MUTUO GRATIS SE LA BANCA SBAGLIA VIDEOTUTORIAL

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La Legge è chiara e non lascia dubbi,se il Mutuo supera il tasso soglia diventa gratuito.

Salvo diversa volontà delle parti,il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante . Per la determinazione degli interessi si osservano le disposizioni dell’articolo 1284.
Se sono convenuti interessi usurari la clausola è nulla e non sono dovuti interessi.

Questo il testo di Legge,a conferma la famosa sentenza di Cassazione Civile, sez. I, sentenza 09/01/2013 n° 350

Ai fini dell’applicazione dell’art. 644 c.p., e dell’art. 1815 c.c., co. 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori. Infatti il riferimento, contenuto nel D.L. n. 394 del 2000, art. 1, co. 1, agli interessi a qualunque titolo convenuti rende plausibile – senza necessità di specifica motivazione tale assunto

Questo Video spiega con semplicità tutte le procedure,dubbi,soluzioni.

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Nulla è dovuto cartelle d’Equitalia notificate dopo il 2008: finalmente un sospiro di sollievo

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Sentenza epocale che rende nulle tutte le cartelle d’Equitalia notificate dopo il 2008: finalmente un sospiro di sollievo

Finalmente un po’ di ossigeno per coloro che storcono il naso ogni volta che si trovano davanti a una cartella esattoriale, o che semplicemente sentono la famigerata parola Equitalia.
A dare sollievo ai tanti vessati sono varie sentenze, tra cui quella della Cassazione (Civile tributaria) n.4516 del 21 Marzo 2012, corroborata dalla sentenza del T.A.R. Lazio che annullava le cartelle d’Equitalia non redatte o firmate da un dirigente.
Sostanza della sentenza di Cassazione, è la necessaria precisione con cui deve essere redatta la cartella, non dovendosi limitare alla cifra globale, ma bensì dettagliare ogni singolo calcolo e specificare le singole aliquote che annualmente sono state maturate. Questo per evitare la situazione in cui sia il contribuente a fare le indagini, al che risulterebbe una violazione del diritto di difesa che è del resto costituzionalmente garantito.

NULLO E’ DOVUTO A EQUITALIA

A seminare ogni dubbio quindi, tutte le cartelle notificate dopo il mese di Giugno del 2008 sono illegittime se prive dell’indicazione della base di calcolo.
A rincarare la dose è poi una seconda sentenza, questa volta della Commissione Tributaria Regionale del Piemonte, che con sentenza n.92 del 1° Ottobre del 2012, che ricalca quella della Cassazione, in particolare specifica che l’atto di riscossione deve presentare tutti gli elementi che consentono al contribuente di verificare la correttezza dei calcoli effettuati (es. metodo calcolo interessi), altrimenti è invalida, quindi a tutti gli effetti la cartella è nulla e non va pagata.

Da qualche tempo le trasmissioni di denuncia né parlano,sia Equitalia che l’ufficio delle entrate sbagliano,vale la pena fare un’accertamento su cosa è giusto pagare e su cosa no .

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POTERE DELLE BANCHE ? ECCO COME CONTROLLARLE

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Lo strapotere delle banche sembra non avere controllo,eppure attraverso la Legge è possibile controllarle e vincere davanti ai Giudici .

Il credito riveste sempre più un ruolo centrale nella vita di famiglie e imprese,ma per evitare di prendere decisioni sbagliate,sovraindebitarsi e sottoscrivere contratti ad alto rischio o con tassi di usura occorre avere una adeguata conoscenza dei prodotti finanziari. Attraverso la nostra attività di controllo e consulenza dei prodotti finanziari ha affermato il Presidente Nazionale D.E.C.I.BA Dott.Gaetano Vilnò situazioni illegittime che mettono in risalto innumerevoli illeciti e reati commessi dalla banca. Le violazioni rilevate più frequenti sono Usura e indeterminatezza per quanto riguarda Mutui,Lesing,Prestiti,per poi passare al famoso Anatocismo che appartiene al mondo dei conto correnti affidati . A fronte di controlli econometrici DECIBA www.deciba.it ha stabilito che il 70% dei contratti sotto accertamento contengono illeciti o reati,l’articolo 1815 cc stabilisce che nel caso di superamento tasso soglia usura il contratto diventa gratuito. In parole semplici viene restituiti il solo capitale e non gli interessi.

Chi ha attivato l’accertamento ha ottenuto risultati eclatanti

La materia è specifica e richiede una preparazione adeguata,attualmente troppe persone improvvisate hanno intrapreso il diritto bancario creando l’effetto contrario,perdere la causa. Il Presidente DECIBA Gaetano Vilnò assicura che la Legge funziona ed è giusto chiedere i propri diritti,la maggior parte delle cause perse sono per errori professionali. Avvocati,Periti,consulenti,Associazioni,Caf,paradossalmente abbiamo visto che sono proprio loro a commettere gli errori più eclatanti. Un aspetto interessante è la negoziazione,quando la banca comprende di avere torto spesso accetta di transare senza necessariamente andare in causa,accade il perfetto contrario quando ci sono perizie sbagliate o professionisti che propongono alla banca diritti non dovuti. Fate causa alla banca ma accertatevi che il vostro professionista sia preparato nella materia .
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I versamenti in banca vanno giustificati: in galera se non puoi giustificare

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I versamenti in banca vanno giustificati: presunzione di evasione estesa ai liberi professionisti
Una recente sentenza della Corte di Cassazione estende la presunzione di evasione anche ai liberi professionisti: ecco perché i versamenti su conto corrente vanno sempre giustificati.

I versamenti sul conto corrente vanno sempre giustificati, altrimenti per l’Agenzia delle Entrate potrebbero trattarsi di redditi in nero.

È questo il punto centrale di un’importante sentenza estiva della Corte di Cassazione – la numero 19806 del 9 agosto 2017 – che estende anche per i liberi professionisti, come avvocati, medici e commercialisti, la presunzione di evasione fiscale in caso di versamenti non giustificati.

Il fisco quindi oltre a controllare i bonifici ricevuti da terze persone, vigila anche sui versamenti effettuati direttamente dal libero professionista o da un semplice cittadino; nel caso in cui non sia possibile individuare la fonte di un determinato versamento, infatti, l’Agenzia delle Entrate può notificare un accertamento fiscale.

Sarà poi colui che ha effettuato il versamento a dover dimostrare che non si tratta di un’evasione fiscale, facendo chiarezza sulla provenienza dei soldi versati sul conto ma non menzionati nella dichiarazione dei redditi. Nessun problema invece per i prelievi da conto corrente, poiché in tal caso il titolare può prendere qualsiasi somma senza dover per forza indicare la motivazione.

Nel pieno della sospensione feriale del tribunale quindi la Corte di Cassazione ha emanato una sentenza che rivoluzionerà i rapporti tra gli studi dei liberi professionisti e il fisco; ecco tutti i dettagli di quanto dichiarato dal Palazzo di Giustizia.

Perché è importante giustificare i versamenti?
È il titolare di un conto corrente a dover dimostrare la provenienza dei vari versamenti per difendersi dall’accusa di evasione; ecco perché bisogna conservare qualsiasi documento che vi metta al riparo da un accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Infatti, se in caso di controllo bancario l’Agenzia delle Entrate dovesse rilevare dei versamenti non giustificati, questa fa scattare un accertamento con il titolare del conto corrente che sarà costretto a difendersi dall’accusa di evasione fiscale.

Questo perché il nostro ordinamento attribuisce la “presunzione di evasione fiscale” in favore del fisco; basta quindi una somma versata ma non dichiarata nel 730 per far pensare ad un’evasione fiscale.

Questi versamenti possono essere accertati dall’Agenzia delle Entrate come redditi “in nero” del libero professionista, a meno che questo non dimostri la reale provenienza dei fondi.

La sentenza 19806/2017 della Corte di Cassazione è molto importante perché ribalta quanto espresso dalla Corte Costituzionale nel 2014 (sentenza n°228): questa aveva dichiarato inapplicabile ai liberi professionisti la “presunzione di evasione fiscale” valida invece per i versamenti sul conto corrente non giustificati dagli imprenditori.

Anche avvocati, medici, commercialisti e architetti quindi devono stare molto attenti a quanto versato in banca se vogliono evitare un contenzioso con il fisco.

DECIBA www.deciba.it Esprime volgarità nella normativa “siamo in un’epoca bancocratica,questa è un’inquisizione fiscale .

La Corte di Cassazione ha poi specificato che il versamento va giustificato tramite una prova documentale e non testimoniale: niente dichiarazioni controfirmate da un testimone quindi, ma solo contratti, atti pubblici o estratti conto.

Niente accertamenti per i prelievi da conto corrente
Se bisogna prestare particolare attenzione ai versamenti sul conto corrente, imprenditori e liberi professionisti possono stare tranquilli per i prelievi effettuati. Come specificato dalla Corte di Cassazione, infatti, i prelievi fatti da conto bancario non sono sufficienti per giustificare un accertamento poiché non costituiscono una prova per la presunzione di evasione.

Il libero professionista quindi è libero di prendere quanto vuole dal proprio conto corrente – entro i limiti stabiliti dalla propria banca – senza dover fornire alcuna giustificazione al fisco. L’Agenzia delle Entrate non potrà chiedere le ragioni di tale prelievo, poiché non è detto che la somma prelevata venga spesa in qualche modo (per assurdo si possono tenere i soldi anche sotto il materasso).

Diverso il discorso per i versamenti, i quali se non giustificati danno il via ad un accertamento fiscale da parte dell’Agenzia delle Entrate: e dopo la recente sentenza della Corte di Cassazione tutte le persone fisiche potranno essere
vittime, compresi i liberi professionisti.

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CONTROLLARE LA BANCA UN VERO BUSINESS PROCEDURE

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Il peso di un mutuo si fa ben sentire da chiunque ma ancora più se aggravato in maniera non del tutto lecita. A confermare il tutto ci ha pensato proprio uno studio effettuato dalla Associazione DECIBA che ha raccolto i dati delle seguenti irregolarità. Circa tre mutui su quattro sono irregolari, OLTRE 80% dei casi chi ha stipulato un muto a tasso variabile dopo il 2003 adesso si trova a dover pagare molto di più di quanto dovuto.Oltre a questa prima analisi gratuita DECIBA è in grado di individuare altri illeciti e reati, come usura, anatocismo e indeterminatezza.

Sono molti i dubbi in questo campo, sia perché non è nota ai più quali siano le procedure da seguire, sia perché gli operatori che si dedicano a questa materia si stanno moltiplicano rapidamente.

Per avere risposte affidabili abbiamo chiesto a D.E.C.I.BA

Per ottenere un chiaro quadro della situazione

Dobbiamo necessariamente differenziare gli argomenti

Conto corrente ante 2000

Parliamo di conto correnti accesi prima del 2000. In questo caso specifico i parametri di controllo sono molto più forti giuridicamente poichè nel 2000 uscì una legge di compensazione riguardante l’anatocismo. Dopo il 2000 gli illeciti rilevati sono di minor entità ma cmq esistenti, prima del 2000 invece, si ha sicuramente più forza sia giuridicamente sia nei numeri. Controllare attraverso una pre analisi diventa uno strumento importante, per effettuarla servono movimenti a scalare e movimenti, si attiva un’analisi a campione e si stabilisce quanto la banca dovrà restituire.

Questo video del Presidente DECIBA Dott.Gaetano Vilnò vi darà importanti indicazioni

Conto correnti dopo il 2000

In questo caso, come anticipato, l’anatocismo è stato soppresso da una legge ad hoc per le banche, anche se in discussione, il parametro di controllo è diverso, si controllano i superamenti tassi soglia usura in ogni trimestre, così facendo stabiliremo un continuo di questo reato e stabiliremo quanto la banca dovrà restituire .

Un esempio per capire meglio:

un controllo di un conto corrente aziendale con affidamento di Euro 100.000 (centomila) utilizzato per 15 anni ha dato come risultato Euro 882.000 (ottocentoottantaduemila) che la banca dovrà restituire al cliente. Numeri indubbiamente numeri incredibili, per questo vale la pena fare controlli adeguati.

Mutuo
Argomento completamente diverso, la rilevazione viene fatta alla fonte, viene preso il contratto notarile, piano di ammortamento ed eventuali costi, solitamente i controlli di base sono superamento tasso soglia usura all’atto del contratto, indeterminatezza ex art. 117 TUB e pubblicità ingannevole. Successivamente alla preanalisi vengono effettuati ulteriori controlli, usura sopravvenuta e calcoli di anatocismo. Nel caso ci sia il superamento del tasso soglia usura, tutti gli interessi pagati dovranno essere restituiti e quelli futuri non dovranno essere pagati. Ciò è stabilito sia dell’art.1815 cc, sia dalla Legge 108/96.

Leasing
Vale bene o male la stessa regola del Mutuo: essendo un contratto di diversa tipologia ci sono conteggi diversi, ma la sostanza non cambia .

La Procedura adottata di suddivide in varie fasi

Pre analisi
In questa fase si effettua una prima verifica e si stabilisce se valga la pena andare avanti o meno, teniamo presente che la maggior parte delle problematiche si rilevano proprio in questa fase, se la diagnosi è sbagliata sarà sbagliata anche la cura .

SECONDA FASE

Stesura perizia econometrica, relazione legale, richiesta di transazione con la banca. In breve si avverte la banca di eventuali illeciti o reati e si invita a chiudere la situazione senza intraprendere una causa. I dati istat parlano del 45,8 % di chiusura senza causa se la banca si presenta in transazione. Nel caso la banca non scenda a compromesso si da avvio alla terza fase.

TERZA FASE

Tale fase prevede atto di citazione e inizio causa. In questo caso è possibile ancora mediare. E’ bene ricordare che anche la banca quando vede che si fa sul serio inizia a pensare ai costi della causa e alle reali probabilità di perdita. Difficilmente la Banca vince davanti ai giudici quando ha torto, la banca contrariamente vince per un problema legato ai costi da affrontare per il consumatore per attivare tutte le procedure di controllo e difesa.

Costi

Variano in base alle procedure da svolgere, per le preanalisi di mutui e leasing è possibile non affrontare alcuna spesa, diverso è per i conto correnti poiché il controllo richiede un lavoro molto più lungo e complesso. Una società seria vi elencherà quanto descritto in modo trasparente aggiungendo i vari costi da sostenere per le diverse fasi

Una considerazione importante è la preparazione del professionista,transare con la banca non è facile ma i dati sono chiari,se la banca si trova davanti ad una possibilità reale di perdere tende a chiudere senza andare in causa .

Questo mercato da 5 anni ha sviluppato molti pseudo professionisti del settore,si parla di oltre 450 fra società,associazioni,Avvocati,Commercialisti,secondo DECIBA solo il 25% è adeguatamente preparato a rilevare illeciti e reati che porteranno poi un reale beneficio al cliente.Questo settore è in continua evoluzione e ci sono per ora ancora troppi dubbi,affidarsi a professionisti preparati è il primo passo per vincere.

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DIFFIDA AL RECUPERO CREDITO ? RECENTE SENTENZA

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Valide le lettere di diffida, i solleciti di pagamento e le telefonate del call center di recupero crediti presso l’indirizzo dei genitori del debitore se questi convive ancora con loro.
Ricevere una telefonata o una lettera da parte di un recupero crediti non fa mai piacere; così ogni scusa è buona per non pagare. Una delle motivazioni più ricorrenti per contrastare il recupero crediti è la asserita lesione della privacy. E di certo non sempre i call center vanno sul sottile, prestando spesso il fianco a più di una critica (si pensi, ad esempio, a chi viene contattato sul lavoro o ricercato presso la casa dei genitori). Il problema non è da poco ed è tutt’altro che pretestuoso. Immaginiamo di ricevere una telefonata da un operatore, di cui non conosciamo l’identità né la società per cui lavora. Questi tuttavia dimostra di sapere tutto di noi: non solo il nostro nome e cognome, ma anche quanto abbiamo sul conto, quanti soldi abbiamo ricevuto dalla banca come finanziamento, per quale scopo ci sono stati prestati, chi sono i nostri familiari che, insieme a noi, hanno firmato il mutuo e quant’è il debito residuo che ci rimane da pagare. Insomma, un soggetto – del tutto estraneo dal nostro istituto di credito – sa la nostra storia finanziaria. È lecito questo trattamento dei dati? La banca può rivelare il debito del proprio cliente a una società di recupero crediti? La risposta è in una recente sentenza della Cassazione

Secondo la Corte, la banca non lede la riservatezza del cliente se utilizza i suoi dati per recuperare i suoi crediti. Il debitore non può quindi contestare la diffusione delle informazioni finanziarie che lo riguardano, neanche se dovessero arrivare solleciti di pagamento o telefonate del call center a casa dei genitori con cui questi convive.

In relazione al trattamento dei dati personali la legge stabilisce che questi vanno gestiti rispettando «i canoni della correttezza, pertinenza e non eccedenza rispetto alle finalità del loro nuovo utilizzo, ma non è necessario il consenso dell’interessato ove i dati stessi siano impiegati per esigenza di difesa delle proprie situazioni soggettive e negli stretti limiti in cui ciò sia necessario.

La banca può quindi utilizzare i dati del cliente debitore al solo fine di realizzare le proprie ragioni anche delegando una società di recupero crediti. Ne deriva che se il debitore vive ancora con i genitori, ben può la banca o la società di recupero crediti inviare i solleciti di pagamento all’indirizzo di questi o le comunicazioni telefoniche all’utenza degli stessi: ciò non configura un uso illecito dei dati personali del cliente.

Commento del Presidente DECIBA Dott.Gaetano Vilnò

“Il tutto è ragionevole,ci sono reati come l’estensione,ricatto,stalking,spesso le società di recupero credito vanno oltre a richiedere semplicemente il recupero credito,in quel caso una denuncia risolve ”

Questa telefonata non è regolare nei toni

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SALDO ZERO SE LA BANCA CON CONSEGNA I VECCHI ESTRATTI CONTI

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Domanda.

La mia banca sostiene di non potermi dare gli estratti conto del 2003 e del 2004 perché sono passati più di dieci anni. C’è rimedio?

Se la banca non dimostra il debito vantato cosa succede ? nulla è dovuto .

Ci sono due risposte,la prima è la più importante,Sentenze e Legge,la seconda meno importante,arbitro bancario. Andiamo ad analizzare i fatti .

Risposta.

La tematica prevede soluzioni differenti in base al motivo della richiesta. Quando infatti si è in presenza di fattispecie che riguardano la sostanza giuridica dell’estratto conto, vale a dire la prova del credito e del corrispondente debito, la giurisprudenza degli ultimi anni si è fatta favorevole per il cliente. Per esempio la sentenza di Cassazione 23974 del 25 novembre 2010 ha sancito l’obbligo per la banca di produrre gli estratti conto integrali, a far data dall’apertura del conto e sino alla data per cui pretenda il pagamento nel caso in cui sia dichiarata l’invalidità di clausole che abbiano comportato l’addebito di interessi, spese o commissioni. Né tanto meno la banca può invocare l’obbligo di conservare le scritture contabili per soli dieci anni dall’effettuazione di ciascuna operazione, perché l’onere di conservazione della documentazione contabile è ben distinto dall’onere di provare il proprio credito e ogni richiesta della banca di pagamento di un proprio credito deve essere accompagnata dalla produzione della documentazione completa riguardo il rapporto di conto corrente. Per quanto sopra indicato quindi una volta che sia stata dichiarata l’invalidità di clausole bancarie che abbiano comportato l’addebito di interessi, spese o commissioni a carico del correntista, la banca ha sempre l’onere di produrre gli estratti conto integrali, a far data dall’apertura del conto e sino alla data per cui pretenda il pagamento e non potrà sottrarsi a tale onere dichiarando di avere proceduto alla distruzione della documentazione anteriore al decennio.

L’analoga sentenza 23974 del 25 novembre 2010 obbliga la banca a produrre gli estratti conto integrali una volta che sia stata dichiarata l’invalidità di clausole bancarie che comportino l’addebito di interessi, spese o commissioni a carico del correntista.

Non finisce qui:

la sentenza 18541 del 2 agosto 2013, obbliga la banca a produrre in giudizio gli estratti conto a partire dall’apertura del rapporto nei casi in cui sia contestata per mancanza di requisiti di legge la
degli interessi ultra-legali. I requisiti che mancano sono quelli contrattuali, ossia non aver previsto nel contratto gli interessi ultra-legali, abitudine che gi istituti avevano fino a pochi anni fa.
Per questioni riguardanti altre fattispecie, come per esempio la semplice verifica dell’esistenza di un movimento di conto corrente, non si hanno invece a disposizione soluzioni favorevoli perché i Collegi dell’Arbitro Bancario respingono sempre le istanze dei clienti, accogliendo la tesi della prescrizione decennale addotta dagli intermediari.

Le banche non hanno nessuno interesse a consegnare i documenti,se le aziende verificassero la regolarità del proprio conto corrente probabilmente i debiti vantati dalle banche non esisterebbero o quasi.

Queste le parole di uno dei massimi esperti del settore Dott.Gaetano Vilnò Presidente DECIBA .

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ART.1815 COME NON PAGARE GLI INTERESSI SUL MUTUO

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Una recente sentenza del Tribunale di Viterbo ha ribadito un concetto già espresso da Cassazione e Corte Costituzionale: se gli interessi applicati a un mutuo superano la soglia di usura il mutuatario è tenuto a restituire alla banca la sola quota capitale.

DECIBA www.deciba.it da oltre 5 anni stabilisce questi concetti,purtroppo la mala informazione e la scarsa professionalità non permettono la divulgazione di questi eclatanti risultati.

mutuo interessi corrispettivi e moratori

Come è noto ad ogni finanziamento si applica una quota capitale, ovvero quanto effettivamente prestato dalla banca al mutuatario, e una quota interessi che è “il prezzo” del mutuo. Oltre a questo tipo di interessi, chiamati corrispettivi, ci sono altri interessi, definiti di mora, che scattano quando il correntista salta la rata diventando quindi “moroso”.

Se hai un Mutuo e vuoi una Preanalisi Gratuita con garanzia Deciba è possibile rivolgersi a : treviso@deciba.it Uff 0422/456003 www.deciba-professional.it www.deciba.it

tasso usurario

Tanto gli interessi di mora che quelli corrispettivi non possono superare il limite dell’usura. Secondo la legge i tassi sono usurari se superano del 50% il tasso, determinato con decreto del Ministero del Tesoro ogni tre mesi. Il tasso non è unico, ma varia a seconda del tipo di operazione con cui viene concesso il prestito. Nel calcolo dell’usura bisogna inoltre considerare anche tutti quei costi che il cliente è tenuto a sostenere, dalla commissione di apertura, chiusura della pratica, assicurazione o costi di gestione.

Questo video spiega con semplicità la sentenza

Quando gli interessi applicati al mutuo, siano essi corrispettivi o di mora, sono superiori ai tassi usurari, il mutuo è illegittimo e il cliente è tenuto a restituire solo il capitale. Questa conseguenza scatta anche nel caso in cui gli interessi moratori sono usurari solo sulla carta (quindi previsti dal contratto, ma non ancora applicati al cliente perché questi è in regola con le rate).

E’ un consulente tecnico nominato dal giudice a determinare l’eventuale usurarietà del mutuo. Una volta accertato il superamento del tasso di usura, il giudice deve stabilire che il cliente non è tenuto a resitutire nessun tipo di interesse, no solo quelli di mora, ma neanche quelli corrispettivi perché la legge sull’usura non fa distinzione tra interessi in base alla loro funzione.

Precisiamo che l’attività svolta è altamente professionale,servono perizie e avvocati specializzati per ottenere determinati risultati .

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EQUITALIA SCONFITTA ECCO LA LEGGE SCONOSCIUTA

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«Se non puoi sconfiggere il tuo nemico, fattelo amico». Saranno anche passati più di duemila anni, ma la frase di Giulio Cesare torna ancora comoda.

Specialmente se si parla di Equitalia, il più temuto nemico degli italiani dopo il virus Ebola.

Ecco la legge sconosciuta per sconfiggere Equitalia

Abbiamo scritto più volte della possibilità di difendersi da Equitalia,ci sono oltre 50 Errori rilevabili,per questo vi consigliamo questo video.

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Un avvocato del foro di Milano, specializzato in diritto fallimentare, è riuscito nella mission impossible di trattare coi funzionari del Fisco, riuscendo a far ridurre il debito di un suo assistito da 509mila a 54mila euro. E il tribunale di Como gli ha dato ragione.

Si è sono semplicemente basato sulla legge sul Sovraindebitamento (n. 3/2012), peraltro promossa a suo tempo dal senatore Pdl Roberto Centaro e che oggi andrebbe riformata e migliorata per renderla ancora più fruibile, che permette di ridurre i debiti, anche di natura fiscale, in relazione alle concrete possibilità del debitore – Far ragionare i funzionari dell’Agenzia con un semplice concetto: i debiti di qualunque persona fisica possono essere ridotti a seconda di quanto è il valore del patrimonio del debitore.

Il debito con Fisco gli è derivato dall’essere stato, vent’anni fa, titolare di una partecipazione del 20% nel maglificio di famiglia, poi fallito. L’accertamento fiscale risale al 1993, e per 24 anni non gli hanno tolto gli artigli di dosso. Ha provato più volte a difendersi ma le sue ragioni non sono mai state accolte. All’importo iniziale di 166mila euro sono state aggiunte le sanzioni (125mila euro), gli interessi di mora (187mila euro), l’aggio e oneri di riscossione (29.500 euro). «Noi, invece di 509mila euro, siamo riusciti a chiudere a 50mila euro per l’Agenzia delle entrate e 4mila per Equitalia – spiega l’avvocato – L’importo è stato determinato sulla base delle entrate del debitore, ovvero il solo stipendio. In pratica ho preso la busta paga di Roberto e ho applicato la legge sul sovraindebitamento che prevede che lo Stato possa pignorare solo un decimo delle entrate, per chi guadagna fino a 2.500 euro al mese. Questo decimo l’ho moltiplicato per tutti i pignoramenti che gli sarebbero potuti arrivare fino all’età di 84 anni, considerata anche la pensione, attualizzando gli importi ad oggi. Su questo ragionamento l’Agenzia è stata d’accordo e così ha racimolato quasi la metà della cifra debitoria iniziale. È inutile tenere un database di crediti che non recupereranno mai».

una breve descrizione della Legge 3

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USURA BANCARIA ALLARME DECIBA 100 MILA PERIZIE SBAGLIATE

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BANCHE E USURA : superamento tassi soglia – commento alla sent.di Cass. n. 350 del 2013

Vedremo in questo articolo di spiegare come può essere semplice riconoscere, in un primo momento l’usura bancaria, quali devono essere i controlli da effettuare prima di accendere un mutuo e quali possono essere le insidie che nessuno per ovvie ragioni non ci rivelerà mai.

Questo articolo è sia per i professionisti sia per utenti,oltre 100 mila perizie sbagliate provocheranno 100 mila cause perse,analizziamo insieme tutto .

L’usura, in tanto, nel nostro ordinamento, è riconosciuto un reato perseguibile sia civilmente che penalmente ma è chiaro che prevenire è sempre meglio che curare (art.644 cp)

E’ buona norma dunque, qualora si voglia accendere un Prestito o un Mutuo conoscere alcune nozioni principali per tutelare i propri diritti.

La Banca D’Italia ogni tre mesi stabilisce i tassi di interessi che dovranno essere applicati dalle banche ad ogni tipo di contratto in relazione alla loro tipologia. Il superamento di questi tassi, detti tassi soglia, come più avanti vi mostreremo meglio, determina l’usura bancaria. Quest’ultima può essere di due specie, usura originaria contratta all’atto della stipula contrattuale e usura sopravvenuta che si manifesta durante il normale andamento del piano di rimborso.

Il tasso d’interesse è dato dal TAN (tasso annuo nominale) e TAEG (tasso annuale effettivo globale) queste due sigle, articolati e combinati in conteggi, sono differenti da una banca all’altra, il loro rilevamento è dato da fattori che li determinano quali: tipo di contratto, durata e rata, il superamento della soglia quindi, stabilita dalla Banca D’Italia determina l’USURA. Ricordiamo che in caso di superamento tasso soglia il contratto diventa gratuito e tutti gli interessi andranno restituiti Info www.deciba.it

Un’altra sigla a cui bisogna stare attenti è il TEGM (tasso effettivo globale medio) in questa, sono calcolati tutte le spese accessorie contratte in mutuo, quali: interessi corrispettivi, tasso di mora, spese assicurative, penali, insomma, tutto quello che riguarda le spese contratte e quelle periodiche.

Attenzione, è possibile, facendo un confronto semplicissimo sulle sigle TAEG e TEGM, verificare in un primo momento, se il prestito che ci viene offerto sia per noi vantaggioso o meno, infatti, se la percentuale del Taeg risulta inferiore al Tegm, vuol dire che il prestito si mostra vantaggioso e corretto per noi e che soprattutto mantiene i canoni regolari dell’andamento del mercato, nel caso contrario invece, e cioè se il Taeg è superiore al Tegm, allora, il consiglio è quello di cambiare immediatamente Banca.

Questo video spiega con semplicità la procedura di accertamento

La tipologia dei tassi di interessi applicata sui Mutui o prestiti, sono, Tasso Fisso e Tasso Variabile, in questi casi bisognerà calcolarne i vantaggi prima di scegliere, valutare il risparmio, e la cosa più importante è ovviamente quella di farsi due conti prima di firmare. Può verificarsi in seguito alla stipula di un mutuo, a secondo dei mercati e all’incidenza dei saggi d’interessi, che vi sia un vantaggio passare dal tasso fisso al tasso variabile o viceversa a secondo delle nostre convenienze, c’è sempre, comunque, la possibilità di chiedere alla propria banca una rinegoziazione e la si può richiedere in ogni momento e tutte le volte che vogliamo.

Diffidate ovviamente ogni forma restrittiva in tal senso, la banca è tenuta a dare corretta informazione per via delle norme che regolano tali rapporti, i tassi, come sopra abbiamo detto, cambiano trimestralmente, pertanto, è un nostro diritto scegliere e cambiare il tasso d’interesse a nostro vantaggio, valutarne ogni effetto che si può rivelare nel tempo e così cambiarlo.

Facciamo adesso un esempio di calcolo per capire quale sia il Tasso Soglia Usura (TSU).

Dal 14 maggio 2011 il limite oltre il quale gli interessi sono ritenuti usurari è calcolato aumentando il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di un quarto cioè 25% , a cui si aggiungono ulteriori 4 punti percentuali la formula è la seguente: TSU= TEGM*1,25+4

Con un esempio sarà facilissimo comprendere meglio.

Allora, se il nostro TAEG è 6, il limite soglia oltre il quale sarà riconosciuta l’usura sarà: 6+1,5+4 = 11,5, quest’ultimo come possiamo vedere è considerata la Soglia limite.

Inoltre la differenza tra tasso Soglia e il Tasso Effettivo Globale Medio non può e non deve comunque mai essere superiore a 8 punti percentuali

Commento alla sentenza 350/2013 sulla natura dell’ USURA

In ordine a quanto è avvenuto negli ultimi anni in molte aule di tribunali, molti mutuatari sono stati indotti a fare causa alle banche per usura bancaria, molti studi professionali e professionisti elaboravano Perizie Econometriche applicando quanto interpretato dalla sentenza della Corte, gli attori deducevano la natura usuraria del proprio mutuo e chiedevano, in base le loro risultanze, che nella valutazione del superamento dei tassi soglia venissero tenuti conto anche gli interessi di mora e delle altre spese previste in caso di ritardato pagamento, ebbene, il tutto si è rivelato un grosso abbaglio che non ha portato a niente se nella fattispecie lo sforamento dei tassi soglia avveniva solamente per sommatoria del tasso nominale con quello del tasso soglia.

Riportiamo alcuni spunti giuridici sulla materia che stiamo affrontando – Sentenza n. 206/2017 pubbl. il 24/02/2017 RG n. 3870/2013 superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Corte cost. 25 febbraio 2002 n. 29: “il riferimento, contenuto nel D.L. n. 394 del 2000, art. 1, comma 1.

Le verifiche effettuati dai CTU, chiamati a periziare, in molti tribunali, hanno ritenuto che le prospettazioni attoree, in questo senso, sono del tutto infondate, le loro richieste venivano avanzate solamente sulla base di interpretazioni di una sentenza ma non sull’effettiva natura dell’usura.

Riportando alla luce la sentenza di Cassazione n. 350/2013 in senso stretto del commento, possiamo dire che le interpretazioni della sentenza sono state ben discordanti tra loro, la Cassazione ha semplicemente affermato che anche la pattuizione relativa al saggio degli interessi moratori debba essere oggetto di valutazione in ordine al superamento del tasso soglia, senza tuttavia esprimere il principio secondo cui i tassi pattuiti con funzioni distinti ed autonome, debbano essere considerati fonti unitarie.

In altre parole, in nessun punto della sentenza n. 350 del 2013 risulta scritto che gli interessi corrispettivi e quelli di mora debbano essere sommati, la maggiore osservazione assunta dalla giurisprudenza fino ad ora è stata quella di avere un orientamento univoco, la tesi del cumulo fra interessi moratori e corrispettivi non deve e non può essere condivisa in ragione della diversità funzionale delle due categorie di interessi.

DECIBA fra i massimi esperti (www.deciba.it) in materia danno un’allarma,sono state vendute oltre 100 mila perizie con la somma dei tassi e probabilmente perderanno tutte .

Difatti, il tasso di mora ha una autonoma funzione quella della penalità per il fatto imputabile al mutuatario e solo eventuale, del sopraggiunto ritardato pagamento, e quindi la sua incidenza va esclusivamente rapportata al protrarsi ed anche alla gravità della inadempienza, del tutto diversa la funzione di remunerazione propria che riguardano gli interessi corrispettivi o nominali che siano.

Sussiste, inoltre, una notevole differenza tra interessi nominali ed interessi moratori con riferimento alla base di calcolo ed ai periodi di applicazione. Gli interessi corrispettivi, per la propria natura, si applicano sull’ammontare totale del credito e per il periodo di durata di tutto il finanziamento. Gli interessi di mora si applicano, invece, sull’ammontare delle rate non pagate ed esclusivamente per il periodo relativo all’inadempimento.

Sulla base di tale tesi, va osservato dunque, che gli oneri derivati dagli interessi di mora non partecipano alla natura corrispettiva, quindi non possono essere oggetto di rilevazione dell’usura e poi, in riferimento alla normativa in materia di usura il corrispettivo è il tasso inequivocabilmente legato al fisiologico ed ordinario svolgimento del contratto, al contrario invece, gli oneri derivanti dagli interessi di mora, essi, infatti, non partecipano alla natura corrispettiva in quanto per la loro applicazione non possono rientrare nell’orbita naturale della rilevazione dell’usura.

Con i giusti calcoli e professionisti ogni giorno la banca paga,stiamo attenti,non tutti sono adeguatamente preparati .

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