Movimento di testimonianza
VIDEO SHOCK ,BATTISTERO SPA PARMA UNA TRUFFA ORGANIZZATA ? TESTIMONIANZA
Qualche tempo fa abbiamo raccolto la testimonianza di un dipendente della Battistero di Parma ,al tempo la politica Parmigiana si mobilitò con finanziamenti,accordi sindacali ecc ecc .. cosa hanno risolto ? Hanno preso i soldi e nessuno nè ha più parlato . Dalla testimonianza,si evince che la Battistero spa non era in crisi,semplicemente qualcuno ha fatto sparire i soldi,il solito giochino della compravendita di società fasulle ha portato questa società ad essere venduta all’ESSELUNGA. Nessuno ne ha più parlato,nessuno è andato in galera.
Movimento revolution
IL VIDEO TESTIMONIANZA REALIZZATO DA NOI
Il logo lista civica 5 stelle nel video è da non tenere in considerazione,non facciamo più parte del partito politico di Beppe Grillo
Firmato il contratto per l’ acquisto dello stabilimento della Battistero di Parma Produrrà pasta e prodotti da forno per la catena facendo concorrenza a Barilla
La gioiosa macchina dell’ Esselunga rallenta, frenata dal calo dei consumi e dalla difficoltà di estendere la rete dei punti vendita. Ma Bernardo Caprotti non demorde. Preferisce mettere in conto un calo dell’ utile per il 2011, per la prima volta da un decennio, piuttosto che perdere la fiducia dei suoi consumatori. Nei primi sei mesi dell’ anno la pressione inflazionistica proposta dai primi mille fornitori del gruppo della «Grande esse» è stata del 3,5%, ma la catena ha scelto di assorbire i rincari erodendo i propri margini, piuttosto che trasferirli sui prezzi finali. Non è la prima volta che accade ed Esselunga non è l’ unica insegna della grande distribuzione che cerca di frenare l’ inflazione al consumo, ma questa volta il terzo gruppo italiano si trova ad un bivio: o difende i suoi margini lavorando sul risparmio dei costi oppure alza i prezzi perdendo clienti. Caprotti ha scelto la prima opzione anche se impatterà sui profitti, ma non ha rinunciato a distinguersi dai competitor nella ricerca della qualità. Produttore Il segmento scelto è quello dei prodotti a marchio commerciale con i quali Esselunga realizza il 19% del fatturato contro il 25% della Coop. È qui che il presidente 85enne ha deciso di rilanciare: come produttore. Nei giorni scorsi ha firmato l’ acquisizione dello stabilimento della Battistero di Parma, una fabbrica di pandori un tempo della famiglia Varasi, finita in fallimento. E lì concentrerà la produzione di pasta fresca e prodotti da forno (dalle merendine, al pane in cassetta, ai panettoni) facendo concorrenza diretta proprio a uno dei suoi principali fornitori: Barilla. Una mossa in linea con la tradizione di autonomia tipica del creatore della «Grande esse» che già produceva una parte dei suoi prodotti freschi invece che rivolgersi a terzisti come i competitor. La produzione di pasta e prodotti da forno cui si stanno studiando le potenzialità assumerà i contorni di una vera e propria azienda industriale di medie dimensioni con alcune centinaia di milioni di euro di fatturato. Più difficile per Caprotti far crescere le sue quote di mercato aumentando il numero di supermercati. Lo scorso anno le vendite di Esselunga sono cresciute del 5% in un mercato in calo del 2%, ma le nuove aperture sono state solo due contro le sei del 2009 e la rete si è fermata a quota 141. Quest’ anno è stato aperto un nuovo punto vendita e uno è stato riammodernato ma le prospettive di sviluppo sono incerte. Perché Caprotti non compera aziende in crisi, ma costruisce ex novo i suoi punti vendita, intorno ai suoi tre poli logistici e distributivi (in Piemonte, Lombardia e Toscana). Il problema è uscire da queste regioni dove la presenza è consolidata, cioè la Lombardia (90 negozi) e la Toscana (29). In Piemonte e in Emilia Romagna Esselunga conta dieci supermercati, in Veneto due e in Liguria uno. Quote Troppo pochi per un leader di mercato. Ma i progetti di espansione vengono fermati dalle amministrazioni locali accusate, a torto o a ragione, da Caprotti di avversarlo politicamente. A Roma e Genova, dove Caprotti possiede da anni terreni e fabbricati inutilizzati, il via libera non arriva. Va meglio in Toscana dove, dopo dieci anni, è giunta l’ autorizzazione a costruire un centro commerciale in un’ area industriale dismessa di Prato. Pratilia (così è stato battezzato il sito) ospiterà un superstore di 4.500 metri quadri con una torre di 60 metri, per un investimento di una sessantina di milioni. Nel frattempo Esselunga continua a fare investimenti sull’ ammodernamento della rete, sui poli logistici, sulla pubblicità e sulla produzione. E i numeri, anche nella crisi, continuano ad essere positivi. Nel 2010 Supermarket Italiani ha chiuso il bilancio con ricavi consolidati per 6,3 miliardi e utili netti per 242 milioni, tutti e due in crescita di diversi punti percentuali. Gli investimenti, per 376 milioni, hanno superato di oltre 100 milioni quelli dell’ anno precedente, mentre la posizione finanziaria netta è rimasta negativa per 741 milioni come l’ anno precedente. Il gruppo resta comunque uno dei più liquidi del settore con un patrimonio netto di 1,6 miliardi e un capitale investito netto di 2,4 miliardi. Un pò meno brillanti i conti della controllata Fudfina, cui fa capo il 100% di Esselunga, che ha chiuso il bilancio con una perdita di 14 milioni di poco migliore di quella dell’ anno precedente. Nei mesi scorsi Caprotti ha completato l’ ultima tappa della ristrutturazione societaria avviata nel 2005 con la divisione del gruppo in due rami: uno per la distribuzione e uno per l’ immobiliare. La divisione dei business è avvenuta attraverso la scissione della holding, la Supermarket Italiani. Che a seguito dell’ operazione controlla il 100% di Esselunga, tramite Fudfina, mentre una nuova società, Villata Partecipazioni, controlla il capitale di Villata Immobiliare di Investimento e Sviluppo che ha la proprietà di 84 immobili in cui si trovano i superstore Esselunga. RIPRODUZIONE RISERVATA **** Com’ è Supermarkets Italiani null Il gruppo di Esselunga Il gruppo di Bernardo Caprotti (le azioni sono detenute quasi totalmente attraverso una fiduciaria) è diviso in due rami. Il primo è la grande distribuzione e fa capo a Supermakets Italiani, il secondo è l’ immobiliare che fa capo in prevalenza a Villata Partecipazioni. A seguito delle recenti operazioni che hanno portato a conclusione un processo iniziato nel 2005, Esselunga è posseduta al 100% da Supermarkets Italiani. 141 i punti vendita a fine 2010 localizzati in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Liguria e Toscana. Tramite alcune controllate gestisce 51 bar a insegna Atlantic e 29 negozi di profumeria ad insegna Olimpia Beauté. Tra le principali società del gruppo, oltre a Esselunga, ci sono Orofin, cui fa capo una parte delle iniziative di sviluppo immobiliare, La Villata spa, Fudfina srl, Atlantic srl, Olimpia Beauté spa e Fidaty spa.
| Stampa l'articolo | Questo articolo è stato pubblicato da movimentorevolution il 8 febbraio 2012 alle 12:57, ed è archiviato come Discussioni. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento. I ping sono disattivati. |




![FEDERITALIA[1]](http://www.movimentorevolution.it/blog/wp-content/uploads/2012/03/FEDERITALIA11-100x100.jpg)

















