da ambienti governativi e ufficiali, per inculcare odio antisemita in un pubblico che non dispone di una libera stampa.

Storia
La fonte originaria dei Protocolli dei Savi di Sion è un libello del 1864 intitolato Dialogue aux enfers entre Machiavel et Montesquieu (Dialogo agli inferi tra Machiavelli e Montesquieu), scritto dal satirista francese Maurice Joly. L’autore attacca le ambizioni politiche dell’imperatore Napoleone III mettendo in scena un immaginario dialogo tra Machiavelli e Montesquieu all’inferno. L’opera di Joly era ispirata ad un famoso romanzo di Eugène Sue, I misteri del popolo, nel quale il ruolo dei cospiratori era affidato ai Gesuiti; nessuna delle due opere menziona gli ebrei.

Joly fece stampare il libello in Belgio e cercò di reintrodurlo illegalmente in Francia, dove era proibito criticare la monarchia. La polizia sequestrò un gran numero di copie e l’opera fu proibita. Joly, individuato come l’autore, fu processato il 25 aprile 1865 e condannato a quindici mesi di prigione. Nel 1868 Hermann Goedsche, un antisemita tedesco, pubblica con lo pseudonimo di Sir John Retcliffe un’opera dal titolo Biarritz nella quale riporta i dialoghi di Joly. Goedsche era un impiegato postale licenziato per aver falsificato nel 1849 delle prove nel processo del progressista Benedikt Waldeck. Nel capitolo del libro Il cimitero ebraico di Praga e il Consiglio dei rappresentanti delle Dodici Tribù di Israele, Goedsche immagina un’assemblea segreta di rabbini, che si riuniscono ogni 100 anni, con lo scopo di pianificare la cospirazione giudaica.

Questo racconto si rifà ad un episodio narrato da Alexandre Dumas padre (nel romanzo Giuseppe Balsamo). Nel racconto di Dumas, Cagliostro e i suoi seguaci mettono in atto una cospirazione che riguarda una collana di diamanti. Il capitolo di Goedsche si conclude con i dialoghi tratti da Joly. Nella seconda metà dell’Ottocento in Russia, in seguito alla pubblicazione del Libro del Kahal di Jacob Brafman, su quotidiani e riviste si diffonde l’idea di un complotto ebraico per la dominazione del mondo ordito da un “kahal” segreto.

Il mito del “kahal” segreto che manovra contro l’Occidente cristiano – i goyim – e in particolare la Russia ortodossa, viene successivamente ripreso in una serie di romanzi di vari autori (al pubblico occidentale perlopiù sconosciuti), che anticipano di almeno un ventennio la pubblicazione dei Protocolli. Tra questi deve essere ricordata la trilogia giudeofobica di successo Žid idet (L’ebreo sta avanzando) di Vsevolod Vladimirovič Krestovskij, pubblicata a puntate sul Russkij Vestnik (Il Messaggero Russo) di Michail Nikiforovič Katkov tra il 1881 e il 1890. Nel secondo capitolo del primo volume di quest’epopea giudeofobica, pubblicato per la prima volta nel 1881 e intitolato Slovo rabbi Ionafana (Il sermone del rabbino Ionafan), l’autore sfrutta il topos ipercollaudato del “cimitero ebraico” in un “originalissimo” “discorso del rabbino”.

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