ART.1815 COME NON PAGARE GLI INTERESSI SUL MUTUO

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Una recente sentenza del Tribunale di Viterbo ha ribadito un concetto già espresso da Cassazione e Corte Costituzionale: se gli interessi applicati a un mutuo superano la soglia di usura il mutuatario è tenuto a restituire alla banca la sola quota capitale.

DECIBA www.deciba.it da oltre 5 anni stabilisce questi concetti,purtroppo la mala informazione e la scarsa professionalità non permettono la divulgazione di questi eclatanti risultati.

mutuo interessi corrispettivi e moratori

Come è noto ad ogni finanziamento si applica una quota capitale, ovvero quanto effettivamente prestato dalla banca al mutuatario, e una quota interessi che è “il prezzo” del mutuo. Oltre a questo tipo di interessi, chiamati corrispettivi, ci sono altri interessi, definiti di mora, che scattano quando il correntista salta la rata diventando quindi “moroso”.

Se hai un Mutuo e vuoi una Preanalisi Gratuita con garanzia Deciba è possibile rivolgersi a : treviso@deciba.it Uff 0422/456003 www.deciba-professional.it www.deciba.it

tasso usurario

Tanto gli interessi di mora che quelli corrispettivi non possono superare il limite dell’usura. Secondo la legge i tassi sono usurari se superano del 50% il tasso, determinato con decreto del Ministero del Tesoro ogni tre mesi. Il tasso non è unico, ma varia a seconda del tipo di operazione con cui viene concesso il prestito. Nel calcolo dell’usura bisogna inoltre considerare anche tutti quei costi che il cliente è tenuto a sostenere, dalla commissione di apertura, chiusura della pratica, assicurazione o costi di gestione.

Questo video spiega con semplicità la sentenza

Quando gli interessi applicati al mutuo, siano essi corrispettivi o di mora, sono superiori ai tassi usurari, il mutuo è illegittimo e il cliente è tenuto a restituire solo il capitale. Questa conseguenza scatta anche nel caso in cui gli interessi moratori sono usurari solo sulla carta (quindi previsti dal contratto, ma non ancora applicati al cliente perché questi è in regola con le rate).

E’ un consulente tecnico nominato dal giudice a determinare l’eventuale usurarietà del mutuo. Una volta accertato il superamento del tasso di usura, il giudice deve stabilire che il cliente non è tenuto a resitutire nessun tipo di interesse, no solo quelli di mora, ma neanche quelli corrispettivi perché la legge sull’usura non fa distinzione tra interessi in base alla loro funzione.

Precisiamo che l’attività svolta è altamente professionale,servono perizie e avvocati specializzati per ottenere determinati risultati .

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EQUITALIA SCONFITTA ECCO LA LEGGE SCONOSCIUTA

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«Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico». Saranno anche passati più di duemila anni, ma la frase di Giulio Cesare torna ancora comoda.

Specialmente se si parla di Equitalia, il più temuto nemico degli italiani dopo il virus Ebola.

Ecco la legge sconosciuta per sconfiggere Equitalia

Abbiamo scritto più volte della possibilità di difendersi da Equitalia,ci sono oltre 50 Errori rilevabili,per questo vi consigliamo questo video.

Ulteriori informazioni vi consigliamo www.dicie.it

Un avvocato del foro di Milano, specializzato in diritto fallimentare, è riuscito nella mission impossible di trattare coi funzionari del Fisco, riuscendo a far ridurre il debito di un suo assistito da 509mila a 54mila euro. E il tribunale di Como gli ha dato ragione.

Si è sono semplicemente basato sulla legge sul Sovraindebitamento (n. 3/2012), peraltro promossa a suo tempo dal senatore Pdl Roberto Centaro e che oggi andrebbe riformata e migliorata per renderla ancora più fruibile, che permette di ridurre i debiti, anche di natura fiscale, in relazione alle concrete possibilità del debitore – Far ragionare i funzionari dell’Agenzia con un semplice concetto: i debiti di qualunque persona fisica possono essere ridotti a seconda di quanto è il valore del patrimonio del debitore.

Il debito con Fisco gli è derivato dall’essere stato, vent’anni fa, titolare di una partecipazione del 20% nel maglificio di famiglia, poi fallito. L’accertamento fiscale risale al 1993, e per 24 anni non gli hanno tolto gli artigli di dosso. Ha provato più volte a difendersi ma le sue ragioni non sono mai state accolte. All’importo iniziale di 166mila euro sono state aggiunte le sanzioni (125mila euro), gli interessi di mora (187mila euro), l’aggio e oneri di riscossione (29.500 euro). «Noi, invece di 509mila euro, siamo riusciti a chiudere a 50mila euro per l’Agenzia delle entrate e 4mila per Equitalia – spiega l’avvocato – L’importo è stato determinato sulla base delle entrate del debitore, ovvero il solo stipendio. In pratica ho preso la busta paga di Roberto e ho applicato la legge sul sovraindebitamento che prevede che lo Stato possa pignorare solo un decimo delle entrate, per chi guadagna fino a 2.500 euro al mese. Questo decimo l’ho moltiplicato per tutti i pignoramenti che gli sarebbero potuti arrivare fino all’età di 84 anni, considerata anche la pensione, attualizzando gli importi ad oggi. Su questo ragionamento l’Agenzia è stata d’accordo e così ha racimolato quasi la metà della cifra debitoria iniziale. È inutile tenere un database di crediti che non recupereranno mai».

una breve descrizione della Legge 3

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USURA BANCARIA ALLARME DECIBA 100 MILA PERIZIE SBAGLIATE

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BANCHE E USURA : superamento tassi soglia – commento alla sent.di Cass. n. 350 del 2013

Vedremo in questo articolo di spiegare come può essere semplice riconoscere, in un primo momento l’usura bancaria, quali devono essere i controlli da effettuare prima di accendere un mutuo e quali possono essere le insidie che nessuno per ovvie ragioni non ci rivelerà mai.

Questo articolo è sia per i professionisti sia per utenti,oltre 100 mila perizie sbagliate provocheranno 100 mila cause perse,analizziamo insieme tutto .

L’usura, in tanto, nel nostro ordinamento, è riconosciuto un reato perseguibile sia civilmente che penalmente ma è chiaro che prevenire è sempre meglio che curare (art.644 cp)

E’ buona norma dunque, qualora si voglia accendere un Prestito o un Mutuo conoscere alcune nozioni principali per tutelare i propri diritti.

La Banca D’Italia ogni tre mesi stabilisce i tassi di interessi che dovranno essere applicati dalle banche ad ogni tipo di contratto in relazione alla loro tipologia. Il superamento di questi tassi, detti tassi soglia, come più avanti vi mostreremo meglio, determina l’usura bancaria. Quest’ultima può essere di due specie, usura originaria contratta all’atto della stipula contrattuale e usura sopravvenuta che si manifesta durante il normale andamento del piano di rimborso.

Il tasso d’interesse è dato dal TAN (tasso annuo nominale) e TAEG (tasso annuale effettivo globale) queste due sigle, articolati e combinati in conteggi, sono differenti da una banca all’altra, il loro rilevamento è dato da fattori che li determinano quali: tipo di contratto, durata e rata, il superamento della soglia quindi, stabilita dalla Banca D’Italia determina l’USURA. Ricordiamo che in caso di superamento tasso soglia il contratto diventa gratuito e tutti gli interessi andranno restituiti Info www.deciba.it

Un’altra sigla a cui bisogna stare attenti è il TEGM (tasso effettivo globale medio) in questa, sono calcolati tutte le spese accessorie contratte in mutuo, quali: interessi corrispettivi, tasso di mora, spese assicurative, penali, insomma, tutto quello che riguarda le spese contratte e quelle periodiche.

Attenzione, è possibile, facendo un confronto semplicissimo sulle sigle TAEG e TEGM, verificare in un primo momento, se il prestito che ci viene offerto sia per noi vantaggioso o meno, infatti, se la percentuale del Taeg risulta inferiore al Tegm, vuol dire che il prestito si mostra vantaggioso e corretto per noi e che soprattutto mantiene i canoni regolari dell’andamento del mercato, nel caso contrario invece, e cioè se il Taeg è superiore al Tegm, allora, il consiglio è quello di cambiare immediatamente Banca.

Questo video spiega con semplicità la procedura di accertamento

La tipologia dei tassi di interessi applicata sui Mutui o prestiti, sono, Tasso Fisso e Tasso Variabile, in questi casi bisognerà calcolarne i vantaggi prima di scegliere, valutare il risparmio, e la cosa più importante è ovviamente quella di farsi due conti prima di firmare. Può verificarsi in seguito alla stipula di un mutuo, a secondo dei mercati e all’incidenza dei saggi d’interessi, che vi sia un vantaggio passare dal tasso fisso al tasso variabile o viceversa a secondo delle nostre convenienze, c’è sempre, comunque, la possibilità di chiedere alla propria banca una rinegoziazione e la si può richiedere in ogni momento e tutte le volte che vogliamo.

Diffidate ovviamente ogni forma restrittiva in tal senso, la banca è tenuta a dare corretta informazione per via delle norme che regolano tali rapporti, i tassi, come sopra abbiamo detto, cambiano trimestralmente, pertanto, è un nostro diritto scegliere e cambiare il tasso d’interesse a nostro vantaggio, valutarne ogni effetto che si può rivelare nel tempo e così cambiarlo.

Facciamo adesso un esempio di calcolo per capire quale sia il Tasso Soglia Usura (TSU).

Dal 14 maggio 2011 il limite oltre il quale gli interessi sono ritenuti usurari è calcolato aumentando il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di un quarto cioè 25% , a cui si aggiungono ulteriori 4 punti percentuali la formula è la seguente: TSU= TEGM*1,25+4

Con un esempio sarà facilissimo comprendere meglio.

Allora, se il nostro TAEG è 6, il limite soglia oltre il quale sarà riconosciuta l’usura sarà: 6+1,5+4 = 11,5, quest’ultimo come possiamo vedere è considerata la Soglia limite.

Inoltre la differenza tra tasso Soglia e il Tasso Effettivo Globale Medio non può e non deve comunque mai essere superiore a 8 punti percentuali

Commento alla sentenza 350/2013 sulla natura dell’ USURA

In ordine a quanto è avvenuto negli ultimi anni in molte aule di tribunali, molti mutuatari sono stati indotti a fare causa alle banche per usura bancaria, molti studi professionali e professionisti elaboravano Perizie Econometriche applicando quanto interpretato dalla sentenza della Corte, gli attori deducevano la natura usuraria del proprio mutuo e chiedevano, in base le loro risultanze, che nella valutazione del superamento dei tassi soglia venissero tenuti conto anche gli interessi di mora e delle altre spese previste in caso di ritardato pagamento, ebbene, il tutto si è rivelato un grosso abbaglio che non ha portato a niente se nella fattispecie lo sforamento dei tassi soglia avveniva solamente per sommatoria del tasso nominale con quello del tasso soglia.

Riportiamo alcuni spunti giuridici sulla materia che stiamo affrontando – Sentenza n. 206/2017 pubbl. il 24/02/2017 RG n. 3870/2013 superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Corte cost. 25 febbraio 2002 n. 29: “il riferimento, contenuto nel D.L. n. 394 del 2000, art. 1, comma 1.

Le verifiche effettuati dai CTU, chiamati a periziare, in molti tribunali, hanno ritenuto che le prospettazioni attoree, in questo senso, sono del tutto infondate, le loro richieste venivano avanzate solamente sulla base di interpretazioni di una sentenza ma non sull’effettiva natura dell’usura.

Riportando alla luce la sentenza di Cassazione n. 350/2013 in senso stretto del commento, possiamo dire che le interpretazioni della sentenza sono state ben discordanti tra loro, la Cassazione ha semplicemente affermato che anche la pattuizione relativa al saggio degli interessi moratori debba essere oggetto di valutazione in ordine al superamento del tasso soglia, senza tuttavia esprimere il principio secondo cui i tassi pattuiti con funzioni distinti ed autonome, debbano essere considerati fonti unitarie.

In altre parole, in nessun punto della sentenza n. 350 del 2013 risulta scritto che gli interessi corrispettivi e quelli di mora debbano essere sommati, la maggiore osservazione assunta dalla giurisprudenza fino ad ora è stata quella di avere un orientamento univoco, la tesi del cumulo fra interessi moratori e corrispettivi non deve e non può essere condivisa in ragione della diversità funzionale delle due categorie di interessi.

DECIBA fra i massimi esperti (www.deciba.it) in materia danno un’allarma,sono state vendute oltre 100 mila perizie con la somma dei tassi e probabilmente perderanno tutte .

Difatti, il tasso di mora ha una autonoma funzione quella della penalità per il fatto imputabile al mutuatario e solo eventuale, del sopraggiunto ritardato pagamento, e quindi la sua incidenza va esclusivamente rapportata al protrarsi ed anche alla gravità della inadempienza, del tutto diversa la funzione di remunerazione propria che riguardano gli interessi corrispettivi o nominali che siano.

Sussiste, inoltre, una notevole differenza tra interessi nominali ed interessi moratori con riferimento alla base di calcolo ed ai periodi di applicazione. Gli interessi corrispettivi, per la propria natura, si applicano sull’ammontare totale del credito e per il periodo di durata di tutto il finanziamento. Gli interessi di mora si applicano, invece, sull’ammontare delle rate non pagate ed esclusivamente per il periodo relativo all’inadempimento.

Sulla base di tale tesi, va osservato dunque, che gli oneri derivati dagli interessi di mora non partecipano alla natura corrispettiva, quindi non possono essere oggetto di rilevazione dell’usura e poi, in riferimento alla normativa in materia di usura il corrispettivo è il tasso inequivocabilmente legato al fisiologico ed ordinario svolgimento del contratto, al contrario invece, gli oneri derivanti dagli interessi di mora, essi, infatti, non partecipano alla natura corrispettiva in quanto per la loro applicazione non possono rientrare nell’orbita naturale della rilevazione dell’usura.

Con i giusti calcoli e professionisti ogni giorno la banca paga,stiamo attenti,non tutti sono adeguatamente preparati .

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DECIBA: LE BANCHE RISARCISCONO OGNI GIORNO

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Ogni giorno le banche emettono assegni a rimborso o risarcimento,la banca è un’azienda,se sbaglia paga.
Conto correnti,Mutui,leasing,prestiti,le anomalie sono tantissime,con un’adeguata procedura e giusti professionisti si ottengono i risultati sperati.
L’informazione in questo campo è molto scarsa,giornali,televisioni,radio hanno spesso come clienti commerciali le banche,senza entrare nel complottismo il tutto è molto semplice,ogni azienda non può mettere in difficoltà i propri clienti. Lo possiamo capire per società commercializza quando si tratta di informazione pubblica il tutto dovrebbe essere a tutela del Cittadino,purtroppo oggi più che mai sembra che la Politica sia molto vicina alle Banche.
Se le persone vedessero quante transazioni e risarcimenti ogni giorno le banche fanno tutti si convincerebbero di controllare i vari prodotti bancari.

La Legge funziona,se la banca sbaglia paga.

Nel web troviamo pensieri discordanti e risultati completamente diversi,ci sono professionisti che vincono e altri che perdono,per quale motivo ?

Controllare le banche è un nuovo lavoro,spesso l’errore è pensare che il proprio commercialista o avvocato deve essere necessariamente un’esperto in matematica finanziaria,se fosse così non ci sarebbero risultati completamente diversi. Possiamo dire che in ogni ristorante si mangia bene ? eppure il cibo è uguale … possiamo fare mille esempi,il gruppo DECIBA www.deciba.it www.deciba-professional.it dichiara che in Italia ci siano al massimo 5 grandi professionisti del settore,la proposta commerciale è di circa 500 operatori del campo . Grosse società SPA che vendono perizie sbagliate o psuedo periti commercialisti che entrano nel business senza avere la giusta competenza per vincere . Nel web possiamo trovare tutto al contrario di tutto,quello che possiamo valutare sono i dati oggettivi,i professionisti che vincono ci sono e purtroppo costano molto.

Uno dei massimi esperti in materia il Dott.Gaetano Vilnò Presidente DECIBA è molto chiaro,nessuno ti regala niente,quelli bravi si fanno pagare.

Questo video da ulteriori informazioni

Vi consigliamo sempre di fare ricerche adeguate.

Ulteriori informazioni www.deciba.it

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LE BANCHE PERDONO 300 MILA EURO IL RISARCIMENTO MEDIO

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Perché sempre più risparmiatori fanno causa alle banche? I servizi delle Iene hanno mostrato come verificare il superamento del Tasso Soglia Usura sia diventata pratica sempre più frequente e come, negli ultimi anni, sempre più banche italiane siano state costrette a restituire il denaro estorto ai risparmiatori.

Le procedure in realtà sono semplici,Conto Corrente,Mutui,Leasing,questi prodotti bancari spesso violano la Legge,necessità una accertamento preventivo e se vengono rilevati illeciti o reati si parte con la richiesta di risarcimento con la Banca

Ulteriori informazioni www.deciba.it

Attenzioni ai professionisti scelti,in Italia le persone preparate in questo settore si contano su una mano,fare una preanalisi errata significa perdere la Causa .

Ovviamente, per avviare una causa il gioco deve valere la candela. Più la somma da recuperare è ingente, più conviene rivolgersi a ui professionisti. Sugli interessi eccessivi applicati dalle banche ci sono ormai centinaia di sentenze favorevoli ai clienti, censite anche da un’inchiesta di Panorama, con un risarcimento medio di 292.327 euro. Sulla convenienza di andare fino in fondo o tentare un accordo la valutazione è poi del singolo risparmiatore.

Le banche, dovendo affrontare tanti contenziosi, si rivolgono spesso a studi legali esterni, i quali in genere hanno tutto l’interesse a fare la causa fino in fondo, perché in questo modo l’avvocato guadagna di più. Spesso sono invece i professionisti dei risparmiatori che propongono le transazioni e ottengono l’esito sperato in un tempo ragionevole.

Il video sottostante spiega perché sia giusto fare causa alle banche. Dott- Gaetano Vilnò, Presidente di Deciba (prima associazione in Italia ad aver ottenuto l’annullamento e il blocco dell’asta giudiziaria, il risarcimento totale degli interessi versati alla banca in caso di mutuo, finanziamenti e leasing) spiega perché è giusto fare causa alle banche che sono quasi sempre in torto. Affidarsi a professionisti veri può aiutare anche ad ottenere la gratuità del debito. Inoltre, se si dimostra che i tassi d’interesse sono in usura (il 99% dei casi) è possibile ottenere la TOTALE RESTITUZIONE DEGLI INTERESSI VERSATI, il risarcimento del bene pignorato e venduto all’asta e molto altro ancora.

Questa Intervista risponde a molte domande

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AGENZIE DEBITI E DIFESA ATTENZIONE AL GIUSTO PROFESSIONISTA

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Nel web stanno nascendo tantissime società che si occupano di risolvere problemi con banche e debitori vari ma attenzione il rischio è di cadere dalla pentola alla brace.
L’associazione DECIBA www.deciba.it evidenzia questo rischio,qualche tempo fa

Agenzia Debiti che ha avuto una visibilità molto importante e purtroppo altrettanto problemi con i clienti,oggi è in via di fallimento. Difesa dei debitori è un’argomento molto sentito,società e associazioni promuovono soluzioni spesso costose e senza nessun tipo di risultato,attenzione ai professionisti scelti.

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In rete basta fare una ricerca per trovare tantissimi gruppi commerciali in questo senso,fra le più in vista DIFESA DEBITORI SPA “PROTEZIONE ED AIUTO INDEBITATI ” questo lo spot .
Il logo ha un guerriero su di un cavallo che con scudo sembra combattere i nemici. L’immagine proposta è di uno staff bello ed elegante in un’ufficio che non sembra ad essere in Italia (magari sbagliamo ) .

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Queste non sono accuse ma semplicemente riflessioni,all’interno del sito non si evince nessun nome di nessun professionista,fra i servizi erogati parlano anche di Usura e Anatocismo,sappiamo che questo argomento è specifico e richiedete una preparazione di alto livello .

Mettendo la parola chiave difesa,emergenza,debiti,equitalia,banche possiamo trovare un’infinità di società che offrono tutto,attenzione a verificare sempre chi sono e quanto costano i servizi che propongono .

Indicazioni

Osservate il sito di chi si propone,solitamente è meglio decidere per quelle società che non usano immagini di fantasia ma ci mettono la faccia. Numero di telefono devono essere fissi e nella ricerca “chi siamo” devono comparire i nomi delle persone o professionisti responsabili delle promozioni .

Meglio trovare cattive recensione che nulla

Questa regola in molti già la conosco,chi truffa basa la struttura in modo anonimo,le società che lavorano hanno le persone contente ma anche quelle scontente,avere recensioni è un indicatore molto importante. Non fermatevi mai alla prima recensione o sito che parla male di uno o dell’altro fate un po’ di ricerca e poi deciderete con dati alla mano .

Abbiamo affrontato più volte l’argomento,falsi salvatori o persone che apparentemente sembravano aiutare le persone,fate sempre ricerche congiunte e vedrete che alla fine sarà di aiuto al fine di capire meglio chi scrive e cosa scrive

Recentemente abbiamo parlato del blog deborah betti,Sig.ra che ha avuto problemi con la società commerciale sol centro studi,verificando molti dati abbiamo scoperto che è una web marketing e che cercava visibilità e non giustizia.

Qui l’articolo

http://www.disinformazionebancaria.it/2790/deborah-betti-il-blog-contestato.html

http://www.movimentorevolution.it/?p=4649

http://www.movimentorevolution.it/?p=5341

Concludendo,l’invito è sempre uguale,informatevi e fate ricerche approfondite,ci sono fake new ma ci sono anche blog e siti pagati per fare buona o cattiva pubblicità,solitamente incrociare i dati ci da buoni indizi per fare la giusta scelta .

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AVVOCATI SBAGLIANO ? COME FARGLI CAUSA

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L’Abbiamo chiesto al Presidente DECIBA Dott. Gaetano Vilnò www.deciba.it

Gli Avvocati sbagliano ?

Oltre ad essere Presidente Deciba mi occupo anche di consulenza Aziendale,dopo anni che faccio questo mi sono accorto che Avvocati e Commercialisti commettono errori come tutti gli altri professionisti .
Noi come DECIBA vogliamo tutelare il cliente anche da questo punto di vista,se il professionista non svolge adeguatamente il suo lavoro lo allontaniamo e prendiamo provvedimenti .
In 5 anni di lavoro specifico di controllo bancario abbiamo sostituito il 50% degli Avvocati,i motivi sono di diverso tipo,scarsa comunicazione con il cliente per arrivare anche ad errori da compromettere la causa stessa. Io stesso ho Cause in corso con Avvocati,nel mio caso L’avvocato Berni Luca di Parma ha dimenticato nei termini di legge di proporre l’appello ,ora ho fatto la richiesta danni e vedremo cosa deciderà il Giudice . Potrei elencare una miriade di errori clamorosi,come spesso dico Avvocati bravi molti pochi gente che si fa pagare profumatamente tanta . Avere un buon legale può fare la differenza nell’andamento aziendale,il mio consiglio è di avere sempre un’altro punto di vista . Ogni Giorno come gruppo abbiamo richieste di Avvocati che vogliono collaborare con noi,stiamo sempre ben attenti a selezionare persone che siano adeguatamente preparate . Per noi è importante il cliente finale,se il professionista non si comporta adeguamente lo cambiamo . Molti mi chiedono se è possibile fare cassa al proprio Legale,la risposta è si,l’importante è rispettare le giuste procedure .

Responsabilità professionale: come impostare una causa contro l’avvocato, le prove, i termini, le possibilità di successo per vincere il giudizio, costi e spese.
Se l’avvocato sbaglia la causa e perde è sempre responsabile? La risposta non è così scontata come si crede e, da questo equivoco, discende la ragione per cui spesso chi fa causa all’avvocato poi perde il giudizio. Possibile? Sì, perché nel processo civile contro il professionista, oltre a doversi dimostrare l’errore di questi, è anche necessario provare il danno subito. E dov’è il danno in quei casi in cui il cliente non avrebbe comunque ottenuto l’utilità sperata anche se l’avvocato avesse tenuto un comportamento corretto? In altri termini, se la causa è già persa in partenza – nel senso che il cliente ha scarse chance di successo – non si può scaricare la colpa sul legale, anche se questi ha clamorosamente sbagliato. Come dire: nessun danno, nessun risarcimento. Ma procediamo con ordine e vediamo come e quando fare causa contro un avvocato, cosa bisogna dimostrare e, soprattutto, quali sono le possibilità di vittoria.

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La responsabilità professionale dell’avvocato che sbaglia la causa scatta solo se il cliente dimostra che, senza l’errore, avrebbe vinto la causa. Il cliente che chiede la restituzione per inadempimento degli onorari già pagati all’avvocato deve dimostrare che, senza le omissioni contestate, “ragionevolmente” avrebbe vinto la causa.

In particolare, per dimostrare la violazione della «diligenza professionale media esigibile», l’assistito non deve solo prospettare il tipo di strumenti che si sarebbe dovuto mettere in campo, ma anche argomentare perché seguendo quel percorso “ragionevolmente” l’esito del processo sarebbe stato diverso.

L’ipotesi tipica è quella dell’avvocato che fa scadere un termine e, magari, notifica un atto con ritardo; oppure quella in cui dimentica di depositare un documento nella fase istruttoria, così privando il proprio cliente di una prova inconfutabile delle proprie ragioni; oppure che sbaglia l’indirizzo di una notifica o, magari, non si presenta a un’udienza, lasciando che la controparte “convinca” il giudice senza particolari difficoltà. Spesso la critica all’avvocato sta nel fatto che questi ha omesso di informare il cliente sui rischi del giudizio e sulla presenza di una giurisprudenza difforme dalla propria interpretazione; o nell’aver consigliato una procedura più complessa e lunga rispetto a un’altra; o ancora nell’aver sbagliato del tutto il rito richiesto, facendo perdere tempo e denaro alla parte assistita. Come ci si difende in questi casi?

Quali leggi regolano la responsabilità dell’avvocato?

Innanzitutto vediamo quali sono le norme sulle quali si basa il parametro di responsabilità di un professionista. La disposizione generale, che è perno della causa contro un avvocato, è quella – contenuta nel codice civile [1] – secondo cui, nell’adempiere l’obbligazione, il debitore deve usare la diligenza del buon padre di famiglia. Nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata.

Sempre il codice civile stabilisce che [2] il mandatario è tenuto a eseguire il mandato con la diligenza del buon padre di famiglia.

Si tratta, come è facile comprendere, di norme di carattere generale che però si adattano ad ogni tipo di situazione.

Entro quanto tempo fare causa a un avvocato?

Un altro aspetto di cui tenere conto è il termine di prescrizione: entro quanto tempo va fatta la causa contro l’avvocato? Il termine è di 10 anni che iniziano a decorre dal momento in cui il danno è oggettivamente percepibile, il che significa – nella gran parte dei casi – dalla sentenza finale che “smaschera” l’errore commesso dal professionista. Il termine di prescrizione della responsabilità professionale è di 10 anni per via del fatto che tutte le azioni che nascono da un contratto (tale è, appunto, quello che si instaura tra avvocato e cliente) vanno esercitate entro massimo un decennio. Dunque, il cliente può fare causa all’avvocato entro tale termine: termine, però, che può essere interrotto e fatto decorrere da capo con una lettera di diffida, purché venga quantificato, in modo puntuale e preciso, il fatto contestato, il danno e l’ammontare del danno stesso.

Come si dimostra l’errore dell’avvocato?

Per dimostrare l’errore dell’avvocato ci vuole, molto spesso, un altro avvocato. Sembra paradossale, ma è così. Difatti il processo ha delle regole tecniche che solo gli esperti del foro conoscono. E per capire se c’è stato un errore, bisogna conoscere non solo il diritto “sostanziale” (quello del codice civile, penale e delle varie leggi), ma anche quello processuale, che regola i tempi e le cadenze di una causa. Ecco perché, prima di inalberarsi contro il proprio avvocato, è sempre bene averne consultato un altro che possa confermare o meno la responsabilità del collega. Il consulto con un altro legale non è certo una prova. In verità, quello che deve fare il cliente, nella causa contro l’avvocato, è dimostrare:

il comportamento contestato al legale: come ad esempio, l’aver fatto scadere un termine o il mancato deposito di un documento, fatti che si possono argomentare spesso dalla stessa sentenza o dai provvedimenti del giudice, che descrivono appunto l’andamento della causa;
il danno: come detto, si tratta di provare che, senza l’errore del legale, la causa sarebbe stata vinta. In verità, su questo punto, un ampio margine di manovra viene riservato al giudice il quale, conoscendo il diritto, valuterà se le ragioni dell’assistito risultavano fondate o meno. Nel primo caso, il danno è dimostrato; nel secondo caso, invece, il cliente perde la causa contro il proprio avvocato.
Per ottenere il risarcimento dall’avvocato che commette un errore o dimentica un documento o fa scadere un termine o interpreta male la legge è necessario anche dimostrare l’entità del danno subito in termini economici. Se non si riesce a raggiungere questa prova, si può chiedere una valutazione “equitativa”, ossia secondo quanto appare giusto al tribunale decidente.

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Fare causa a un avvocato: quali margini di successo?

Sintetizzando quanto finora detto, l’avvocato che sbaglia la causa è tenuto a risarcire il danno al proprio cliente solo se quest’ultimo riesce a dimostrare che, senza l’errore, avrebbe vinto il giudizio. Diversamente, anche se l’errore è imperdonabile, l’assistito non ha diritto all’indennizzo. Per vincere la causa contro l’avvocato bisogna insomma dimostrare che il giudice avrebbe probabilmente (la certezza non è di questo mondo, specie quello legale) dato ragione al cliente.

Perché mai questa apparente tutela verso gli avvocati? La risposta sta in un concetto chiave del processo civile: il risarcimento spetta solo in presenza di un danno concreto ed effettivo. Perdere una causa per un errore tecnico dell’avvocato, causa che comunque sarebbe stata persa per assenza di ragioni dell’assistito, non è certo un danno. Il danno, invece, c’è se il giudizio aveva buoni margini di successo e, quindi, senza lo sbaglio, il cliente avrebbe verosimilmente portato a casa il risultato.

LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI ANCHE PER GLI AVVOCATI

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Napoli : arrestati tre usurai con tassi del 272%

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Il sistema era gestito anche con l’uso di minacce e violenza, da cinque persone di Castellammare di Stabia. Il gip di Torre Annunziata ha disposto il carcere per tre di loro e l’obbligo di dimora per gli altri due

 

Usura e tentata estorsione in concorso. Queste le accuse formulate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Napoli, nei confronti di cinque persone di Castellamare di Stabia colpite da un’ordinanza di misura applicativa emessa dal gip del tribunale campano.

Tassi usurari fino al 272%

Gli accusati, tre uomini e due donne, sono sospettati di aver applicato su prestiti di poche migliaia di euro tassi usurari che, in alcuni casi, hanno raggiunto il 272% delle somme erogate. I cinque presunti complici, tre dei quali appartenenti allo stesso nucleo familiare, sono stati raggiunti dai Carabinieri di Castellamare di Stabia al termine di una lunga indagine diretta dalla Procura di Torre Annunziata. Grazie all’uso di intercettazioni telefoniche e riscontri documentali eseguiti dal settembre al novembre 2016, gli uomini del del Nucleo Operativo dei carabinieri sono riusciti a raccogliere sufficienti indizi di colpevolezza a carico dei cinque accusati.

La denuncia di una delle vittime

A dare avvio al procedimento contro i cinque è stata la denuncia di una donna che, sommersa dalle continue minacce, si è decisa a raccontare la tutto agli inquirenti. La sua storia è iniziata nell’aprile del 2014 a causa di difficoltà economiche che l’avevano convinta a rivolgersi a una delle persone oggi sotto inchiesta per chiedere un prestito di 1.100 euro. Somma subito concessa a fronte di una rata mensile di 250 euro (con un interesse del 272% annuo). Le successive indagini avrebbero permesso di scoprire almeno altri due prestiti sospetti concessi dalla banda dall’ottobre del 2013 al dicembre 2016. Si tratta im particolare di una transazione da 3mila euro con una rata di restituzione di 400 euro (tasso del 160% annuo), e un altro di 1000 euro con rate da 150 euro al mese (pari a un tasso del 180% annuo). Inoltre, durante le indagini, sarebbero emersi due episodi di violenza e minacce con i quali alcuni degli indagati avevano tentato di estorcere denaro a due delle loro vittime. La misura accolta dal gip ha portato all’arresto in carcere per tre di loro, mentre gli altri due sono stati raggiunti da un divieto di dimora a Castellammare di Stabia.

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Banche salve con i soldi dei privati!

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“Tutte le decisioni esistenti sugli aiuti di Stato e dell’unione bancaria”. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione responsabile dell’euro e della stabilità finanziaria Valdis Dombrovskis, riferendosi alla soluzione decisa nel weekend per le due banche venete. Dombrovskis ha voluto precisare che nel caso delle due banche venete e della soffertissima soluzione concordata tra le varie autorità Ue e il governo italiano, «l’unione bancaria e le sue regole sono state parte della soluzione e non parte del problema ed è importante che i due istituti siano usciti dal sistema in un modo che non Intervento per tutelare economia del Veneto .

«Le decisioni prese a tutti i livelli sono in linea con le nostre regole sugli aiuti di Stato e dell’unione bancaria e, d’altra parte, le varie istituzioni coinvolte hanno lavorato strettamente con le autorità italiane», ha aggiunto Dombrovskis.

Alla fine del processo di decisione, l’Italia ha considerato che il fallimento di Veneto Banca e Popolare di Vicenza avrebbe creato un «serio impatto» negativo all’economia reale in una regione «tra le più attive del Paese, per cui gli aiuti di Stato erano necessari per fronteggiare perturbazioni economiche».comporta danni (sistemici) e non aumenta i costi».

Dai privati contributo di 5,2 miliardi

Poi il vicepresidente della Commissione ha ricordato che sono state rispettate le regole del “burden sharing” dato che azionisti e obbligazionisti junior sopporteranno un costo dell’operazioni «contribuendo per 5,2 miliardi per assicurare la liquidazione ordinata delle due banche». Quanto al «peso considerevole per i contribuenti italiani», Dombrovskis ha detto che «toccava all’Italia prendere tale decisione». Per l’impatto sul bilancio del sostegno pubblico deciso per permettere l’operazione di Intesa SanPaolo e gestire lo smaltimento degli asset delle due banche venete!

Nessun impatto sul deficit strutturale
Dombrovsis ha confermato che «certamente se c’è spesa pubblica aumenta il debito, ma ciò che è importante ai fini della sorveglianza del patto di stabilità è che si tratta di fondi impiegati una tantum che non avranno alcun impatto sulle discussioni sugli sforzi strutturali» annuali. Il deficit strutturale è infatti il saldo di bilancio corretto per gli effetti del ciclo economico e delle misure una tantum ed è l’indicatore più importante ai fini della valutazione dello stato di salute della finanza pubblica da parte della Commissione europea.
Per ciò che concerne l’unione bancaria, l’esponente comunitario ha detto che «adesso siamo in una fase di transizione nell’unione bancaria, le banche stanno aumentando i “buffer” (cuscinetti) per fronteggiare eventi di “bail-in” e più abbiamo passività chiaramente eleggibili a tal fine meglio è».

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Quando scatta l’usura sul tuo Conto corrente!?

LE BANCHE USURAIE!!!!!!!!! RIBELLIAMOCI!!!!!!!!!

 

 

 

 

 

 

 

Queste domande, soprattutto negli ultimi anni, sono divenute molto frequenti. Infatti, sia i privati sia gli imprenditori, grazie alle informazioni acquisite da diverse forme di comunicazione (a dire il vero non sempre precise e/o esaustive), hanno manifestato alcune perplessità circa la conformità dei rapporti contrattuali intrattenuti con i propri Istituti di Credito.

Specialmente in questo periodo di forte crisi del settore finanziario, le irregolarità compiute dalle banche non sono rare e sporadiche, ma sempre più frequenti: infatti tra le previsioni più diffuse, rientrano fenomeni quali: usura bancaria, anatocismo, commissioni illegittime e modifiche non concordate delle condizioni contrattuali.

Analizziamo, nello specifico, l’ipotesi di usura. Indipendentemente dalle varie forme che può assumere (originaria alla stipula del rapporto o sopravvenuta in corso di rapporto), l’usura si verifica nel momento in cui l’istituto di credito o l’intermediario finanziario, pattuisce e quindi percepisce interessi superiori rispetto a quanto stabilito dalla normativa di legge. Quindi, per consentire la verifica del superamento dei tassi massimi praticabili, i quali variano a seconda della tipologia contrattuale (c/c, leasing, mutui, finanziamenti alle famiglie/imprese etc etc), bisogna confrontare il tasso applicato dall’ Istituto di Credito con quello fornito trimestralmente dalla Banca d’Italia (c.d. tasso soglia/usura).

Il superamento di suddetto tasso periodico, fa configurare, dunque, l’usura bancaria.

Ma quali sono i rimedi e gli strumenti utilizzabili in queste situazioni?

Innanzitutto, per verificare l’effettivo superamento del “tasso soglia” o comunque la presenza di ulteriori anomalie bancarie, è opportuno rivolgersi a professionisti in grado di analizzare specificatamente ogni singolo rapporto contrattuale.

Solo in caso di accertamento positivo (quando l’usura è presente) è possibile sia contestare le anomalie riscontrato e conseguentemente ottenere la restituzione delle somme corrisposte, sia ottenere un vero e proprio “blocco” delle eventuali procedure pendenti (ad es. esecuzioni immobiliari) fino all’accertamento del corretto “dare avere” tra le parti.

 “Un consiglio decisamente importante”, afferma l’Avv. Pagano “è quello di rivolgersi esclusivamente a soggetti specializzati in materia. Infatti, siccome l’usura bancaria rappresenta un fenomeno difficile da eliminare, poiché basato sullo sfruttamento della necessità di denaro di famiglie ed imprese, è necessario affidarsi a soggetti competenti nel settore che sappiano consigliare la migliore strategia da attuare”.

Queste sono solo alcune direttive e consigli per combattere il fenomeno dell’usura bancaria, per ulteriori informazioni contattare 

Deciba Associazione 0521.241417  cell 338.1063708

financialsolution@libero.it

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